E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali “Rosa”, il nuovo singolo di Marian Trapassi

E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali “Rosa”, il nuovo singolo di Marian Trapassi, che anticipa l’uscita – prevista in autunno- del nuovo album della cantautrice.

Il singolo, testo e musica di Marian Trapassi, è stato arrangiato da Lele Battista e Paolo Iafelice, che ne firma la produzione per Adesiva Discografica.

Già contenuto nell’album “Marian Trapassi” del 2004, “Rosa” viene ora proposto in una nuova veste sonora e con un testo parzialmente rivisto.

In “Rosa”- dilatate sospensioni e ripartenze – la vocalità speziata di Marian Trapassi sembra disegnare quasi una grammatica del cambiamento in musica. Suggestioni trip-hop, canzone d’autore e impronta catchy si incontrano in un brano minimale, sofisticato e dal forte potere evocativo.

“Sono andata a ritrovare qualcosa che avevo già- racconta la cantautrice- le mie canzoni sono come un tesoretto, le conservo in un cassetto che di tanto in tanto riapro e a volte mi lascio sorprendere da qualche riscoperta. “Rosa” è una canzone che è stata scritta in un momento della mia vita in cui avvenivano molti cambiamenti e in cui, come spesso mi è accaduto, mi stavo trasferendo da un’altra parte”, dichiara l’artista.

“Il movimento che conduce altrove è il motore della speranza, dell’aspettativa, dell’immaginazione del nuovo, ma porta con sé anche la nostalgia e il ricordo del luogo e della condizione di partenza. In questi momenti di mutamento ci si ancora a dei punti fermi; “Rosa” è il simbolo di qualcosa di familiare a cui riferirsi, costantemente, nel cammino. Non a caso Rosa è anche un nome di donna molto usato nella mia città, Palermo, spesso impiegato come diminutivo di Rosalia, la nostra patrona. “Rosa” vuole essere l’anello di congiunzione tra passato e futuro, un ponte ideale tra ciò che è stato- artisticamente e umanamente- e ciò che sarà.

Ho scelto poche parole e precise suggestioni da dare a questo brano ritrovato, nel segno dell’essenzialità  e di una maggiore contemporaneità delle sonorità, prevalentemente elettroniche, con l’intervento, alla chitarra acustica, di Antonio Magrini.

In un presente storico in cui le canzoni sono spesso sovraccariche di parole ho voluto lasciare più vuoti, più silenzi; una scelta, in un certo senso, controcorrente che spero conceda più spazio alla poesia”.

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