Il 13 gennaio prende il via su Rai 1 la serie evento in quattro serate “Il conte di Montecristo” tratta dal romanzo omonimo di Alexandre Dumas con Sam Claflin, Mikkel Boe Følsgaard, Ana Girardot, Blake Ritson, Karla-Simone Spence, Lino Guanciale, Michele Riondino, Gabriella Pession, Harry Taurasi, Poppy Corby Tuech, Nicolas Maupas, Amaryllis August, Jason Barnett e con Jeremy Irons nel ruolo dell’abate Faria, con la regia di Bille August.
La serie è una produzione Palomar in collaborazione con DEMD Productions, Rai Fiction, France Télévisions, Mediawan Rights ed Entourage Medi.
La vita sembra arridere a Edmond Dantès: fresco di nomina a capitano del Pharaon, è in procinto di sposarsi con Mercedes, l’amore della sua vita. Non sa ancora di avere dei nemici che cospirano contro di lui accusandolo di essere un bonapartista. Dopo averlo arrestato, Villefort, il sostituto procuratore di Marsiglia, insabbia la verità per proteggere i propri interessi e ordina che Edmond sia rinchiuso nelle segrete del famigerato Castello d’If.
Dieci anni dopo, Edmond ha quasi perso ogni speranza quando, per un calcolo sbagliato, un altro detenuto, l’Abate Faria, che da tempo sta scavando un tunnel sotterraneo per tentare la fuga, piomba nella sua cella. Grazie a quello che diventa a tutti gli effetti un passaggio segreto, i due diventano amici e, dopo aver condiviso con Edmond il suo vasto sapere, l’Abate Faria gli rivela l’esatta ubicazione di un tesoro nascosto che, una volta liberi, sarà loro. Purtroppo, però, gli scavi del nuovo tunnel si protraggono per altri cinque anni e la morte di Faria costringe Edmond a evadere da solo cogliendo un’inaspettata opportunità.
Finalmente libero, Edmond si dedica a quella che è la sua missione: vendicarsi di chi ha tramato per distruggergli la vita. Scovato il tesoro nascosto, Edmond si trasforma nel ricco e carismatico conte di Montecristo e inizia a indagare, costruendo per ben cinque anni il suo inarrestabile piano di vendetta. Scopre così i colpevoli – uno degli altri membri dell’equipaggio, Danglars, che ambiva alla promozione a capitano, e Fernand, il cugino di Mercedes – e capisce il motivo per cui il procuratore Villefort si è liberato così velocemente di lui senza neppure un processo.
Ora i suoi tre nemici vivono a Parigi: Fernand è riuscito a sposare Mercedes, Danglars a diventare un ricco banchiere e Villefort a essere nominato procuratore capo. Nessuno, tranne Mercedes che sospetta della sua vera identità, riconosce in lui Edmond Dantès. A Montecristo non resta che insinuarsi nelle loro vite per annientarle, non con minacce o violenza ma con intelligenza, sfruttando le loro debolezze e le nefandezze compiute per farli cadere, nella speranza di riconquistare Mercedes.
I suoi spietati atti di vendetta hanno un prezzo pesante per la serenità di Edmond che può però contare sull’amore di Mercedes per ricominciare, finalmente, una nuova vita.

“Il Conte di Montecristo è uno dei miei libri preferiti, l’ho letto tante volte. Abbiamo avuto i primi contatti con la produzione durante le riprese nel 2023 ed è stato affascinante assistere alle riprese della serie che è un bell’esempio di coproduzione europea”, ha esordito S. E. l’Ambasciatore di Francia Martin Briens nella presentazione stampa presso Palazzo Farnese.
“E’ una serie importante, con un grande regista e un grandissimo cast. Non è scontato riuscire a rappresentare un’opera così imponente, tra i romanzi più ricreati dal cinema, che ha la capacità di affrontare tante tematiche, dalla vendetta alle relazioni umane, agli intrecci tra le persone, anche geografici. Abbiamo girato in quattro-cinque luoghi diversi, da Parigi a Roma e Malta, questo significa sforzo produttivo e capacità di visione. Pensiamo che il pubblico possa affezionarsi nuovamente a questa storia”, ha dichiarato Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction.
“E’ stato un lungo viaggio, finalmente lo portiamo al pubblico. Il progetto nasce un po’ di anni fa dalla passione per questo libro. Carlo Degli Esposti ha sempre avuto il cuore diviso tra Camilleri e Dumas. Il collante è stato Bille August perchè al di là della qualità artistica ha sempre avuto il controllo della produzione mettendo tutti nelle condizioni di tranquillità per poter lavorare al meglio. Abbiamo avuto la fortuna di avvalerci di talenti internazionali e italiani di altissimo livello”, ha ricordato il produttore Nicola Serra.

