“Sono un amante del bello che ci circonda, mi piace andare nei musei e a vedere le mostre. I miei ristoranti hanno sempre avuto come base la promozione di giovani artisti, italiani e internazionali”. Chef geniale e appassionato, capace di unire magistralmente tradizione e innovazione creando dei piatti straordinari per gusto e originalità, Alessandro Borghese, in tv su Tv8 con “Celebrity Chef” (dal lunedì al venerdì alle ore 20,30) e “4 Ristoranti” (ogni mercoledì alle ore 21.30), ha una grande passione anche per l’arte, infatti nel suo ristorante AB – Il lusso della semplicità, in viale Belisario 3 a Milano, ospita dal 27 marzo “Emozioni Scomposte”, la suggestiva esposizione fotografica del fotografo Luca Rossato. Nuove immagini adornano le pareti dell’elegante ristorante meneghino con forme inedite che promettono di emozionare e stupire gli ospiti, per assicurare un appagamento sia del gusto che della vista.
“Emozioni Scomposte”, organizzata in collaborazione con Tabor Art mette sotto i riflettori le opere di Luca Rossato che si distinguono per la capacità di catturare l’essenza dei momenti, trasformandoli in narrazioni visive evocative e intense.
L’inaugurazione della mostra è stata l’occasione per chiacchierare con lo Chef Alessandro Borghese di arte e cucina, due mondi diversi ma con tanti punti di contatto, come ci ha raccontato.
Chef Borghese, dal 27 marzo il suo ristorante AB – Il lusso della semplicità ospita “Emozioni scomposte”, la suggestiva esposizione fotografica del fotografo Luca Rossato. Come nasce l’idea di unire arte e cucina e quali sono i punti di contatto tra questi due mondi?
“Sono un amante del bello che ci circonda. L’arte è sempre stata una mia passione, dalla moderna a quella sacra e si lega molto bene col mondo della cucina. Mi piace andare nei musei e a vedere le mostre. I miei ristoranti, a Milano e a Venezia, hanno sempre avuto come base la promozione di giovani artisti, italiani e internazionali, della fotografia, della scultura, della ceramica, di qualsiasi tecnica possa essere utilizzata nel mondo dell’arte. Metto alcune opere all’interno dei ristoranti, perchè è un modo per allietare gli ospiti in quanto sedersi a un tavolo è anche guardarsi intorno, incuriosirsi, farsi delle domande. E’ inoltre una fonte di ispirazione gastronomica perché le forme, i colori per un cuoco possono essere anche il motivo di un’idea per un piatto. Tutto questo mi ha fatto venire voglia di avere sempre un legame con l’arte all’interno della mia cucina, dei miei locali. E’ qualcosa che fa bene a me, all’anima, al cuore. Tante volte sono qui e ragiono sui piatti, mi guardo intorno e ogni pezzo magari è legato al periodo di un menù, di un piatto o di una mia stagione dal punto di vista di età o di cuoco, c’è un riferimento artistico che ogni tanto mi ritorna in mente. Se c’è un’opera che mi piace in modo particolare la acquisto dall’artista e la espongo nel ristorante pensando a un futuro dove magari non sarà più all’interno del mio locale ma sarà a casa o in un altro posto, ed è qualcosa che rimarrà alle mie figlie”.


Nella foto lo chef Alessandro Borghese con il fotografo Luca Rossato e sopra due delle fotografie della mostra “Emozioni scomposte”
L’esposizione si intitola “Emozioni scomposte”, quali suggestioni le evocano queste due parole?
“Viviamo tutti i giorni le emozioni, la parola “scomposto” invece spesso ha a che fare con il mondo della cucina. Va di moda scomporre i piatti per poi ricomporli in una maniera diversa, ad esempio un tiramisù. Le opere del fotografo Luca Rossato hanno un forte impatto, mi piace veramente tanto il suo stile”.
C’è un piatto da lei creato o legato alla sua infanzia che le suscita una particolare emozione?
“Ce ne sono tanti. In particolare la pasta e patate di zio Tonino, che era il fratello di mio papà, è uno di quei piatti che ancora mi emozionano. L’ho portato in America, a New York, perché sono ambasciatore della cucina italiana patrimonio dell’UNESCO, ad una cena di gala nella meravigliosa Gotham Hall. Nella sua semplicità è uno di quei piatti che mi evoca tanti ricordi ed emozioni. Recentemente ho lanciato con Pasta Armando “Il Remix, l’ho mischiata!”, un formato di pasta mista che può essere accompagnato con lenticchie, patate e fagioli, piatti tradizionali del Sud Italia”.
A proposito di fotografie, se dovesse pensare a tre immagini relativamente alla sua carriera, al suo percorso artistico e umano, quali sono le prime tre che le vengono in mente?
“Sicuramente il mio periodo sulle navi da crociera, quando ero già un giovanotto, poi quando ho conosciuto mia moglie, infine quando sono arrivate le mie figlie. Ci sono molte immagini e slot di emozioni che posso mettere in fila, ogni tanto anche un po’ scomposte”.

Come riesce a unire tradizione e innovazione nella creazione dei suoi piatti?
“Un cuoco, specialmente in un paese come il nostro, che è tra i più ricchi a livello gastronomico, deve avere le basi della cucina tradizionale, da cui partire per poi innovare. Se non le hai mancano le fondamenta. Questo vale in generale per tutte le cucine, anche quella cinese ad esempio, che è ricchissima, vasta, meravigliosa, si può sperimentare ma conoscendo i capisaldi”.
“Alessandro Borghese 4 Ristoranti” ha festeggiato pochi mesi fa i suoi primi dieci anni. Qual è secondo lei il segreto del successo di questo programma?
“Il successo sono le persone, le città italiane, i borghi, i posti in cui vado. Mi piace stare in mezzo alla gente, ai ragazzi che si divertono a vedere “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”. Penso che sia un programma pulito, per famiglie, spensierato, in un mondo in cui c’è tanta carne al fuoco, tanto bombardamento. Racconta la nostra meravigliosa Italia, sia dal punto di vista della cucina che del territorio, ci sono delle dinamiche piacevoli tra i ristoratori, scopri piatti nuovi e ristoranti in cui magari d’estate, mentre sei in viaggio, puoi fermarti a pranzo o a cena, quindi è anche una sorta di guida. Dopo dieci anni continuo a divertirmi come il primo giorno”.
Per quanto riguarda invece il ruolo di giudice in “Alessandro Borghese Celebrity Chef” come si trova in questa veste?
“Io sono il padrone di casa e i giudici sono gli ospiti che invito di volta in volta, da Angela Frenda a Marisa Laurito che peraltro mi ha lasciato una sua opera d’arte bellissima, a Maddalena Fossati de La cucina italiana, o i miei colleghi come Enrico Bartolini, Riccardo Monco, Andrea Aprea, con cui ho preparato cene, ho preso parte ad eventi. E poi ci sono i concorrenti in gara che provengono da vari mondi, dagli sportivi ai politici, dai musicisti ai comici e agli attori, che preparano piatti della tradizione che ha insegnato loro la nonna o specialità vegetariane piuttosto che etniche, e vogliono cimentarsi in una cucina professionale, magari contro un altro collega, facendosi giudicare da persone che fanno questo mestiere da trenta anni. E’ un altro modo leggero e spensierato di vivere la televisione. Cucinare è un atto d’amore e unisce tutti”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Camilla Podini
