Al Centrale del Foro Italico sono state festeggiate le squadre italiane che hanno trionfato nella Davis Cup e nella Billie Jean King Cup, alla presenza dei coach di ciascun giocatore, degli assistenti dei capitani, dei preparatori atletici, dei team manager, dei dirigenti accompagnatori, dei mental coach, dello staff medico, degli incordatori, oltre che i capitani Tathiana Garbin e Filippo Volandri, i giocatori e le giocatrici Elisabetta Cocciaretto, Flavio Cobolli, Lucia Bronzetti, Matteo Arnaldi, Martina Trevisan, Matteo Berrettini, Sara Errani, Lorenzo Musetti, Jasmine Paolini e Jannik Sinner. L’incontro è stato condotto da Lucrezia Marziale.
“La forza di una squadra che tende la mano verso chi è più indietro: lo hanno fatto tra loro e lo hanno fatti con me. E’ un viaggio straordinario che parte da lontano. E tutto questo non ci sarebbe stato se la Federazione non avesse appoggiato con entusiasmo questo progetto per far crescere queste ragazze”, ha esordito Tathiana Garbin.
“Stavolta ha un sapore diverso, è ancora più bello perché è stato condiviso con queste straordinarie atlete. Il 2024 è stato un anno speciale. Mi associo alle parole di ‘Thati’ per ringraziare tutte le persone che hanno lavorato al nostro fianco e la Federazione per averci dato questo ruolo e questa responsabilità”, ha spiegato Filippo Volandri.
“Sono stati giorni incredibili e condividere tutto questo con i ragazzi lo ha reso ancora più bello. Il fatto che siamo uniti credo che ci percepisca ancora di più in queste competizioni. Sono molto orgogliosa di far parte di questo gruppo. E siamo tutti carichi per il Foro”, ha detto Jasmine Paolini a nome della squadra femminile.
“E’ un trionfo arrivato dopo un periodo difficile, ringrazio i ragazzi, tutti quelli dello staff medico per me soprattutto. Non dobbiamo dimenticare poi Simone Bolelli e Andrea Vavassori che sono a casa. Grazie Presidente, grazie soprattutto a voi appassionati che ci sostenete: queste Coppe sono soprattutto vostre. Siamo tutti pronti e carichi per il torneo, come ha detto Jasmine”, ha concluso Berrettini.
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