“Per ora non voglio pensare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, il mio obiettivo per la prossima stagione è lavorare bene ogni giorno per migliorarmi sia come atleta che come persona”. Una campionessa straordinaria, un palmarès ricco di successi, che vanta un oro ai Giochi Olimpici di PyeongChang 2018 e un argento a Pechino 2022 in discesa libera, quattro Coppe del Mondo di specialità in discesa libera, un argento mondiale in SuperG e un bronzo nel gigante, oltre a svariati podi. Sofia Goggia è reduce da un’ottima annata in cui, al rientro da un grave infortunio, ha ottenuto due vittorie, sei podi e il terzo posto finale sia nella generale che nella classifica di specialità di discesa e SuperG.
Con grande disponibilità, simpatia e sincerità Sofia Goggia si è raccontata in questa intervista realizzata a Milano in occasione del Media Day della FISI.

credit foto Pentaphoto / Fisi
Sofia, arriva da un’ottima stagione, chiusa con i terzi posti nella generale di Coppa del Mondo e nelle classifiche di discesa e SuperG. Qual è il suo bilancio?
“Il bilancio è molto positivo perché mi sono espressa con regolarità e ho terminato la stagione, cosa che comunque, visti i tanti infortuni, non era per nulla scontata per me negli anni scorsi. Soprattutto sono riuscita a sciare ad altissimi livelli in tre discipline, e questo non accadeva dal 2016-2017, dalla mia prima stagione in Coppa del Mondo con tanti podi. Quest’anno ho avuto una fluidità e un gesto tecnico che non vedevo da tempo. E’ stata la mia migliore stagione in SuperG ed è un ottimo punto di partenza per lavorare serenamente in vista della prossima. È vero, forse sono mancati degli acuti, ma la solidità che ho mostrato, soprattutto in gare che presentavano delle condizioni che in passato non riuscivo a gestire, mi rende orgogliosa”.
Ha conquistato anche due vittorie importanti nel corso della stagione, quella a Beaver Creek in SuperG e quella a Cortina d’Ampezzo in discesa …
“Sono state delle grandissime emozioni. Quella di Beaver Creek era la mia seconda gara dopo il rientro in pista in discesa del giorno precedente (318 giorni dopo l’infortunio, ndr). La discesa di Cortina è invece sempre molto particolare. Poi ho centrato altri sei podi in cui ho mancato la vittoria per pochissimi centesimi e se li avessi avuti dalla mia parte sarebbero stati otto podi e quattro o cinque primi posti, ma va benissimo così, mi sento super grata”.
Lei è un esempio di resilienza, in quanto anche dopo gravi infortuni è riuscita a rialzarsi e ricominciare. Dove ha trovato questa forza?
“Nello sci c’è una componente di rischio altissima e possono capitare gli imprevisti. Ho sempre pensato che a questo sport avessi ancora tanto da dare e parecchi obiettivi da raggiungere. L’ultimo infortunio è stato duro e ho sofferto nella mia anima anche perché conoscevo esattamente, avendone avuti altri in precedenza, il faticosissimo percorso che avrei dovuto intraprendere per guarire e tornare al top. E’ stato veramente pesante ma quando ho capito che con la piastra probabilmente la mia carriera si sarebbe chiusa e ho avuto l’intuizione di farla togliere dai medici due mesi prima del tempo previsto, ho iniziato nuovamente a sperare di riprendere a sciare”.

Sofia Goggia con Federica Brignone – credit foto Pentaphoto / Fisi
Ha postato sui social la foto di lei e Federica Brignone scrivendo: “Oggi più che mai, unita a te in questo abbraccio”. Ha avuto modo di sentirla dopo l’infortunio?
“Con Fede ci siamo sentite il giorno stesso in cui si è infortunata perchè avevo chiamato il medico della Federazione che era ai Campionati Italiani per sapere come fosse la situazione e siccome era insieme a lei all’ospedale di Trento me l’ha passata. Le ho poi scritto un messaggio dicendo che vorrei poterci essere per lei visto che purtroppo ho accumulato negli anni esperienza a riguardo. Con il suo staff sicuramente avrà fatto le scelte migliori per il percorso riabilitativo. A mio parere è un infortunio molto grave ma se riesce a recuperare bene e a mettere gli sci a dicembre avrà il tempo per preparare le Olimpiadi”.
La prossima stagione culminerà appunto con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, un appuntamento speciale davanti al pubblico di casa…
“Non ci voglio ancora pensare (sorride). Il mio obiettivo per la prossima stagione è lavorare bene tutti i giorni che avremo a disposizione, sulla neve e non, per migliorarmi sia come atleta che come persona. Ho tantissimo margine sotto diversi aspetti, quindi penso che stare sul pezzo, con la massima concentrazione, gara dopo gara da ottobre fino a fine marzo mi consentirà poi di arrivare a febbraio nella miglior condizione possibile”.
Per ogni atleta una delle massime aspirazioni è vincere le Olimpiadi, lei è entrata nell’Olimpo conquistando l’oro a cinque cerchi nella discesa libera a Pyeongchang 2018. Che ricordo conserva?
“E’ stata una bellissima emozione. RiCordo che a nove anni, quando a me e agli altri bambini dello sci club al Passo dello Stelvio veniva chiesto di compilare un foglio con gli obiettivi da realizzare a breve, medio e lungo termine, io avevo scritto che volevo vincere le Olimpiadi di discesa libera, quindi non c’è modo migliore per onorare i propri sogni di continuare a sognare”.

credit foto Pentaphoto / Fisi
Le piacerebbe ricoprire il ruolo di alfiere dell’Italia nella cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina 2026?
“Mi avevano chiesto di fare la portabandiera dell’Italia in occasione dei Giochi Invernali di Pechino 2022, poi purtroppo mi sono infortunata e non sono riuscita a partecipare neanche alla cerimonia di apertura. E’ una decisione che non spetta ovviamente a me. Sarebbe un orgoglio rivestire questo ruolo ma ci sono tanti atleti dei diversi sport invernali che valgono quel titolo”.
Un’ultima curiosità: in un video sui social l’abbiamo vista cantare “Mamma Maria” dei Ricchi e Poveri prima della gara di Cortina, c’è una playlist che ascolta per caricarsi?
“Io sono un’atleta molto particolare, solitamente prima della gara sto in silenzio con le mie cuffie da poligono insonorizzanti, alcune volte invece mi alzo con un groove in testa e devo poi seguirlo, quindi vario molto, dipende da come mi sento in quella giornata”.
di Francesca Monti
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Si ringrazia per la preziosa collaborazione Andrea Facchinetti
