Nel 2025, dopo anni di crescita esponenziale, l’industria dei videogiochi è diventata uno dei settori dell’intrattenimento più redditizi e diffusi al mondo. Si stima che nel 2024 i ricavi totali abbiano raggiunto i 270 miliardi di dollari, con oltre 3 miliardi di giocatori attivi a livello globale.
Perché i videogiochi possono creare dipendenza
I giochi digitali, specialmente quelli online su RocketPlay, sono studiati appositamente per incentivare l’utente a giocare il più a lungo possibile. Alcune delle tecniche utilizzate sono:
- Ricompense casuali: molti giochi danno ricompense in modo casuale (loot box), sfruttando meccanismi psicologici simili alle slot machine nei casinò. Questo sistema intermittente di rinforzo crea una fortissima dipendenza.
- Progressione infinita: non esiste un limite prestabilito agli obiettivi, e si può sempre migliorare il proprio personaggio o status. Questa mancanza di finale spinge il giocatore a proseguire all’infinito.
- Eventi FOMO: gli eventi a tempo limitato e le ricompense esclusive creano il timore di perdersi qualcosa (fear of missing out), spingendo l’utente a giocare il più possibile durante quel periodo.
- Socializzazione: molti titoli online incentivano la socializzazione e il gioco in gruppo, spingendo l’utente a rimanere attivo per non deludere amici e compagni di gioco.
Quanto può diventare problematico
Secondo l’OMS, nel 2025 si stima che circa il 3% dei videogiocatori svilupperà una vera e propria dipendenza, arrivando a trascurare altri aspetti della propria vita. Inoltre, un ulteriore 5-10% mostrerà modalità di gioco problematiche e a rischio dipendenza.
I sintomi sono molto simili a quelli del gioco d’azzardo patologico:
- Incapacità di limitarsi, giocando sempre più a lungo del previsto
- Irritabilità e ansia quando non si può giocare
- Mentire ai propri cari sul tempo passato giocando
- Isolamento e trascuratezza di altri interessi e relazioni
- Problemi a scuola o lavoro a causa dell’eccessivo gioco
- Continuare a giocare nonostante le conseguenze negative
| Fascia d’età | % giocatori problematici | % giocatori dipendenti |
| Under 18 | 11% | 4% |
| 18-35 | 8% | 3% |
| Over 35 | 3% | 1% |
I giovani e gli adolescenti sono i più a rischio. Un eccessivo uso di videogiochi in età precoce altera i normali schemi di ricompensa e gratificazione nel cervello in via di sviluppo, con conseguenze durature.
Cosa si può fare per prevenire e curare questo fenomeno
Esistono alcune misure che possono aiutare a contenere la dipendenza da gaming e limitarne i rischi per la salute, sia a livello di prevenzione che di trattamento vero e proprio.
Misure di prevenzione
- Sensibilizzazione: informare genitori e insegnanti sui meccanismi psicologici alla base della dipendenza da gaming e su come riconoscerne i segnali.
- Educazione al gioco responsabile: insegnare fin da piccoli a gestire in modo consapevole tempi e denaro spesi con i videogiochi.
- Restrizioni legali: limitazioni di legge su specifiche meccaniche di gioco, come le loot box, e sulla pubblicità mirata ai minori.
Trattamento della dipendenza conclamata
- Terapia cognitivo-comportamentale: sedute individuali o di gruppo per identificare ed alterare gli schemi mentali disfunzionali.
- Sostegno sociale: coinvolgimento di famigliari e amici per motivare il soggetto al cambiamento e fargli ritrovare interesse in altre attività.
- Farmacoterapia: in casi estremi, farmaci per alleviare sintomi gravi di ansia e depressione associati alla dipendenza.
- Ricovero: per pazienti con quadri clinici molto severi, si può rendere necessario un periodo di disintossicazione e allontanamento completo dal gaming in strutture specializzate, seguito poi da un programma ambulatoriale.
Nonostante i rischi, i videogiochi rimangono un fenomeno culturale estremamente positivo se fruibili con moderazione e senso critico. Ma è responsabilità di tutti prevenire e intervenire laddove questa passione si trasformi in una dipendenza patologica.
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