Un oceano di bandiere, colori, sorrisi, uniti dalla gioia che la condivisione, lo stare insieme sotto lo stesso cielo pregando, cantando, abbracciandosi sa regalare. Un milione di ragazze e ragazzi arrivati a Roma da 146 Paesi del mondo hanno preso parte alla Veglia con Papa Leone XIV in occasione del Giubileo dei Giovani a Tor Vergata, la stessa spianata dove esattamente venticinque anni fa si era tenuta la Giornata Mondiale della Gioventù con il Santo Giovanni Paolo II. Il mondo nel frattempo è profondamente cambiato, si è evoluto, anche se purtroppo permangono drammatici scenari di guerra. Una cosa però è rimasta immutata: la fede in Gesù capace di rinnovare ogni giorno la speranza in un futuro diverso, migliore. E proprio rispondendo alle domande di alcuni giovani, Papa Leone XIV, arrivato a Tor Vergata in elicottero per poi passare in papamobile tra due ali di folla festante sulle note di “Jesus Christ You Are My Life”, e raggiungere l’altare a piedi portando la croce, ha posto l’accento su alcuni temi fondamentali quali l’amicizia, la ricerca della verità e il perseguire relazioni vere.

“L’amicizia può veramente cambiare il mondo, può essere la strada per la pace. Imparate a donare voi stessi agli altri per trovare la felicità”, ha detto il Pontefice chiedendo poi di pregare per Maria, 20 anni, spagnola, e Pascale, 18 anni, egiziana, due ragazze “che avevano scelto di venire a Roma per il Giubileo dei Giovani e la morte le ha accolte in questi giorni” e per Ignacio Gonsalves, un giovane ricoverato al Bambino Gesù.
Papa Leone XIV ha citato anche il beato Pier Giorgio Frassati: “Vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta per la Verità non è vivere, ma vivacchiare” e ha proseguito: “Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere, per costruire un mondo più umano! Servite il povero, testimoniando il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo. Studiate, lavorate, amate secondo lo stile di Gesù, il maestro buono che cammina sempre al nostro fianco. Quanto ha bisogno il mondo di missionari del vangelo che siano testimoni di giustizia e di pace! Quanto ha bisogno il futuro di uomini e donne che siano testimoni di speranza! Carissimi giovani, a scegliere si impara attraverso le prove della vita, e prima di tutto ricordando che siamo stati scelti. Tale memoria va esplorata ed educata. Abbiamo ricevuto la vita gratis, senza sceglierla. All’origine di noi stessi non c’è stata una nostra decisione, ma un amore che ci ha voluti. Nel corso dell’esistenza, si dimostra davvero amico chi ci aiuta a riconoscere e rinnovare questa grazia nelle scelte che siamo chiamati a prendere. Le relazioni con altre persone sono indispensabili per ciascuno di noi, a cominciare dal fatto che tutti gli uomini e le donne del mondo nascono figli di qualcuno. La nostra vita inizia grazie a un legame ed è attraverso legami che noi cresciamo. In questo processo, la cultura svolge un ruolo fondamentale: è il codice col quale interpretiamo noi stessi e il mondo. Cercando con passione la verità, noi non solo riceviamo una cultura, ma la trasformiamo attraverso scelte di vita. La verità, infatti, è un legame che unisce le parole alle cose, i nomi ai volti. La menzogna, invece, stacca questi aspetti, generando confusione ed equivoco. Internet e i media sono diventati una straordinaria opportunità di dialogo, incontro e scambio tra le persone, oltre che di accesso all’informazione e alla conoscenza. Come ha detto Papa Francesco questi strumenti risultano però ambigui quando sono dominati da logiche commerciali e da interessi che spezzano le nostre relazioni in mille intermittenze. Quando lo strumento domina sull’uomo, l’uomo diventa uno strumento di mercato, merce a sua volta. Solo relazioni sincere e legami stabili fanno crescere storie di vita buona”.

La Veglia si è conclusa con il Magnificat cantato da Il Volo e con il saluto del Papa ai presenti: “Mi raccomando: riposatevi un po’. L’appuntamento è domenica mattina per la Santa Messa. Auguri a tutti. Buonanotte”.
di Francesca Monti
