“La musica è come un aeroplano o come una mongolfiera che ti fa volare, che ti può portare dappertutto, puoi sentirti totalmente in simbiosi con quello che stai ascoltando, scoprire una corrispondenza esterna a quello che stai provando, e questo in certi casi è salvifico”. La musica è da sempre parte della vita di Marco Liorni, conduttore amatissimo, che con la sua eleganza, gentilezza e professionalità, ha conquistato il cuore del pubblico, come dimostra il grande successo di programmi come L’Eredità, L’anno che verrà, e prima ancora Italia Sì! e Reazione a catena. Ha iniziato infatti la sua carriera nelle radio locali e da sabato 11 gennaio sarà al timone di “Ora o mai più”, in onda su Rai 1 in prima serata per sette puntate, che offre una grande occasione di riscatto a otto cantanti, che sono stati protagonisti, in un passato più o meno recente, di una stagione di successo, interpreti di una hit che tutti hanno cantato, e poi, per i più diversi motivi sono entrati in una zona d’ombra da dove hanno faticato a riemergere.
Gli otto cantanti in gara, Anonimo Italiano, Matteo Amantia degli Sugarfree, Antonella Bucci, Carlotta, Pierdavide Carone, Loredana Errore, Pago, Valerio Scanu, saranno assistiti e al contempo giudicati da otto Maestri, eccellenze della musica leggera italiana (Alex Britti, Gigliola Cinquetti, Riccardo Fogli, Marco Masini, Rita Pavone, Patty Pravo, Raf, Donatella Rettore) che daranno loro indicazioni e suggerimenti, li affiancheranno nell’interpretazione di inediti duetti dei loro successi, supportati dall’orchestra diretta dal Maestro Leonardo De Amicis, e valuteranno le performance esprimendo il proprio giudizio. Alla valutazione degli otto Maestri si aggiunge anche il voto Social del pubblico, che potrà attribuire le preferenze ai propri beniamini.

Marco, dall’11 gennaio sarà su Rai 1 alla conduzione di “Ora o Mai Più”, qual è il suo approccio a questa nuova avventura televisiva?
“Per ora è un’esperienza di preparazione, di conoscenza. Ho incontrato la maggior parte degli artisti di persona per la prima volta alla conferenza stampa di presentazione e sono molto felice perché un conto è immaginare un programma, parlare con gli autori, un altro vedere i cantanti in carne e ossa che portano la loro vita, le loro speranze, la loro musica. Io cercherò di dare il massimo, mettendomi a disposizione dello spettacolo e dell’arte”.
Come sono stati selezionati i “maestri” e i cantanti in gara?
“Per quanto riguarda i concorrenti abbiamo fatto brainstorming con gli autori e qualche dirigente cercando di ricordare quelle canzoni e quegli artisti che nonostante abbiano avuto un grande successo erano rimasti nell’ombra e sono usciti parecchi nomi. Abbiamo iniziato a contattarli, a sentire se fossero interessati a un’esperienza di questo tipo e si è formato un gruppo.
Lo stesso procedimento è stato effettuato per i Big, che naturalmente hanno molti impegni in più e quindi abbiamo cercato di capire chi fosse disponibile a svolgere un doppio ruolo, quello di tutor dei concorrenti e di giudice rispetto al lavoro degli altri coach. Una volta ottenuto il loro sì e valutata anche la possibilità di inserirsi nei calendari dei loro impegni, abbiamo ritagliato questa squadra composta da otto grandi della musica italiana, considerando anche gli incroci possibili e le coppie che si possono formare con i concorrenti in gara”.

Partendo dal titolo del programma, le chiedo se c’è stato un momento della sua vita in cui ha detto “ora o mai più”?
“Ce ne sono stati almeno un paio professionalmente. Il primo ora o mai più risale ai tempi in cui lavoravo in una televisione regionale che a un certo punto è stata chiusa. Per un po’ sono stato fermo, poi mi sono messo a testa bassa, ho cominciato a girare per le redazioni, per le televisioni, con la mia cassettina VHS, e alla fine sono riuscito a trovare la strada che mi ha portato a Verissimo, programma condotto all’epoca da Cristina Parodi, in cui facevo l’inviato. L’altro momento è stato quando ho lasciato il Grande Fratello, è stato ancora più difficile perché per quattro anni non ho lavorato, anche se ho continuato a girare, a proporre trasmissioni televisive, a incontrare direttori… ma non succedeva niente o quasi. Poi ad un certo punto mi sono dato come deadline dicembre 2010, e a novembre è arrivata la proposta di un programma di una sola puntata, ma in prima serata su Rai 1, a cui è seguita la conduzione di Estate in diretta”.
Cos’è per lei il talento?
“Io non mi considero un artista ma un artigiano, per cui il talento secondo me è qualcosa di innato che però va coltivato e che comunque puoi esprimere anche indipendentemente dal pubblico. Questi otto cantanti in gara a Ora o mai più, ad esempio, continuano a cantare, a suonare, a creare, anche senza avere davanti le lucine rosse delle telecamere, perchè la cosa più importante, e che siamo quasi eticamente “condannati” a fare, è esprimere il più possibile quello che abbiamo dentro, che sentiamo di voler comunicare agli altri”.
Oggi ci sono tante possibilità per i cantanti di farsi conoscere ma c’è poco tempo per aspettare che questi talenti possano crescere ed emergere…
“Il mondo musicale si è aperto all’inverosimile, allargando a tutti la possibilità di proporsi sulle piattaforme, anche se poi la difficoltà vera è riuscire ad emergere e a far sì che qualcuno si accorga di te. Fino a qualche anno fa era impensabile che una persona a casa da sola potesse incidere un disco, come accade ad esempio nella musica trap e non solo, quindi è stato un cambiamento epocale. Dopodiché con l’avvento della tecnologia è cambiato il modello commerciale, qualcuno è stato favorito, altri sono stati danneggiati, ma non possiamo farci nulla. Bisogna solo avere la capacità e la fortuna di poter cavalcare la tecnologia”.

Lei ha iniziato la sua carriera conducendo dei programmi per varie radio locali, oggi che ruolo ha la musica nella sua vita?
“Nella mia vita la musica ha un ruolo fondamentale, ascolto di tutto, anche la classica. Le canzoni trasmettono quello che a volte non puoi o non riesci a esprimere fino in fondo, ti regalano delle emozioni, delle sensazioni, fanno fare dei viaggi dentro e fuori di te. La musica è come un aeroplano o come una mongolfiera che ti fa volare, ti può portare dappertutto, puoi sentirti totalmente in simbiosi con quello che stai ascoltando, scoprire una corrispondenza esterna a quello che stai provando, e questo in certi casi è salvifico”.
Arriva dal grande successo de L’Eredità e de L’anno che verrà, cosa si augura per questo 2025 che è appena incominciato?
“Mi auguro che possa ripetersi quello che è successo nel 2024, in cui con L’eredità, Chi può batterci? del quale è andata in onda a settembre una puntata pilota, e con L’anno che verrà ho scoperto programmi nuovi e sono uscito dalla mia comfort zone per poterli condurre nel modo più completo e più partecipato possibile. Le novità sul momento comportano un po’ di pensieri, di preoccupazioni, di ansia, però poi è bellissimo incontrare persone diverse e confrontarsi con loro. Questo discorso vale anche per “Ora o mai più” dove i concorrenti in gara hanno modo di lavorare con questi giganti della musica, con la possibilità di creare cose imprevedibili e di accrescere il loro bagaglio artistico e umano”.
di Francesca Monti
credit foto ufficio stampa Rai
Si ringrazia Gina Cilia
