Martedì 15 aprile dopo il successo di Accabadora della scorsa stagione saronnese, torna sul palco del Giuditta Pasta Anna Della Rosa, attrice vincitrice del 37° Premio Duse dedicato alla migliore attrice teatrale della stagione 2023|24, con ERODIÀS + MATER STANGOSCIÀS, spettacolo con cui ha vinto il premio della Critica 2024 per la sua interpretazione.
In poco più di un’ora Anna Della Rosa dà corpo, anima e voce a due personaggi diversissimi: Erodiade, innamorata di Giovanni Battista, da lui rifiutata e perciò desiderosa della sua morte, e Maria, madre straziata per la morte del suo amato figlio.
La lingua di Testori in questi drammi estremi della sua vita raggiunge vertici di espressionismo ineguagliabili: l’italiano, il lombardo, il latino, le lingue moderne, si mescolano in un calderone sorprendente, in cui la voce dell’interprete deve intonarsi come uno strumento musicale per riuscire a inseguire l’autore nella sua vertigine creatrice.
Dalla motivazione « “Erodiàs” e “Mater strangosciàs” di Giovanni Testori Anna Della Rosa si dimostra testimone dell’arte, incarnazione dell’effimero della scena nel passaggio di testimone da maestro a prescelta per proseguire il magistero dell’arte. E così i due lai di Testori si aprono con la lettera di Sandro Lombardi ad Anna Della Rosa in cui l’attore affida all’attrice il suo spettacolo, il suo Testori. Anna fa della partitura attoriale di Lombardi uno spartito di straordinaria potenza e di incredibile controllo esecutivo. L’attrice respira, recupera nei toni la recitazione dell’attore e la fa propria, mostra un assoluto dominio delle sue doti mimico/vocali offrendosi come strumento in carne e voce della parola poetica di Testori. Ne fuoriesce un canto straziante e iroso, un esercizio di stile e di virtuosismo che mostra e dimostra senza ombra di dubbio le potenzialità espressive dell’interprete che si mette al servizio del testo, fa della parola un suono che riecheggia, ne scioglie i giochi e rimandi linguistici, ne evidenzia il ritmo poetico. E allora la forma prende il sopravvento sul contenuto, il dolore delle due donne testoriane si trasforma in suono, fonema, potenza attoriale, omaggio all’arte dell’attore, omaggio a Sandro Lombardi. Ad Anna Della Rosa va dunque il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di teatro, riconoscimento per una dedizione sacerdotale e rituale all’arte della scena e al mistero della parola incarnata».
credit foto Daniela Neri
