Intervista con Alfa: “La musica mi sta regalando tante belle sorprese”

“Da un punto di vista sonoro siamo andati in una direzione un po’ diversa, siamo passati da un mondo folk ad uno più cantautorale”. A più di un anno dall’uscita dell’album certificato platino “Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato”, Alfa pubblica la versione deluxe, in uscita il 30 maggio per Artist First.

Arricchito da cinque brani inediti, tra cui il featuring speciale con Manu Chao in “A me mi piace”, il disco rappresenta un tassello fondamentale nella continua esplorazione del tema centrale dell’opera: l’amore, filo conduttore che unisce ogni traccia, ogni parola, ogni emozione.

A giugno l’artista partirà con il nuovo tour estivo al quale farà seguito un tour europeo e, successivamente, tornerà nei palazzetti.

Abbiamo incontrato Alfa a Milano e con la consueta gentilezza e profondità ci ha parlato della versione deluxe di “Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato”, ma anche di Genova, dei live e del Genoa, la sua squadra del cuore.

Andrea, il 30 maggio esce il tuo nuovo disco, la versione deluxe di “Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato”, che contiene cinque inediti e il cui filo conduttore è l’amore in tutte le sue sfaccettature…

“Da un punto di vista sonoro siamo andati in una direzione un po’ diversa, più cantautorale, in quanto credo che il cantautorato tornerà molto di moda nei prossimi anni e lo si è già visto con l’ultimo Festival di Sanremo. Siamo passati da un mondo folk ad uno più italiano”.

Cosa puoi raccontarci riguardo i brani inediti?

“Per me questo è una sorta di disco di mezzo pensando al progetto successivo a cui sto già ampiamente lavorando. Nella versione deluxe di “Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato” ci sono canzoni che ho scritto ad esempio quando avevo 18 anni, come “Anna”, ci sono pezzi che sono nati quest’anno ed altri che hanno visto la luce dopo tanto tempo. E’ figlio di tanto lavoro e di una grande ricerca del mio suono che tuttora sto facendo”.

Hai citato “Anna” che parla di una ragazza che scappa di casa, è una storia reale o inventata?

“Non è una storia vera. E’ una canzone che mi porto dietro da sei anni, il suo testo mi ha sempre convinto ma non trovavo il giusto vestito musicale, finchè ho conosciuto il mio pianista che le ha dato una svolta. “Anna” è nato dopo aver visto una puntata di Chi l’ha visto? e aver pensato che sarebbe stato bello scrivere un pezzo che racconta la storia di una ragazza che scappa di casa, in quanto a volte fuggire è anche un desiderio, una visione un po’ più filosofica, una metafora di vita”.

E tu hai mai pensato di scappare?

“Diverse volte, mi piace l’idea di lasciare tutto e trovare un altro me stesso. Noi siamo tante persone in una sola e scegliamo chi diventare, però possiamo essere un sacco di cose. Alla mia età ci si chiede ancora chi vuoi essere. Io me lo chiedo”.

Nel disco c’è anche il featuring con Manu Chao in “A me mi piace”, un incontro tra due generazioni e influenze musicali diverse. Com’è nato questo featuring e com’è stato cantare al suo concerto a Lille?

“Ho incontrato Manu Chao un anno fa ad un suo concerto a Milano, abbiamo scambiato due chiacchiere, parlando di musica e di Genova, in quanto è molto legato alla mia città. Manu Chao è stato il mio mentore di ukulele, perché ho imparato a suonare “Me gustas tu” con questo strumento e quindi dopo il live gli ho chiesto se potesse autografarlo. Ci siamo poi scambiati i contatti e nell’arco di qualche mese su WhatsApp è nata la canzone. Io gli ho mandato il primo provino, Manu Chao mi ha inviato le voci e abbiamo cantato insieme “A me mi piace”. Lui per me è una leggenda e sono molto contento che abbia approvato l’idea di rifare il suo più grande successo insieme. Poi mi ha invitato a cantare il brano con lui a Lille, durante un suo concerto”.

