Tutti gli addetti ai lavori, giornalisti, tifosi si aspettavano una finale difficile, perché il Paris St. Germain aveva dimostrato nel suo cammino di essere una squadra forte, completa e guidata da un grande allenatore, ma nessuno poteva immaginarsi una sconfitta così netta.
Invece la sfida di Monaco è diventata un monologo francese con undici giocatori in maglia rossoblù che hanno pressato i nerazzurri fin dal primo minuto, con un Dembelé instancabile che ha aggredito Sommer su ogni pallone impedendo la costruzione dal basso e con un Vitinha re del centrocampo che ha ricordato il miglior Pirlo, guidando senza paura e con personalità tutte le azioni transalpine. Dall’altra parte del campo, l’Inter non è riuscita a superare lo shock per il secondo posto in campionato, mostrandosi scarica di energie fisiche e nervose.
La finale inizia subito in salita con la rete di Hakimi al 12° minuto e da quel momento gli uomini di Inzaghi non sono più riusciti ad invertire l’inerzia della partita affidandosi solo a qualche calcio d’angolo, ma senza riuscire ad impensierire la retroguardia parigina. Onore a Luis Enrique che ha creato una vera squadra, senza i fuoriclasse come Messi, Mbappé e Neymar, ma con giocatori di indubbia classe che hanno giocato con attenzione e coesione meritandosi questo successo. Resta l’amarezza per la squadra interista che conclude la stagione senza titoli, ma non sarebbe corretto dimenticare lo splendido cammino in Coppa e la lotta fino all’ultima giornata contro il Napoli. Una stagione che resterà comunque nella storia nerazzurra e che sarà lo stimolo migliore per rilanciare la sfida nella prossima stagione.
Come detto in precedenza la finale inizia con il PSG che cerca di gestire il possesso palla ed il pressing alto mentre l’Inter resta sulla difensiva pronta a ripartire in velocità. Al 12′ però il Paris S.Germain concretizza la superiorità territoriale e con un’azione in profondità permette a Doue’ di offrire un perfetto assist ad Hakimi che appoggia nella porta sguarnita e non esulta per rispetto ai suoi vecchi tifosi. Dopo la rete viene effettuato un rapido controllo al Var ma Di Marco tiene tutti gli avversari in gioco e dunque viene convalidata. Al 20′ il PSG trova l’immediato raddoppio che piega le gambe ai giocatori italiani. Gli attaccanti nerazzurri non riescono a difendere un calcio d’angolo ed i francesi volano nella metà campo italiana con Kvaratskhelia e Dembelé che liberano Doue sulla fascia destra; il transalpino entra in area e sulla sua conclusione una deviazione di Di Marco spiazza un incolpevole Sommer.
L’Inter prova a reagire con la forza dell’orgoglio e costruisce un’occasione immediata con un colpo di testa di Acerbi di poco alto sopra la traversa. E’ il momento migliore per la compagine italiana che prova ad alzare il ritmo con giocate interessanti sulla fascia destra ed al 37′ sul solito calcio d’angolo Thuram supera Kvara, ma il suo colpo di testa sfiora il palo alla destra di Donnarumma. Il primo tempo si conclude comunque con il doppio vantaggio della compagine francese che va vicina addirittura il terzo goal con una deviazione ravvicinata di Dembelé ed una conclusione insidiosa di Kvaratskhelia.
La ripresa inizia con i nerazzurri (questa sera in divisa giallo-nera) più determinati e convinti di poter riaprire la finale, ma alzando il baricentro offrono il fianco alle ripartenze francesi e Kvara sfiora due volte l’incrocio dei pali a pochi metri da Sommer. Al 62′ arriva la terza rete del PSG con una incredibile azione imbastita da Vitinha che dialoga in velocità con Dembelé ed offre una assist perfetto per Douè che fredda Sommer sul palo alla sua sinistra. Il vantaggio ridona tranquillità ai giocatori di Luis Enrique che sembravano un po’ in affanno mentre affonda definitivamente le speranze interiste con i tifosi ammutoliti e rassegnati.
La finale di Monaco si chiude definitivamente al 72′; ennesimo contrasto perso a centrocampo e veloce ripartenza parigina con passaggio filtrante per Kvaratskhelia che supera Sommer in uscita disperata. Al 75′ Barella recupera un pallone al limite dell’area francese ed offre un assist d’oro a Thuram, ma Donnarumma è attento e salva la sua porta. Il PSG continua a giocare come faceva il Barcellona di qualche anno fa sempre guidato da Luis Enrique e all’81’ Barcola fa sedere tre difensori avversari, ma angola troppo la conclusione e grazia Sommer già sdraiato a terra. La manita francese arriva al minuto 86′ con una difesa interista ormai senza energie che si fa beffare da un veloce uno-due fra Barcola ed il giovane Mayulu che incrocia sul secondo palo per il 5-0 che diventa la più pesante sconfitta in una finale di Champions.
L’arbitro non concede minuti di recupero e il capitano transalpino Marquinhos può alzare al cielo di Monaco la prima Champions League della storia del PSG.
di Fulvio Saracco
credit foto X Paris Saint Germain
