Intervista con Samuele Cavallo, il nuovo singolo “Restare lontani” e il ruolo di Samuel in “Un Posto al sole”: “Penso che non ci sia niente di più altruistico della parola amare”

“Volevo raccontare attraverso la musica l’importanza di amare, avendo la capacità di lasciare andare chi ami”. Si intitola “Restare lontani” il nuovo singolo del cantautore e attore Samuele Cavallo, disponibile dal 24 gennaio sulle piattaforme digitali, prodotto da Nicolò Fragile con l’etichetta HIT FACTORY, con la collaborazione di musicisti del calibro di Giorgio Secco e Francesco Corvino, ed è stata mixata nello storico studio di registrazione di Toto Cutugno, il Bach Recording Studio di Milano (pre-save: https://bfan.link/restare-lontani).

In questa intervista Samuele Cavallo ci ha parlato del nuovo brano “Restare lontani”, ma anche del personaggio che interpreta in “Un Posto al sole”, Samuel Piccirillo, dell’incontro sul set della soap con Giorgia, ma anche dello spettacolo teatrale “Due simpatiche canaglie”.

Samuele, il suo nuovo singolo si intitola “Restare Lontani”, ci racconta com’è nato?

“E’ un brano a cui tengo molto perché tratta un tema a me caro, volevo infatti raccontare attraverso la musica l’importanza di amare, avendo la capacità di lasciare andare chi ami. Per quanto sia difficile, spesso è necessario per rendere felice l’altra persona. Un amore non corrisposto non significa un fallimento, bensì può essere un’apertura per entrambi verso qualcosa di nuovo, mettendo al primo posto la felicità dell’altro. Penso che non ci sia niente di più altruistico della parola amare, quindi con “Restare lontani” volevo attraversare quei sentimenti, quei passaggi che un essere umano deve elaborare quando qualcosa si rompe e deve decidere di permettere alla persona amata di prendere la propria strada. Ovviamente c’è un prezzo da pagare per chi fa questa scelta, in quanto si trova in una situazione di solitudine, di grande cambiamento. Chi invece viene allontanato deve fare quel percorso che chi decide di allontanarsi probabilmente ha già fatto e quindi prova rabbia, delusione, frustrazione, paura, desolazione. Poi si pensa anche al futuro, perché è difficile guardare oltre il muro in quanto l’ignoto può essere più grande di quello che c’è stato prima di chiudere una storia, può essere meglio, può essere peggio, ma non lo sappiamo. “Restare lontani” racconta questo passaggio e la sensazione positiva che si può provare fermandosi a pensare all’altra persona e anche a se stessi”.

E’ un messaggio importante quello del senso altruistico della parola amare, soprattutto se pensiamo a come finiscono certe storie e al dramma dei femminicidi…

“Io mi sono ispirato proprio alle storie tragiche che sono accadute negli ultimi anni, a cominciare dai tanti femminicidi anche tra giovani, con persone che hanno trovato la soluzione sbagliata per via della loro debolezza e che hanno distrutto la loro vita e quella degli altri. Un ventenne, un venticinquenne che uccide la propria compagna o viceversa, e non riesce a valutare la possibilità di aprirsi a una nuova vita, per sé e per l’altro, probabilmente non ha gli strumenti per vedere oltre, quindi ha quella paura che lo mangia in maniera talmente vorace che poi cade in una disperazione tale da impazzire. Una persona che non ha quel tipo di sensazioni non arriverebbe mai a uccidere in quanto sa a cosa andrebbe incontro, cosa perderebbe, invece chi ha una mentalità chiusa purtroppo è portato a vivere un sentimento malato”.

Questa canzone è stata mixata nello storico studio di registrazione di Toto Cutugno, il Bach Recording Studio di Milano…

“Quando il mio produttore Nicolò Fragile, un artista meraviglioso, una persona raffinatissima, un cultore della musica, che ha prodotto gli ultimi tredici album di Mina, nonché i dischi di Mario Biondi, Paola e Chiara, Giorgia, mi ha detto che avremmo mixato il singolo a Milano nello studio di Toto Cutugno, ho provato una grande emozione. E’ stato poi un onore avere al mio fianco un grande chitarrista come Giorgio Secco, e un batterista di fama internazionale come Francesco Corvino che ha suonato con David Foster, con Bocelli. Avere un team così bello che mi supporta in questo progetto mi ha fatto capire che con la mia musica posso coinvolgere anche artisti di elevato spessore e ne sono felice. Ho scritto questa canzone con un caro amico, Samuel Sfingi (nome d’arte Samuel Maestro) con cui avevo già lavorato ai testi di altri singoli”.

Aveva presentato questa canzone per il Festival di Sanremo 2025…

“Sì, l’ho presentata quest’anno, ho avuto la fortuna di far ascoltare la canzone a Carlo Conti che l’ha apprezzata, ma so che è molto difficile rientrare nella rosa dei Big in gara. Il pubblico mi ha conosciuto grazie ad Un Posto al Sole come attore e ho avuto la possibilità di mostrarmi anche come cantante, tant’è vero che spesso ai miei concerti vengono persone che sono fan della soap, però sul palco dell’Ariston salgono artisti che magari fanno milioni di streaming su Spotify o che sono supportati dalle major e quindi i numeri hanno un valore completamente diverso. La domanda è altissima, ci sono tanti artisti validi ma i posti a disposizione sono pochi. Ritenterò nuovamente il prossimo anno”.

