Lo Schiaccianoci, balletto in due atti dal libretto di E.T.A. Hoffmann del 1816, traghetta nel nuovo Anno con l’incanto che gli si addice, nella splendida cornice del teatro milanese Piermarini attraverso il sogno del personaggio di Clara, alla vigilia dell’attesa dell’avvento natalizio.
Ancora oggi, nel terzo millennio, nella magia del teatro, finzione e realtà si fondono in un’unica dimensione spazio temporale prendendo per mano gli spettatori grandi e piccini convenuti, nell’immersione favolistica di un rituale che si ripete nel tempo in attesa della rappresentazione scenica, di volta in volta interpretata dalle eccellenze scaligere dei Primi ballerini e dal Corpo di Ballo del teatro alla Scala, diretti da Manuel Legris.

In scena fino al 12 gennaio c.a., la versione coreografica e registica di Rudolf Nureyev, mette a dura prova chiunque, per la sua danza fisica oltre la pura tecnica, come un marchio indelebile ben oltre la sola cifra stilistica dell’autore, inducendo gli artisti che si accingono ad interpretare i ruoli ad uscire dalla propria comfort zone.
Nureyev scomparso nel 1993, proprio nel giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, creò nel 1968, la sua versione ispirata a Petipa e Ivanov, con lo storico allestimento di Nicholas Georgiadis. Un classico che incanta la Scala fin dal 1969.

La modernità della scrittura coreografica di Nureyev, soprannominato il “tartaro volante”, osava chiedere al proprio fisico virtuosismi mettendosi lui stesso a dura prova, senza mai oscurare l’importanza dell’interpretazione del ruolo, con passaggi di passi in tenuta come la posizione in arabesque sollevando la partner in equilibrio nel passo a due tra il Principe e Clara, oltre ai tour en l’air e i vorticosi giri, pirouettes in scéné fermati senza alcun tentennio, in perfetta chiusura ed arresto.
Vi è quasi uno stupore e nutrita reverenza, negli artisti ballerini chiamati ad interpretare la partitura danzata creata da Nureyev, noto per aver portato equipollenza tra i ruoli maschili e femminili, nel balletto classico, fino al suo avvento relegati a figure secondarie di porteur.

In Schiaccianoci, atmosfere introspettive che sondano nel profondo le sfumature degli archetipi del sogno e della psiche umana, trovano spazio tra le note danzate degli accenti, tempi e contrattempi, in un continuo dialogo tra musica e danza, rivelando le parole non dette e i sentimenti dei personaggi con la legazione dei movimenti.
La danza dei Fiocchi di neve sincronica, eseguita dall’eccellente Corpo di Ballo, restituisce l’incanto e la magia al pubblico, già inebriato dalle note di P. Cajkovskij, e dallo smalto esecutivo dell’orchestra diretta da Valery Ovsyanikov, e il Coro di Voci Bianche, ove anche i giovani e promettenti Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia fanno capolino. Così come ogni artista è interprete per caratteristiche fisiche e tecniche di ogni singolo personaggio in scena, regalando veridicità e qualità espressiva alle figure narrate nello Schiaccianoci, in cui spiccano le doti di Claudio Coviello e Agnese Di Clemente nei ruoli principali.

Cast al completo: Massimo Garon, Chiara Fiandra, Domenico Di Cristo, Camilla Cerulli, Stefania Ballone, Marco Messina, Alessandro Paoloni, Edoardo Caporaletti, Linda Giubelli, Caterina Bianchi, Maria Celeste Losa, Gabriele Corrado, Mattia Semperboni,Said Ramos Ponce, Andreas Lochmann, Gaia Andreanò, Navrin Turnbull.
Coreografie riprese da Aleth Francillon, Direttore d’orchestra Valery Ovsyanikov, scene e costumi di Nicolas Georgiadis, luci di Andrea Giretti. @teatroallascala
di Emanuela Cassola Soldati
credit foto Brescia e Amisano @teatroallascala
