Jacopo De Michelis è il vincitore del Premio letterario “La provincia in giallo. Bianca Garavelli” con “La montagna del lago”

E’ Jacopo De Michelis il vincitore del Premio letterario “La provincia in giallo. Bianca Garavelli”.  Con “La montagna del lago” (Giunti) ha superato Massimo Gardella con “Luci nel bosco” (Tre60) e Luca Mercadante con “La fame del cigno” (Sellerio) i tre finalisti dell’edizione 2025 del Premio giunto alla 14ª edizione, voluto fermamente dal Rotary Club Cairoli del Distretto 2050.

La giuria, composta da Laura Fedigatti (titolare della libreria “Le mille e una pagina” di Mortara), Andrea Maggi (scrittore), Giuliano Pasini (scrittore), Flavio Santi (scrittore e poeta) e Massimo Tedeschi (scrittore), ha decretato il vincitore che è stato annunciato al Teatro Martinetti della città di Garlasco, sabato 24 maggio alle 17. La rosa dei tre finalisti è stata scelta tra dieci semifinalisti frutto già di una precedente e difficile scrematura per la quantità e qualità di opere pervenute.

Dal 2014 si è aggiunta una sezione del Premio dedicata agli “scrittori in erba” che premia i racconti gialli ideati dagli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado. I testi sono stati valutati da Anna Spalla, governatrice emerita del Rotary Distretto 2050.

La montagna del lago

La sera del 3 settembre 1992, sul battello che solca le placide acque del lago d’Iseo, Pietro Rota rivede il profilo imponente di Montisola dopo dodici anni di assenza. Fuggito a Milano con l’ambizione di diventare un grande giornalista, le cose non sono andate come sperava e lui si ritrova a collaborare con una scalcinata rivista scandalistica specializzata in cronaca nera. Quello non è il trionfale ritorno a casa che aveva sempre sognato, ma la richiesta d’aiuto del padre non gli ha lasciato scelta. Emilio Ercoli, l’uomo più ricco dell’isola, è stato ucciso in maniera feroce e i sospetti degli inquirenti si concentrano su Nevio Rota. Tra i due, è risaputo, non correva buon sangue e diversi indizi puntano contro di lui. Convinto dell’innocenza del padre, Pietro si mette a investigare in via informale per scagionarlo, insieme al vigile urbano Cristian Bonetti. Legatissimi fin da bambini, avevano a lungo formato insieme a Betta un terzetto indissolubile, ma i rapporti fra loro si erano guastati poco prima della sua partenza e ora Pietro è costretto a fare i conti con le conseguenze di quella rottura. Le ricerche dei due amici svelano come, dietro la maschera dell’integerrimo benefattore, Ercoli nascondesse diversi scheletri nell’armadio, e Pietro non tarda a convincersi che la chiave per risolvere l’enigma della sua morte vada individuata in uno di quegli scheletri. Il problema è capire quale. Mentre le maglie della giustizia si stringono inesorabilmente attorno a Nevio e le domande senza risposta si accumulano, a Pietro e Cristian non resta che continuare a scavare alla ricerca della verità, che forse giace sepolta in un’epoca tanto remota quanto oscura: i torbidi anni della Repubblica di Salò, durante i quali Junio Valerio Borghese, il “principe nero” al comando della famigerata Decima Flottiglia Mas, aveva fatto di Montisola una sorta di feudo personale.

“Una grande soddisfazione per noi – commentano gli organizzatori – aggiungere un vincitore nella rosa degli autori che hanno partecipato al nostro Premio e che hanno riscontrato il favore della giuria. Stiamo già lavorando per la prossima edizione, dopo aver condiviso un’emozionante cerimonia di premiazione”.

Rispondi