A proposito di Sanremo, lei ha recitato in una puntata di Un Posto al sole insieme a una guest star speciale, Giorgia…

“Vi racconto un aneddoto: il mio ingresso nel cast di Un posto al sole è stato un segno del destino, infatti era l’unico programma che mio padre, che adesso non c’è più, seguiva quando faceva il rappresentante e lo guardava ogni sera, prima di andare a cena, ovunque lui fosse. Sempre a proposito di coincidenze, Giorgia è la mia cantante preferita anche nella realtà e quando sul set ho saputo che dovevo girare con lei è stata un’emozione grandissima e il mio personaggio, Samuel, manifestava quella stessa trepidazione che sentivo io, vedendo la sua artista prediletta. Pensa che quando ho fatto il mio primo Sanremo Giovani dovevamo portare delle cover per le selezioni, e io scelsi Gocce di memoria. Quando mi sono trovato davanti Giorgia è stata una gioia pazzesca. E’ una persona meravigliosa, durante la pausa dalle scene è andata in camerino, ha ascoltato le mie canzoni, e poi mi ha fatto delle domande sul mio percorso. Io sono rimasto senza parole. Non immaginavo quanta umiltà potesse avere un’artista così grande finché non l’ho conosciuta dal vivo”.

Samuele Cavallo e Giorgia sul set di Un Posto al sole – credit foto Giuseppe D’Anna /Fremantle

Immagino che le piacerebbe poter collaborare con Giorgia, magari per un duetto…

“Magari, sarebbe un sogno che si realizza”.

C’è una canzone in particolare di Giorgia a cui è più legato?

“Ce ne sono tante, da “Strano il mio destino” a “Come saprei”, ma anche “Uno fra tanti”, “Come Neve” insieme a Marco Mangoni. Mi piacciono molto le sue hits storiche ma anche quelle con un sound più contemporaneo come “Niente di male”, un brano stupendo”.

Passando a Samuel, il personaggio che interpreta in “Un Posto al sole”, sta attraversando  un momento movimentato dal punto di vista sentimentale, quali sviluppi ci saranno?

“Sicuramente possiamo aspettarci un Samuel ironico nel suo modo di essere perché in Un posto al sole rappresenta la parte comedy, a livello di storyline. Avrà a che fare con il suo compagno di merende Nunzio (Vladimir Randazzo), al quale, tra vari scontri relativi alla vita quotidiana, è legato dal vero sentimento dell’amicizia che si può creare solo tra poche persone. Io e Vladimir siamo molto amici anche fuori dal set e questo rende il nostro lavoro più semplice e in alcuni casi più creativo. Lo stesso discorso vale per Gina Amarante (che interpreta Micaela e Manuela) e Giorgia Gianetiempo (che veste i panni di Rossella), con le quali si è instaurato un rapporto molto bello. Samuel interagirà con questi personaggi e avrà problemi di relazione perché è un uomo che vuole una storia d’amore stabile, ha i piedi ben piantati a terra, mentre Micaela in fondo è innamorata ma vuole dare l’immagine di una donna sicura, che non riesce a sottostare ai sentimenti, secondo me per la paura di farsi fregare in qualche modo, come spesso accade ad alcune persone anche nella vita reale. Samuel è costretto a inseguire questo rapporto che probabilmente lo porterà a mettere dei punti o delle pause, chi lo sa? Lo scopriremo solo vivendo”.

E’ un personaggio che è cresciuto molto nel corso delle stagioni, profondamente generoso, buono, simpatico. Cosa le ha regalato Samuel?

“Mi ha regalato la consapevolezza di non cadere in alcuni errori che poi si possono fare anche nella vita, mi ha dato tanti momenti ironici, perché costruire le scene di questo personaggio mi diverte molto. Spesso gli autori mi danno degli spunti bellissimi su cui poi lavorare, infatti la comicità non è mai semplice, devi trovare quel tempo, quel momento, quel tono, quel colore senza mai scadere nella macchietta. Samuel mi ha insegnato ad essere quello che io non sono nella vita reale, io sono un attore che interpreta un personaggio, sono un padre di famiglia e sono molto diverso da lui. La sua bontà, la sua generosità, la sua voglia di fare sono invece elementi in cui mi identifico tanto. Inoltre Samuel ha messo i sogni al secondo posto, perché prima c’è la sopravvivenza quotidiana, lavora al Caffè Vulcano e come hobby scrive canzoni, cerca di cantare nei locali. Io invece ho fatto il contrario, ho sempre cercato di realizzare i miei sogni, il mio primo pensiero è come esprimermi sul palco domani sera, cosa scrivere oggi, non ho mai avuto un piano B “.

Con Vlamidir Randazzo prima di Natale è stato protagonista dello spettacolo “Due simpatiche canaglie”, da un’idea di Stefano Amatucci, lo riporterete in scena?

“Lo porteremo in scena in primavera all’interno di una rassegna curata da Stefano Amatucci. Due simpatiche canaglie è un viaggio nella musica italiana dagli anni ’60 ad oggi dove raccontiamo aneddoti di vari autori che per noi hanno significato molto, che con le loro canzoni hanno lasciato un segno nella nostra vita, perché io e Vladimir abbiamo diversi interessi in comune tra cui la musica. Ci prendiamo anche un po’ in giro e cantiamo col pubblico perché poi la canzone è la nostra connessione per abbattere la quarta parete e quindi ci sono momenti in cui coinvolgiamo gli spettatori. E’ uno spettacolo molto intimo, in scena siamo Vladimir, io e un pianista, un personaggio che interagisce con noi e per questa figura mi sono ispirato a Viva Radio 2 con Fiorello, Baldini e il maestro Cremonesi. Ci piacerebbe molto poter portare Due simpatiche canaglie in tournée per l’Italia”.

di Francesca Monti

credit foto Giuseppe D’Anna /Fremantle

Si ringrazia Stefania Lupi

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