“Andare in bici permette di stare all’aria aperta, di sentirti libera, di viaggiare e scoprire nuovi posti, ed è quello che stiamo raccontando con questo format”. Marianella Bargilli, poliedrica e amata attrice teatrale nonché appassionata ciclista, è protagonista con l’icona del ciclismo italiano Paolo Bettini di “Giro Express“, un originale format video-televisivo commissionato da RCS Sport, concepito come un racconto corale dei luoghi attraversati dal Giro d’Italia 2025.
Paolo e Marianella, che tornano a pedalare insieme dopo Pedale Rosso, iniziativa itinerante da loro ideata contro la violenza di genere, esplorano il Bel Paese in tutte le sue sfaccettature.
In particolare l’attrice, con la sua sensibilità artistica, offre una prospettiva complementare e inedita a “Giro Express”, arricchendo l’esperienza con curiosità e un tocco di umanità.

Marianella, com’è nata la sua passione per il ciclismo?
“E’ nata poco prima del Covid, infatti nel 2019 ho comprato la bicicletta e sono tornata a vivere in Toscana. Con mia sorella Alberta, che già andava in bici, abbiamo preso l’abitudine di fare delle passeggiate insieme quando eravamo in campagna. Io sono super sportiva, ho sempre praticato sport, ho bisogno di muovermi nella natura, e anche il palcoscenico in qualche modo è uno spazio sportivo. Tre anni fa poi nella mia vita è arrivato Paolo (Bettini, ndr) e per motivi anche di cuore abbiamo iniziato a pedalare insieme e mi ha portato a fare delle esperienze bellissime, come la maratona delle Dolomiti o la Castelli 24 ore a Feltre per beneficenza. E’ un mondo che sto esplorando in profondità, addirittura ho una bici dedicata, una gravel che si chiama Fedra come lo spettacolo che ho portato a teatro qualche anno fa. Andare in bici ti permette di stare all’aria aperta, di sentirti libera, di viaggiare e scoprire nuovi posti, ed è quello che stiamo raccontando con “Giro Express””.
Con “Giro Express” esplorate l’Italia, facendo conoscere la cultura, la gastronomia, l’arte, la storia, e siete stati anche in Albania per le tre prime tappe del Giro, cosa l’ha colpita maggiormente dei territori visitati?
“Non conoscevo l’Albania, quindi è stata una bella scoperta. Tirana, ad esempio, è una città in evoluzione, in cui è passata tanta storia, con una popolazione che ha sofferto molto. E poi siamo stati anche a Durazzo, Valona, che sono molto affascinanti. Per quanto riguarda l’Italia, facendo l’attrice teatrale da venticinque anni, ho la fortuna di conoscerla bene. In questa edizione di Giro Express ho portato un po’ del mio mondo attraverso i teatri, siamo andati al San Carlo, all’Olimpico di Vicenza che è patrimonio dell’Unesco, al Quirino – Vittorio Gassman di Roma, al teatro Verdi di Pisa, in alcuni è entrato solo Paolo, perché per un periodo sono stata impegnata con la tournée e quindi non sempre abbiamo girato insieme. L’Italia è l’unico posto al mondo in cui c’è un teatro in ogni paese, in ogni cittadina, in ogni piccolo borgo”.

Era in tournée con “Ti ho sposato per allegria” di Natalia Ginzburg, com’è stato interpretare questo spettacolo e il personaggio di Giuliana?
“E’ stata tosta, perché Giuliana è un grande personaggio, è stato scritto per Adriana Asti e Monica Vitti l’ha interpretato al cinema. Io ho avuto la fortuna di avere al mio fianco Giampiero Ingrassia, che è un eccezionale compagno di lavoro. Lo spettacolo vede alla regia Emilio Russo ed è stato prodotto dal Quirino – Vittorio Gassman di Roma con il Teatro Menotti di Milano. Saremo in scena nuovamente il prossimo anno e lo porteremo anche a Pisa, vicino a casa mia. E’ uno spettacolo impegnativo, in quanto sono sempre in scena, ma al contempo è fresco, è uno specchio di vita di quegli anni, anche se le problematiche degli esseri umani più o meno sono sempre le stesse. I due protagonisti, Pietro e Giuliana, si incontrano, si sposano e si raccontano la vita in maniera curiosa. Da tanto tempo desideravo lavorare con Giampiero Ingrassia, l’ho corteggiato parecchio, alla fine ci sono riuscita ed ora stiamo pensando ad altri progetti per il futuro. Siamo in cinque attori in scena, tra cui la bravissima Lucia Vasini, e siamo molto affiatati. “Ti ho sposato per allegria” è stato campione di incassi per dieci giorni di fila a Milano, al Menotti, e anche a Roma, al Quirino, è andato benissimo”.
In quali altri progetti sarà impegnata?
“Sarò in scena con “TITUS – Why don’t you stop the show?” con la regia di Davide Sacco, giovane regista e autore, molto amato dalla critica, con Francesco Montanari nei panni di Tito Andronico, ad ottobre per due settimane in apertura di stagione al Teatro Quirino – Vittorio Gassman di Roma, con un allestimento veramente particolare”.

