“Duse” è il nuovo film di Pietro Marcello, con protagonista Valeria Bruni Tedeschi, con Fanni Wrochna, Noémie Merlant, Fausto Russo Alesi, Edoardo Sorgente, Vincenzo Nemolato, con la partecipazione di Noémie Lvovsky, in Concorso alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Eleonora Duse ha una leggendaria carriera alle spalle che sembra ormai conclusa, ma, nei tempi feroci tra la Grande Guerra e l’ascesa del fascismo, la Divina sente un richiamo più forte di ogni rassegnazione e torna lì dove la sua vita è iniziata: sul palcoscenico.
Non è solo il desiderio di recitare a muoverla, ma un’urgenza profonda: la necessità di riaffermare sé stessa in un mondo che cambia inesorabilmente e che minaccia di toglierle tutto, persino l’indipendenza che ha conquistato con il lavoro di tutta una vita. Inaspettati rovesci finanziari la mettono di fronte a una scelta e così, ancora una volta, Eleonora sceglie il teatro come unico spazio di verità e di resistenza. Con la sua arte come unica arma, sfida il tempo e il disincanto, trasformando ogni parola e ogni gesto in un atto rivoluzionario. Ma il prezzo della bellezza contro la brutalità del potere e della Storia è alto: gli affetti sembrano dissolversi e la sua salute si aggrava. Eppure, Eleonora affronterà l’ultimo viaggio dimostrando che si può rinunciare alla vita stessa, ma mai alla propria natura.

“Sono rimasto affascinato da questo personaggio e fin dal soggetto ho pensato a Valeria Bruni Tedeschi per realizzarlo. Erano gli anni della dissoluzione, era il tempo dell’ignavia dove niente è vero e tutto è permesso. Il potere è sempre stato attratto dagli artisti che a loro volta sono persone umane. A noi quello che interessava era raccontare lo spirito e anche la fragilità. Venezia per me è una delle città più belle del mondo e il ritorno qui è una cosa bella che mi emoziona tantissimo”, ha esordito il regista.

A interpretare Eleonora Duse è Valeria Bruni Tedeschi: “Quando ero giovane avevo una coach, Geraldine, che ci parlava molto della Duse, in quanto ha cambiato qualcosa nel mestiere di attore e cercava sempre la verità, e ci faceva fare dei laboratori ad Asolo. Nel momento in cui Pietro mi ha chiesto di interpretare la Duse mi sono riconnessa a Geraldine, ho anche lavorato con una biografia di William Weaver e con le lettere che Eleonora ha scritto a sua figlia Enrichetta. Era una grande scrittrice e queste lettere mi hanno molto ispirata. A un certo punto della sua vita la Duse si è sbagliata, ha pensato di poter ottenere un teatro da Mussolini, di andare contro l’arroganza e la brutalità del fascismo e di vincere. Ma non è stato così. Per me era importante il fatto che tutti possono sbagliare, fa parte dell’essere umano e che non ho raccontato un personaggio perfetto”.
L’attrice ha poi raccontato di avere diversi punti in comune con la Duse: “Lei aveva la tubercolosi ma c’era più ossigeno su un palco teatrale che nella casa di cura in montagna in cui stava, anche per me l’ossigeno è poter fare il mio lavoro di attrice, di regista, di scrittrice. Lei poi non era una star, aveva l’idea che migliorarsi umanamente fosse più importante di tutto. La sua umanità, il suo voler essere attenta alla fragilità degli altri mi commuove e lo sento famigliare. Inoltre si vedeva spesso la Duse piangere e anche a me capita. L’arte pur raccontando la violenza può portare la pace, oggi quello che abbiamo bisogno è l’empatia verso l’altro, finchè non ci sarà non possiamo nemmeno sperare che le guerre finiscano”.

Noémie Merlant veste i panni di Enrichetta Checchi: “Per me è stato un sogno poter recitare in italiano. Quando mi è stato chiesto di fare il casting ho imparato una delle lettere di Enrichetta e ho finto di saper parlare italiano e mi hanno accettato, sono stati molto gentili con me. Non sapevo nulla di Eleonora Duse ed è un peccato, è una donna molto importante come attrice che è stata un po’ cancellata dalla storia. E’ la storia di un’artista, un’imprenditrice, una donna forte e imperfetta che non riesce a trovare uno spazio di comunicazione con la figlia. E’ una gioia immensa lavorare con Valeria Bruni Tedeschi, è una grande opportunità.
Tra gli interpreti del film c’è anche Fanny Wrochna: “E’ stato il regalo più grande della mia vita, ho studiato tanto al Centro Sperimentale di Roma, ho fatto tantissimi provini, e poter dare prendere parte a “Duse” è stato bellissimo”.
Il produttore Carlo Degli Esposti ha concluso: “Sono partito da una grande volontà di lavorare con Pietro e con Valeria, ho considerato la sua proposta di realizzare un film su Eleonora Duse come un dono del cielo. Raccontare l’arte e una grande artista che è stata la di sopra di tutte le nuvole, mi è sembrato un modo molto interessante e spiazzante per parlare anche dell’oggi”.
di Francesca Monti
