Intervista con Marina Marchione, al cinema con “Io non sono nessuno”: “La libertà è un’opportunità che va celebrata e difesa, oltre che un diritto”

“Mi hanno colpito di questa storia l’attualità della tematica affrontata, il fatto che nonostante si siano fatti dei passi avanti nella società e nel nostro paese, ci siano ancora episodi gravissimi di omofobia, emarginazione, giudizio”. Marina Marchione interpreta con grande intensità il personaggio di Paola nel film “Io non sono nessuno”, tratto dalla vera storia di Maria Silvia Spolato, insegnante di matematica, femminista e attivista LGBT negli anni ’70, scritto e diretto da Geraldine Ottier, prodotto da Manuela Montella per Tyche Productions srl, al cinema dal 6 marzo distribuito da Green Film srl.

Durante la manifestazione in occasione della Festa della donna che si è svolta a Roma l’8 Marzo 1972 Maria Silvia scese in piazza sbandierando uno striscione con scritto “Liberazione Omosessuale”. Venne fotografata, la foto fece il giro del paese, fu così licenziata, allontanata dalla famiglia e, rimasta sola, decise di vivere ai margini della società come senzatetto per quarant’anni. Mariasilvia è scomparsa il 31 ottobre 2018 all’età di 83 anni.

Parità di genere, diritti civili, diritti umani, femminismo, lotta, violenza, mobbing, libertà, coraggio, dignità sono i temi chiave del film, incentrato sulla vita della protagonista e sui personaggi che ruotano intorno a lei e che vengono in qualche modo schiacciati da una società arcaica e priva di empatia. L’emarginazione e la paura del “diverso” a causa della propria sessualità sono tematiche purtroppo sempre attuali, in quanto ancora oggi ragazzi e ragazze vengono cacciati di casa perché omosessuali.

Marina Marchione ha iniziato la sua carriera nel talent “Amici” per poi spaziare tra teatro di prosa, commedia musicale, cabaret, intrattenimento, serie tv di successo come “L’onore e il rispetto”, “Il bello delle donne”, “Non è stato mio figlio”, “Furore 2”, “Il peccato e la vergogna”, lavorando a fianco di celebri artisti quali Stefania Sandrelli, Giuliana De Sio e Corrado Tedeschi.

Marina, nel film “Io non sono nessuno” interpreta Paola, cosa può raccontarci a riguardo? 

“Paola non riesco a definirlo un personaggio raccontato… Paola e’ una dimensione, una donna ribelle, sensibile, ruvida a tratti, cresciuta in un Sud che le stava stretto e che le ha dato la consapevolezza di avere chiaro in mente da cosa dover andar via per sentirsi realmente se stessa. Paola la porto dentro, l’ho attraversata, accolta, abbracciata, capita e condivisa. Se fossi nata ai suoi tempi probabilmente anche io sarei stata come lei, forse è per questo che quando ho dovuto vestire i suoi panni mi sono sentita me stessa”.

“Io non sono nessuno” è tratto dalla vera storia di Maria Silvia Spolato, insegnante di matematica, femminista e attivista. Cosa l’ha più colpita della vicenda di questa coraggiosa donna?

“L’attualità della tematica affrontata, il fatto che nonostante si siano fatti dei passi avanti nella società e nel nostro paese, ci siano ancora episodi gravissimi di omofobia, emarginazione, giudizio. Maria Silvia Spolato è stata una donna con la D maiuscola, che ha messo avanti a tutto l’importanza della libertà di essere se stessa. Essere se stessi è un diritto, amare è un diritto, il rispetto è un diritto e un dovere”.

“Io non sono nessuno” rappresenta quel riscatto che è stato negato a Maria Silvia Spolato durante la sua vita, tanto che era stata anche licenziata dal Ministero dell’Istruzione con la motivazione di essere “indegna” all’insegnamento…

“Essere donne è difficile, lo è adesso… Maria Silvia è stata una donna che non solo è uscita da uno schema, ma che ha colto l’essenza e la necessità “di essere libera di essere”, perdona il gioco di parole, a prescindere da tutto. Maria Silvia è una di noi, una donna del 2025 da cui prendere esempio, da raccontare nelle scuole. Maria Silvia è semplicemente se stessa”.

Tra le tematiche del film ci sono la parità di genere, la lotta per i diritti civili e umani, ma anche la violenza, il mobbing, l’omofobia, l’emarginazione, che sono ancora attuali ai giorni nostri…

“Tutti i temi che vengono attraversati nel film sono maledettamente e, permettimi, anche “benedettamente”, che non è proprio italiano ma rende l’idea, attuali. Maledettamente perché dopo 50 anni stiamo ancora messi davvero male, benedettamente perché grazie a lei, a donne come lei, e forse anche a qualche uomo più gentile (ce ne sono) siamo qui a parlarne. Bisogna parlare, bisogna avere la sensibilità di empatizzare. L’empatia è la chiave, anche perché quello di cui parla Maria Silvia è amore, diritto ad amare, coraggio di lottare e di cambiare le cose che non vanno. I diritti umani sono una responsabilità di tutti, garantire la dignità è una responsabilità di noi tutti, guardarsi accanto e non lasciare nessuno indietro è un dovere morale che dovrebbe far parte dell’educazione alla vita”.

Dagli anni Settanta ad oggi fortunatamente tante conquiste sono state fatte, cosa manca ancora per abbattere il pregiudizio e le barriere mentali e culturali che permangono nella nostra società?

“Manca ancora l’altruismo, mancano gli abbracci, il rispetto che tanto si pretende ma che non si dà abbastanza. Ognuno di noi è un mondo e ha una sua storia e corriamo sempre tanto senza mai riuscire a vedere davvero l’altro. Prendiamo, prendiamo, prendiamo pensando che un piccolo gesto non faccia la differenza, io credo invece che ognuno di noi possa fare la differenza. Non siamo più abituati alla bellezza”.

Che significato ha per lei la parola libertà?

“La libertà è un’opportunità che va celebrata e difesa, oltre che un diritto”.

Ha iniziato la sua carriera nel talent “Amici” per poi spaziare tra serie tv, teatro di prosa, commedia musicale, cabaret, intrattenimento, c’è qualcosa che non ha ancora avuto modo di fare e in cui le piacerebbe cimentarsi?

“Non so, ad oggi sono felice e devo dire che faccio caso alla felicità, che per me è un atteggiamento, uno stile di vita che mi ha portato dove sono, dal teatro alla fiction e con questo film grazie alla regista Geraldine Ottier anche al cinema. Il cinema mi piace, vorrei tanto continuare in questo ambito”.

In quali progetti la vedremo prossimamente?

“C’è un progetto importante di cui non posso svelare nulla, ma che uscirà a breve, per la Starlex Production. Le produttrici sono due donne straordinarie, che amo molto. Ve ne parlerò più avanti”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Giuseppe Zaccaria

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