Con Paolo Bettini aveva già avuto modo di condividere anche il progetto Pedale Rosso, da lei ideato contro la violenza sulle donne, inoltre porta in scena a teatro spettacoli con tematiche sociali. Quali sono i prossimi step?
“Il 31 maggio e il 1° giugno ci sarà la GeoGravel Tuscany, un evento curato da Paolo, che si svolge a Pomarance, sulle colline geotermiche, e saremo presenti con il nostro stand, perché Pedale Rosso non è attivo solo il 25 novembre, ma ogni giorno dell’anno. Il nostro obiettivo è pedalare insieme alla comunità ed essere presenti sul territorio per poter poi aiutare le associazioni. Parallelamente alla mia carriera di attrice di prosa, sono impegnata anche nel teatro sociale. Lo spettacolo dal vivo ha ripreso grande vigore, nonostante il Covid, abbiamo bisogno di emozionarci e di capire le cose attraverso la verità di quello che sta accadendo e non virtualmente. Anche Pedale Rosso è in movimento, nel senso che abbiamo creato qualcosa che non è statico, ma che coinvolge la popolazione e si muove all’interno della città in cui andiamo a pedalare insieme alle persone. Abbiamo creato un villaggio con degli stand e a Pisa la pedalata e la camminata si sono concluse al Teatro Verdi dove sono state lette delle testimonianze, cercando di dare un messaggio positivo. I fondi raccolti sono stati poi donati ad un’associazione per un corso di pasticceria”.
Com’è nata la collaborazione con Paolo Bettini?
“Mi piaceva l’idea di coinvolgere un grande uomo e campione sportivo come Paolo Bettini perché il ciclismo femminile ha subito tanta violenza da un certo punto di vista e non è stato trattato come quello maschile, da qui l’idea di mettere un pedale rosso e di pedalare tutti insieme. Nella maturità della vita, se si ha l’opportunità bisogna cercare di essere d’aiuto agli altri. Io cerco sempre di mettere a sistema le mie passioni, Paolo mi somiglia in questo, quindi abbiamo condiviso la stessa intenzione e siamo contenti di ciò che abbiamo creato, anche perché ha avuto una bellissima risonanza”.
Tra le grandi cicliste, italiane e non, che hanno fatto la storia di questo sport, ce n’è una in particolare della quale le piacerebbe raccontare la storia a teatro?
“Vorrei fare uno spettacolo su Alfonsina Strada, prima o poi ci riuscirò (sorride). Intanto Paolo Bettini ha debuttato a teatro a Pisa nell’ambito dell’evento Pedale Rosso leggendo proprio la storia di questa grande ciclista, che nel 1924 è stata la prima e unica donna a partecipare al Giro d’Italia insieme agli uomini. Successivamente è stato vietato e nessuna ha più potuto prendervi parte. Lei invece è riuscita nell’impresa di terminarlo con delle biciclette molto diverse da quelle attuali. Alfonsina Strada era una persona deliziosa, aveva una grandissima storia di vita, di forza e ha tracciato la strada per tante altre donne. Vorrei realizzare un piccolo monologo da portare in giro per l’Italia, magari associandolo a Pedale Rosso, la cui mascotte è un’opera d’arte realizzata appositamente da un grandissimo artista, il maestro Marco Lodola, ed è proprio dedicata ad Alfonsina Strada”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Elena Torre