La parola è poi passata al regista Bille August: “Sono stato contattato dalla Palomar che mi ha chiesto se potessi dirigere la storia in otto episodi. Questo mi avrebbe permesso di trattare in maniera esaustiva la complessità della storia. Vista la grandezza di questa produzione ho scelto i migliori attori in tutto il mondo per qualunque ruolo e hanno messo la loro anima e il loro cuore per dare vita a personaggi straordinari. Oltre al tema della vendetta mi faceva piacere costruire queste relazioni personali che sono al centro della storia. Abbiamo girato per l’Europa ma quello che ho cercato di fare è creare un ambiente consono e adatto a far sì che avvenisse la magia. Il protagonista, Edmond Dantès, tesse intrighi raffinatamente spietati, intrappolando non solo i suoi nemici, ma tutti quelli che entrano nella sua orbita, gettando luce e speranza sull’umanità e restituendo anche a noi la fiducia nel potere salvifico dell’amore”.

credit foto Claudio Iannone
Sam Claflin veste i panni di Edmond Dantès: “Mi sono preparato a lungo per questo ruolo, mentalmente e fisicamente, per cercare di sembrare più giovane e poi più adulto. E’ stata una sfida ma sono stato sostenuto dal cast, dal regista. E’ un personaggio fantastico in una storia complessa, ricca. Mi sento fortunato ad aver avuto questa opportunità. E’ stata un’esperienza che mi ha lasciato un segno profondo e insegnato a guardare la mia vita in modo diverso. Edmond mi ha fatto capire come la vendetta sia una cosa sbagliata, ma non posso fare a meno di ammirare la sua capacità di lottare per quello che ritiene giusto. La sequenza nella tempesta è stata una grande sfida anche dal punto di vista fisico, trovare questa calma e non andare sopra le righe è stato importante per me. Edmond è così attaccato alla vendetta che perde il senso di quello che è. Quando ci sono un cast grande, un bravo regista e una scrittura incredibile risulta tutto più facile”.

credit foto Paolo Modugno
Michele Riondino è Jacopo: “Bille ha creato un ambiente nel quale potesse nascere una magia, perchè lavorare in costume permette di nasconderci dietro la maschera, prendere la distanza dal personaggio, ma ha avuto anche la capacità di purificare, di lasciare intatto l’ambiente in cui dobbiamo agire. E’ un’esperienza che mi ha insegnato molto e ci ha permesso di imparare da colleghi che lavorano in modo diverso. Sono interessanti i ragionamenti che si sviluppano e altri temi che emergono all’interno del macrotema della vendetta che nel corso del tempo diventa sinonimo di ingiustizia”.

credit foto Claudio Iannone
Lino Guanciale interpreta Vampa: “E’ un criminale ma è anche leale. In un mondo in cui tutto va al contrario rispetto a come dovrebbe essere quelli che hanno un codice morale e lo rispettano sono considerati briganti. Vampa si trova a fare la stessa cosa del Conte di Montecristo ma molte volte dà una versione in forma di parodia di quello che Edmond pratica nella strategia di vendetta. Questo personaggio mi ha permesso di toccare delle corde brillanti come non mi capitava di fare da tempo. Il regista mi ha sorpreso per l’amore nei confronti degli attori e delle attrici, e per la capacità di declinarlo in un vero interesse gestito con sobrietà ed eleganza. Incarnare un personaggio che si traveste, che si diverte a prendere in giro un mondo che deruba è stato un enorme regalo. La vendetta è pericolosa, quindi sposterei l’attenzione sul potere, nel momento in cui hai il potere della vendetta puoi fare quello che vuoi come il conte di Montecristo e sei tu che decidi cosa fare”.

credit foto Claudio Iannone
Nicolas Maupas impersona Albert: “E’ vittima del contesto sociale in cui si trova ma è anche affascinato dal Conte e dai nemici di questa società tanto da non rendersi conto del marcio che c’è intorno a lui. E’ un personaggio senza cattiveria ed è stato il mio ponte in questo mondo magico. Sono grato a Rai, a Palomar, e a Bille per questa opportunità. Avere l’occasione di lavorare sul set francese è stato straniante, però mi sono sentito anche a mio agio. Nella nostra famiglia numerosa in Francia infatti i più piccoli portano il vassoio in tavola o da bere ai grandi e si ha così l’occasione di ascoltare le storie degli adulti. Sul set ho rivissuto quell’atmosfera del focolare di casa mia trovandomi tra attori di talento e con tanta esperienza e ho cercato di prendere il più possibile da loro”.

credit foto Claudio Iannone
Gabriella Pession è Hermine Danglars: “E’ colta, appassionata di musica e porta dentro di sè il dramma di una donna obbligata per i costumi dell’epoca a negare la nascita di un figlio illegittimo, frutto di una storia con un altro nemico di Dantès. Le viene strappato dal grembo questo bimbo appena nato e le viene detto che è morto ma Edmond instilla in lei il dubbio che invece sia vivo e il messaggio che ci dà Dumas è che non possiamo mettere la polvere sotto al tappeto pensando che non ci sia. Con Bille abbiamo scelto di far cadere Hermine negli inferi della follia, di farle perdere il controllo. Ringrazio la Rai e Carlo Degli Esposti che è stato il mio primo produttore ed è come un papà e sono felice di tornare sul piccolo schermo diretta da un grande maestro come August. La sfida è stata cercare di allontanarmi dal romanzo e Bille mi ha incoraggiata a farlo, lasciando che il mio istinto dettasse la direzione verso la quale portare il personaggio. Quando un regista si mette in ascolto si crea una magia che ti permette di andare anche in zone non scritte nel romanzo letterario e così ho provato ad accennare cose che non c’erano come la follia di Hermine. Mi sono dovuta anche rapportare con i costumi dell’epoca, è una donna che si occupa di finanza, segue il lavoro del marito da vicino, quasi lo scavalca ma deve stare al suo posto. Lavorare con Lino Guanciale è sempre bellissimo, per me lui è un pezzo di casa”.
di Francesca Monti
credit foto Paolo Modugno
