I ribelli jihadisti che hanno preso Damasco ora si mostrano rassicuranti e promettono una transizione politica inclusiva: sarà davvero così? Per il momento, dopo l’offensiva a sorpresa dei ribelli filoturchi e che in una settimana ha spazzato via 50 anni di potere della famiglia Assad, di fede sciita, la Siria è un’incognita. Si apre con un reportage dalla Siria l’appuntamento con “Tv7” in onda venerdì 13 dicembre a mezzanotte su Rai 1. Tra l’esultanza dei sunniti, il saccheggio dei palazzi del potere, l’apertura delle carceri dell’orrore, i timori della minoranza cristiana, la situazione è altamente instabile, con pesanti raid israeliani che vogliono distruggere tutto l’arsenale siriano e le voci sulle esecuzioni sommarie dei gerarchi e dei torturatori di Assad.
A seguire, “L’ultima strage”: una nube chiara e poi l’esplosione: muoiono cinque persone e restano molti feriti. Quello che apparirebbe evidente ai magistrati è che la tragedia di Calenzano non sarebbe stata una fatalità e che la fuoriuscita di carburante sarebbe dovuta alla chiara inosservanza delle rigide procedure previste. A “Tv7” le voci dei colleghi delle vittime e di chi è stato tratto in salvo.
Sarà un Natale più sereno quello degli oltre 300 lavoratori dell’indotto Stellantis che hanno incassato dodici mesi di proroga del contratto e lo stop dei licenziamenti della Trasnova e delle altre aziende in subappalto. Ora gli occhi sono tutti puntati sul tavolo del 17 dicembre, sul futuro degli stabilimenti italiani. “Tv7” va a Torino, a Mirafiori, dove negli anni d’oro si producevano 200.000 auto l’anno e quest’anno saranno 20.000. Le difficoltà dei cassintegrati, che hanno lavorato poche decine di giorni nel 2024 e le ripercussioni sull’indotto. La Yazaki di Grugliasco, che fa componenti auto, vuole licenziare 52 lavoratori su 72. E c’è chi come Pier Giorgio Fulcheri, imprenditore dell’indotto, per il calo delle commesse sta prevedendo cassa integrazione a rotazione, ma farà di tutto per non licenziare.
E poi, a 33 anni dall’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre parla, per la prima volta, il figlio Manfredi Mattei che all’epoca aveva 9 anni. Ora, attraverso la Fondazione a lei intitolata, ha ripreso la battaglia del padre per una giustizia più celere ed efficace. “Ci sono voluti 20 anni per inchiodare l’assassino di mia madre e alla fine ha scontato solo 10 anni di carcere”, dice Mattei che si batte perché venga riconosciuta la responsabilità di chi commette errori gravi in ambito giudiziario. Un appello contenuto anche in “Scandalo italiano”, il libro del giornalista Fabrizio Peronaci dedicato al caso giudiziario.
E ancora, un reportage dalla Corea del Sud: un tentativo di golpe, durato 6 ore e sventato dall’immediata protesta dei cittadini e dal Parlamento che ha annullato la legge marziale decretata dal Presidente. Il Paese che ripiomba in un incubo già vissuto 40 anni fa ma che segna la fine politica del presidente Yoon Suk-yeol.
Si parlerà poi del “Qatargate” con un’intervista a Francesco Giorgi, assistente dell’allora eurodeputato Antonio Panzeri, figura chiave dell’inchiesta Qatargate insieme alla moglie Eva Kaili, ai tempi vicepresidente del Parlamento Europeo. Due anni fa era partita l’inchiesta che fece tremare le istituzioni europee: le valigie piene di denaro, gli arresti a Bruxelles e l’accusa della magistratura belga di corruzione e riciclaggio.
È diventata una stella di fama mondiale e la sua vita sportiva sembra un film: dalle vittorie nei tornei senior, poco più che ventenne, ai trionfi in doppio al Roland Garros, fino agli US Open e all’oro delle Olimpiadi nel 2024. “Tv7” incontra Sara Errani: “È stato un privilegio riuscire a vivere tutte queste emozioni e soddisfazioni – dice – ed è bello avere ancora dei sogni nel cassetto. Adesso voglio vedere cosa riuscirò a fare nel prossimo anno”.
Infine, un temporaneo divorzio artistico per il ‘duo’ che ha già fatto la storia della musica “leggerissima” italiana. Colapesce e Dimartino sono pronti per dirsi ‘arrivederci’. Lo fanno con un’ultima serie di sei concerti con orchestra nei teatri e un disco dal vivo.
E dagli archivi di “Tv7” “Assalto alla tredicesima” del 1966. Con le buste paga, che ai tempi si pagavano in contanti, arriva la tredicesima: 750 miliardi di lire. A Milano la corsa ai regali con strade e grandi magazzini stracolmi di clienti e regali bizzarri, se non inutili.
