SANREMO 2025 – Intervista con Rocco Hunt, in gara con “Mille vote ancora”: “E’ un brano che rappresenta tutte le persone che come me hanno lasciato la propria terra per trovare fortuna e uno spazio nel mondo”

Rocco Hunt torna in gara al Festival di Sanremo 2025 con “Mille vote ancora” dopo aver trionfato nel 2014 nella sezione “Nuove proposte” con “Nu juorno buono” e partecipato nel 2016 nella sezione Campioni con “Wake Up”.

Un brano che unisce lingua italiana e napoletana, cantautorato e tradizione, con un testo poetico che parte dal racconto della sua storia per arrivare a quelle di tanti altri ragazzi che lasciano la loro terra per provare a cambiare in meglio la propria vita. Una canzone di denuncia sociale, che si discosta dal sound dance e trascinante di “Caramello” o “A un passo dalla luna”, e che trasmette emozioni e riflessioni, impreziosita da un mandolino sul finale.

“E’ un brano diverso, serio, anche intimo perchè racconta la mia storia, gli ultimi dieci anni della mia vita ed era quello giusto per tornare al Festival perchè rende giustizia al mio percorso su quel palco. “Nu Juorno buono” parlava della Terra dei Fuochi, “Wake Up” del disagio giovanile e quindi non potevo presentarmi al Festival con una canzone leggera e spensierata. C’è un’evoluzione più cantautorale ma rispettando le tradizioni con una melodia mediterranea e una poesia nel modo di scrivere. Ho compiuto 30 anni e la differenza dall’ultimo Sanremo è che sono diventato papà sette anni fa di mio figlio Giovanni e quindi voglio portare un brano che sia coerente con la mia storia, in quanto sento anche una certa responsabilità. Dal testo traspare inoltre una forte nostalgia pensando all’infanzia e agli amici che non ci sono più. Ogni volta che canto “Mille vote ancora” mi emoziono. Vorrei pertanto dare un consiglio ai ragazzi: date valore alla vita. E’ stupido uccidere per uno sguardo o una scarpa calpestata”.

Rocco Hunt nella serata delle cover omaggerà Pino Daniele cantando con Clementino “Yes I Know My Way”.

Rocco, torni al Festival di Sanremo con “Mille Vote ancora”, un brano che racchiude una denuncia sociale, che parte dalla tua storia personale per allargarsi all’universale, alle storie di tanti ragazzi che come te hanno lasciato la loro terra per cercare un futuro diverso…

“E’ un brano che rappresenterà tutte le persone che hanno lasciato la propria terra per trovare fortuna ed uno spazio nel mondo, è la mia storia ma anche quella di tanti altri ragazzi e va a riprendere un po’ le mie radici in quanto ricorda Nu juorno buono ma al contempo descrive anche la mia evoluzione”.

In “Mille vote ancora” canti “Siamo carte stropicciate nel portafoglio, siamo anime buone in un mondo cattivo”…

“Paragono le nostre anime a delle carte che ammassiamo nei portafogli e alla fine della giornata lo ritroviamo pieno. Penso che ogni essere umano diventi una sorta di carta stropicciata a un certo punto della vita, una carta aperta, chiusa, più volte scarabocchiata, cancellata. Quindi ho utilizzato questo paragone, questa immagine poetica”.

In un altro verso della canzone canti “rimpiango anche le cose che odiavo, le stesse che mi hanno fatto andare via”. Quali sono in particolare queste cose che rimpiangi?

“Quando uno lascia la propria terra e dopo dieci anni si guarda indietro, alla fine arriva a rimpiangere sia le cose buone sia quelle cattive che ti hanno spinto ad andare via. Nel mio caso magari possono essere state la noia adolescenziale della periferia, le poche ambizioni, i pochi spazi per i ragazzi che c’erano nel mio quartiere, quel ritmo lento, quella vita lenta che dopo tanto tempo mi mancano”.

“Lo Stato è assente come noi in mezzo a quei banchi”, in “Mille vote ancora” dici che lo stato è assente ma sottolinei anche che i banchi di scuola sono vuoti, quindi è una presa di coscienza del fatto che non bisogna aspettare che le cose cambino dall’alto ma che ci si può impegnare per cercare di migliorare la propria vita e la società in cui viviamo…

“E’ anche un mea culpa, un’accusa importante, perchè lo Stato è assente ma pure noi dobbiamo fare qualcosa, quindi una mano lava l’altra, nel senso che un futuro migliore ci può essere ma deve partire prima da noi, dall’educazione che diamo ai nostri figli, da quanto impegno mettiamo nelle cose che facciamo”.

Nella serata cover porterai Yes I Know My Way di Pino Daniele, insieme a Clementino…

“Sarà un bel momento. L’ultima volta che io e Clemente abbiamo cantato insieme “Yes I Know My Way” è stato insieme al maestro Pino Daniele, al Palapartenope. Una serata storica. Portare sul palco dell’Ariston quel brano con un grande amico è un cerchio che si chiude”.

Che ricordo conservi di quella serata al Palapartenope e qual è l’insegnamento sia musicale che di vita più importante che ti ha trasmesso Pino Daniele?

“Di quel passaggio sul palco con lui ricordo l’emozione, il groove, i grandi musicisti che suonavano, la super band. Nei camerini Pino mi fece i complimenti per la mia scrittura, per la mia musica. E’ un momento che non potrò cancellare mai.

Riguardo l’insegnamento che mi ha trasmesso sicuramente il fatto che nella vita si può sempre crescere, migliorare. Nonostante lui fosse un grande maestro ha sempre cercato di sperimentare, di praticare lo strumento, aveva una grande dedizione verso la musica”.

Dopo Sanremo che cosa ti aspetta?

“Uscirà un album che stiamo chiudendo in queste settimane e poi la giusta conseguenza sarà il tour. Dopo Sanremo sveleremo tutte le carte”.

di Francesca Monti

credit foto Cabona

Si ringraziano Mary Cavallaro e Marianna Petruzzi

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