Il sole splende sul cielo azzurro di Asti che domenica 7 settembre ha festeggiato i 750 anni di storia del suo Palio. Drappi colorati, suoni di tamburi e chiarine, bandiere lanciate in aria per attirare la sorte, hanno caratterizzato questa giornata di festa.
Le tribune gremite di pubblico nella caratteristica piazza Alfieri hanno accompagnato rioni, borghi e comuni della provincia nella corsa per conquistare l’ambito drappo cremisi, simbolo della supremazia cittadina ed al termine di tre batterie e di una splendida finale il successo ha arriso al borgo Don Bosco che conquista il suo quinto titolo dalla rinascita e torna al successo dopo 29 anni.




L’ultima vittoria era infatti datata 1996 quando Fabrizio Fornetani(Bucefalo) si era imposto su Blu Baker.
Quest’anno invece è stato il famoso fantino senese Giovanni Atzeni, soprannominato Tittia a regala
Un plauso particolare va fatto al Comitato Organizzatore che ha preparato al meglio questo storico avvenimento e la dimostrazione di questi apprezzamenti viene dalla imponente cornice di Piazza Alfieri con tribune e parterre gremite e con una numerosissima presenza di turisti.
In piazza ovviamente i rappresentanti dei comuni piemontesi, delle altre città di Palio come Ferrara e delle città gemellate.
Al termine delle tre batterie di qualificazione gli sbandieratori dell’ASTA (Associazione Sbandi

Il nostro inviato Fulvio Saracco con il sindaco di Asti Maurizio Rasero
1° batteria: Torretta, San Martino San Rocco, Canelli, Castell’Alfero, San Silvestro, Viatosto, San Damiano.
Mossa veloce con San Silvestro e Torretta che prendono il comando tallonati da Canelli che nel secondo giro viene superato da San Damiano. San Martino però recupera e raggiunge il gruppo di testa preparandosi ad un arrivo al foto-finish.
I quattro cavalli si fiondano sul traguardo ed è necessario una attenta verifica della giuria che sancisce il terzo posto di San Martino a discapito di San Silvestro.
qualificati per la finale: Torretta, San Damiano, San Martino-San Rocco.
2° batteria: San Paolo, Santa Maria Nuova, Don Bosco, San Secondo, Montechiaro, Cattedrale, Santa Caterina.
Partono subito in testa il rione di Santa Caterina ed il borgo Don Bosco inseguiti da San Paolo, ma dalle retrovie risalgono Montechiaro e San Secondo. Il giovane fantino oro e rosso, Mattia Chiavassa lotta con vigore, ma nel terzo giro deve arrendersi alla maggiore esperienza di Silvano Mulas che proprio sull’ultimo rettilineo guadagna la finale.
Qualificati per la finale: Santa Caterina, Don Bosco, Montechiaro.
3° batteria: Nizza Monferrato, San Lazzaro, Moncalvo, Tanaro, San Marzanotto, San Pietro, Baldichieri.
Mossa molto complicata con i cavalli di Baldichieri e Moncalvo che vengono retrocessi in seconda fila, mentre quello di San Marzanotto viene estromesso dalla commissione veterinaria.
Dopo due false partenze Tanaro balza al comando, inseguito da Nizza Monferrato e San Lazzaro. I comuni di Baldichieri e Moncalvo provano a recuperare terreno senza però impensierire i tre battistrada che si alternano in testa e si classificano agevolmente nei primi tre posti.
Qualificati per la finale: Tanaro, Nizza Monferrato, San Lazzaro
La finale per l’assegnazione del drappo 2025 inizia con una sorpresa in quanto il cavallo di Montechiaro non viene ritenuto idoneo e viene estromesso dalla manifestazione con giudizio insindacabile della commissione veterinaria.
Una decisione, come quella presa per San Marzanotto nella prima batteria, che sicuramente delude i loro sostenitori, ma che dimostra la serietà con cui viene organizzato e gestito il Palio di Asti, mettendo sempre al primo posto l’incolumità dei cavalli e dei fantini.
La tensione ovviamente è alle stelle e il mossiere Andrea Calamassi, annulla la prima partenza. I cavalli tornano verso il canapo al piccolo trotto e questo è il momento in cui i fantini cercano le ultime alleanze per avere un aiuto durante la corsa.
Torretta fatica a trovare la sua posizione allo steccato e rischia un richiamo. Ancora una seconda falsa partenza e poi al terzo tentativo si parte.

Tittia per Don Bosco ha uno scatto impressionante mentre Gingillo per San Lazzaro viene colto di sorpresa. L’unico a resistere in scia allo scatenato Anacleto è il comune di San Damiano con il giovane Stefano Piras, ma lo strapotere dei giallo blu oggi in piazza è evidente.
Giovanni Atzeni allunga le sue lunghezze di vantaggio e si presenta a braccia alzate sul rettilineo finale riportando il palio nella parrocchia del fondatore dei salesiani dopo ventinove anni.
I giovani borghigiani di Don Bosco invadono la pista e si portano sotto la postazione del sindaco per riceve l’ambito trofeo; loro che mai avevano visto il proprio borgo trionfare possono esultare di gioia e camminare verso la piazza San Secondo, sede del comune, dove verrà esposta per tutto l’anno la bandiera giallo-blu di Don Bosco accanto a quella bianco-rossa della città di Asti.
di Fulvio Saracco
