TRA VILLE E GIARDINI 2025: Ad Adria (Ro), sold out per il concerto “Omaggio a Morricone” dei solisti dell’Orchestra Terre Verdiane

Una splendida serata di forti emozioni, la penultima della rassegna Tra ville e giardini 2025, è andata in scena martedì 19 agosto, ai Giardini Zen di Adria, con una distesa di gente, anche seduta sull’erba, accorsa per il concerto “Omaggio a Morricone” dei solisti dell’Orchestra Terre verdiane e la partecipazione straordinaria della soprano Renata Campanella.

“Benvenuti a tutti e grazie per vedervi così numerosi in questa serata di omaggio ad un grandissimo della nostra musica italiana, che ci ha accompagnato a lungo nella nostra vita”. Così il saluto del sindaco di Adria Massimo Barbuiani, Comune della partnership di Tra ville e giardini, che ha finanziato e curato l’organizzazione in loco. “Siamo orgogliosi di compartecipare alla realizzazione di questa rassegna – ha aggiunto l’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari – È un lavoro di squadra che ci permette di impegnare le poche risorse che abbiamo a disposizione portando spettacoli di altissima qualità in tutte le zone della nostra provincia. Unendo il pubblico ed il privato, la Fondazione Cariparo, si è cercato di costruire un circuito che è diventato un vero e proprio patrimonio culturale della nostra comunità polesana. Tutto questo non sarebbe possibile senza un direttore artistico Claudio Ronda e tutto il reparto tecnico magnifico, e naturalmente il pubblico che non ci ha fatto mai mancare la sua presenza”. La Regione ha raddoppiato con la consigliera Laura Cestari: “Grazie a questo Polesine che si unisce e decide di fare cultura. – ha sottolineato Cestari – Un ringraziamento ai Comuni che hanno aderito – ha sottolineato Cestari – ed anche alla Provincia, che seppur depauperata nel tempo di risorse, è riuscita a mantenere questa iniziativa che ci unisce e ci fa sentire polesani. Grazie ai volontari che cooperano per gli allestimenti e grazie ad Emergency che è presente a tutte le serate”. La Provincia, ente promotore, era presente col consigliere Matteo Franzoso, che ha portato il saluto di tutti i dieci consiglieri e del presidente Enrico Ferrarese, ed ha ringraziato tutti gli organizzatori fra cui Ente Rovigo Festival. ”Grazie per essere qui – ha aggiunto diretto al pubblico – grazie per aver onorato Adria”. “Mi fa piacere vedere così tanto pubblico – ha rimarcato l’assessore alla Cultura di Adria Giselda Baratella – Siamo orgogliosi della scelta dello spettacolo di stasera. Quest’anno abbiamo aggiunto la visita al nostro Teatro comunale per cui ringrazio la Pro loco”. Claudio Ronda, tanto menzionato dagli altri intervenuti, ha infine presentato la serata, non senza fare un piccolo consuntivo, in vista dell’appuntamento conclusivo. “È stata una stagione carica del vostro affetto – ha detto rivolto al pubblico – In ogni serata, in lungo e in largo per il Polesine, siete stati tanti, per cui grazie ancora”.

Il concerto è stato magnifico, eseguito da musicisti di prima grandezza, oltre alla brillante voce della soprano Renata Campanella che è intervenuta in quei brani ormai mitici, dove Ennio Morricone ha previsto la voce umana, usata come uno strumento musicale che si appoggia sulle vocali, senza alcuna fonazione di parole. Musica grandiosa, riconoscibile dalle prime note, che venne scritta per immagini che non erano ancora state girate e che veniva mandata da Sergio Leone prima del ciack di inizio ripresa. Il western all’italiana fu infatti, l’inizio della celebrità internazionale per Ennio Morricone, in particolare per “L’Estasi dell’oro” da “Il buono, il brutto e il cattivo”, che è stata scelta a chiusura del concerto. Ma il western non basta, ovviamente. Morricone scrisse centinaia e centinaia di colonne sonore, ed anche canzoni pop (“Se telefonando”, parole di Maurizio Costanzo) e arrangiamenti vari. Tutto il concerto è stato simpaticamente illustrato dal direttore e pianista Stefano Giaroli, raccontando aneddoti ed evidenziando i tratti distintivi della scrittura di Morricone, come la ripetitività ossessiva su un ritmo di bossa nova in “Metti una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi; o la musica drammaturgica, che narra un incontro, come in “Playing love” da “La leggenda del pianista sull’oceano” di Giuseppe Tornatore, dove uno strimpello al piano diventa melodia e poi dialogo con la tromba. “Morricone era un artigiano della musica – ha detto Giaroli – che con umiltà e senza pudore attingeva a frammenti di musica già scritta e li ricombinava in maniera geniale”.

La line-up della serata: Stefano Giaroli piano e direzione; Renata Campanella soprano; una menzione per il trombettista Fabio Cagiula cui erano affidati i suoni impegnativi e imperiosi (“una specie di vendetta di Morricone – ha spiegato Giaroli – che detestava questo strumento pur essendo diplomato in tromba); Andrea Medici ai clarinetti, cui è toccato “imitare” l’oboe di “Gabriel’s oboe” da “Mission”; Mimmo Fontana alla batteria; il polistrumentista e chitarrista Alessandro Brachetti e Costanza Scannavini al violino. Videoproiezioni Marco Ogliosi.

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