In uscita il 21 marzo su tutte le piattaforme digitali il singolo di Alfredo Marasti Lutero 2.0, che anticipa il sesto lavoro in studio del cantautore, Il dimenticatoio- Canto monumentale alle identità perdute.
Lutero 2.0, un folk-rock dalla forte cifra autoriale, è accompagnato dal videoclip, per la regia dello stesso Marasti, con la partecipazione di Elena Gigliotti (già vista, tra le altre cose, in Parthenope di Sorrentino), Matilde Pagni (in arte Marla) e Tiziano Rovai.
La fotografia è di Lorenzo Silano; aiuto-regista Francesco Bovara.
In Lutero 2.0- racconta Alfredo Marasti- la “crisi identitaria” descritta negli altri brani dà origine a un personaggio mostruoso e proteiforme: questo Lutero non scrive le 95 Tesi, ma cambia le proprie tesi ogni giorno a seconda dell’algoritmo: è una sorta di influencer che cerca di adattarsi al mainstream, ma che finisce per risultare inconcludente, violentemente egocentrico, chiuso per sempre nella sua bolla.
Nel videoclip, insieme a lui, nell’appartamento, abita LEI, una presenza femminile – la sua coscienza? Un’emanazione delle sue paure? – inizialmente statuaria e inespressiva, che gradualmente prenderà il controllo della situazione e di Lui.
Un’Intrusa cercherà di entrare, rompendo l’equilibrio e la monotonia della vita di Lutero; LEI non perdonerà l’intrusione, eliminando l’Intrusa e imprigionando Lutero per sempre nell’appartamento.
Lutero 2.0- continua l’autore- è un personaggio in cui non mi identifico, ma a cui comunque temo di avvicinarmi ogni volta che la frustrazione o la paura mi chiudono in casa a guardare il mondo attraverso gli schermi.
Giocando sugli stilemi dell’horror, Lutero 2.0 non è solo il ritratto di un misterioso ed inquietante personaggio fittizio: vuol parlare in realtà di tutti noi, asserragliati in una “bolla” isolata dall’esterno ed attentissimi a costruirci intorno – con le nostre ossessioni identitarie, con miti e tradizioni, con i simboli, con il linguaggio – una realtà che ci assomigli il più possibile.