Essendo uno dei tuoi idoli, in che modo Manu Chao ha influenzato la tua visione della musica?

“Questo lavoro ti sorprende sempre, in positivo o in negativo. La musica mi sta regalando tante sorprese, soprattutto da Sanremo in poi sono accadute delle cose impensabili, come per esempio collaborare con Manu Chao. Penso che questa energia data dallo scrivere le canzoni ti possa veramente portare, come gli aquiloni, a volte lontano, altre vicino, il bello è vedere dove vanno a finire”.

Genova è la protagonista del video di “A me mi piace”…

“Ci sono tante anime della mia città, da quella più turistica a quella più tradizionale. Genova ha il centro storico più grande d’Europa, è multiculturale, se vai nei vicoli incontri persone di diversa provenienza, ci sono profumi e colori differenti. Io volevo raccontare quell’aspetto di cui si parla poco, la Genova più antica e secondo me più fascinosa”.

Nel video c’è anche lo stadio Ferraris, tu sei un grande tifoso del Genoa e il tuo simbolo, il cuoricino giallo, è stato messo anche sulle maglie della tua squadra in occasione di una gara di campionato per una finalità benefica…

“E’ stato uno dei momenti più belli della mia vita. Per me il Genoa è mio padre nel senso che da quando sono nato andiamo insieme allo stadio. In quell’occasione gli ho fatto una sorpresa e quando ha scoperto che i giocatori avevano il mio cuore giallo sulle maglie si è emozionato e per me è stato emozionante vederlo così felice, perché papà ha anche lavorato per tanti anni nel Genoa, quindi è molto legato alla squadra e mi ha trasmesso questa passione”.

Il Genoa ha concluso questa stagione centrando una tranquilla salvezza…

“Io spero sempre che, come avvenuto per il Bologna che ha conquistato la Coppa Italia o per il Leicester che ha vinto la Premier League, possa esserci una bella favola anche per il Genoa, visto che ci manca uno scudetto per arrivare alla prima stella”.

A giugno partirà il tour estivo a cui seguirà quello europeo, dove avrai modo di portare la tua musica fuori dall’Italia. Cosa hai preparato?

“Per il tour estivo ho preparato qualcosa di molto innovativo. Essendo luoghi all’aperto, essendoci luce anche fino a tardi, i ledwall penso non siano d’impatto, quindi abbiamo costruito un palco teatrale con scenografie reali, da opera lirica e musical, molto cartaceo, fatto a mano. E sono curioso di vederlo io in primis, perché ho solo i render e le foto. Se viene come penso sarà d’effetto per il mio pubblico. Inoltre ho una super band, suoniamo assieme da sei anni, siamo sempre più affiatati e lavoriamo tanto sugli arrangiamenti. Non mi piace fare gli stessi concerti, cerco sempre di variare qualcosa, anche perché voglio divertirmi.

Per quanto riguarda il tour europeo è un’esperienza nuova, on the road, anche un po’ punk, in quanto gireremo dieci giorni in bus per sei club europei. Sarà impegnativo fisicamente ma sono molto contento e curioso, perché non sono mai stato in quelle città, neanche da turista. E mi fa strano andarci da cantante”.

Quale in particolare ti affascina di più tra queste città europee in cui sarai in tour?

“Bruxelles, il live è andato sold out in tre giorni e non sono mai stato in questa città. Da tempo volevo visitarla da turista ma non aspettavo di andarci con il mio tour”.

E poi in autunno si proseguirà nei palazzetti italiani…

“Saranno sei mesi intensi, però il live è la dimensione che mi piace di più, sento che è la mia essenza, quindi non vedo l’ora”.

Dal 31 maggio incontrerai il tuo pubblico che è sempre molto caloroso e affettuoso nell’instore tour per presentare il disco …

“Io mi sono affacciato al mondo musicale nel 2019, sono passati sei anni ed è bellissimo avere dalla mia parte il pubblico che in tutto questo tempo è cresciuto con me, passo dopo passo”.

di Francesca Monti

credit foto Filiberto Signorello

Si ringraziano Maryon Pessina e Michela Alquati Bonisoli

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