Oggi a Rimini inizia il processo a Louis Dassilva, unico indagato e arrestato per l’omicidio di Pierina Paganelli. Da 14 mesi in carcere, l’uomo si dichiara innocente e la moglie italiana, Valeria Bartolucci, lo sostiene senza dubbi. Per raccontare la sua storia, la Iena ha accompagnato Valeria a Dakar, in Senegal, per conoscere l’altra moglie di Dassilva e i suoi due figli. Nel servizio di Marco Occhipinti e Gaston Zama – andato in onda domenica 14 settembre, in prima serata su Italia 1 – sono state mostrate le immagini del viaggio, i retroscena sulla vita di Dassilva, in grado di chiarire quanto possa essere plausibile il movente ipotizzato dagli inquirenti, e, in esclusiva, l’audio inedito della sua voce dal carcere.
Chi è davvero Louis Dassilva? Un uomo con una vita divisa tra l’Italia e il Senegal, una doppia famiglia, e ora con un’accusa pesantissima. In Senegal Dassilva ha un’altra moglie e due figli. Questa bigamia, tollerata da Valeria, è però diventata un punto chiave dell’inchiesta: può davvero un uomo con relazioni ufficialmente riconosciute aver ucciso per nasconderne una? Secondo gli inquirenti sì. Per questo lo hanno accusato di omicidio, ipotizzando in seguito anche un movente economico: il timore di perdere i vantaggi derivanti dal legame con Bartolucci. A tal proposito, Valeria, parlando con Zama, ha chiarito subito: “Se avessi saputo della relazione tra mio marito e Manuela Bianchi mi sarei arrabbiata, certo, sono umana. Ma non sarebbe successo tutto questo finimondo. Louis non è monogamo, e lo sappiamo tutti.” Poi, ha aggiunto: “Non so se l’Italia bigotta è pronta per questa cosa.” Tu sei pronta?” gli ha domandato Gaston. Lei ha risposto: “Sì, sì, nel senso sì e no. Riguardo all’aver accettato lo ha accettato da tempo, riguardo a conoscerci di persona…non nascondo che magari ci sarà qualche momento di imbarazzo, come presumo ci sarà anche da parte sua.”
Durante l’organizzazione del viaggio verso Daka, il telefono di Valeria ha squillato. È un numero salvato come “Alcatraz”, ed è Louis Dassilva che chiamava dal carcere di Rimini Santa Cristina. Questa la telefonata integrale tra marito e moglie:
Valeria: Ciao Louis.
Louis: Ciao.
Gaston (domanda a Valeria): Tu hai salvato il numero con scritto “Alcatraz”?
Valeria: Sì, perché scrivere “casa circondariale” mi sembrava veramente brutto…ho cercato di renderlo più sopportabile ed è “Alcatraz”.
Valeria: Vuoi sapere una cosa bella? Se mi fanno il passaporto, andiamo in Senegal a trovare la tua famiglia. Io e lui.
Louis: Ah bene bene, son contento.
Valeria: Facciamo un reportage su di te… Sei contento?
Louis: Sì sì sì sì.
Valeria: Te come stai in generale?
Louis: Tutto bene.
Valeria: Tutto bene?
Louis: Sempre tutto bene, sì.
Valeria: Ti serve qualcosa che devo portarti sabato, a parte gli occhiali che devo portare al don?
Louis: Il libro…
Valeria: Sì, il libro. Il tipo, quando sono andata, mi ha detto che deve arrivare.
Louis: Libro, occhiali e puzzle.
Valeria: Il puzzle va bene. Hai presente quegli elastici piccoli e colorati per fare le treccine?
Louis: Mi servono per i capelli.
Valeria: Quelli passano?
Louis: No no no.
Valeria: Tutto tramite il don?
Louis: Sì.
Valeria: Poi se ti serve qualcosa, non so, di vestiti, di cose così, di lenzuola… Vuoi un’altra di quelle zebrate?
Louis: No.
Gaston (ridendo, rivolgendosi a Valeria): Ma ha le lenzuola zebrate?
Valeria: Sì, perché non le trovavo…e le uniche avevo a portata di mano, che potevano andare bene per un letto singolo, erano quelle.
Gaston: Dolce & Gabbana?
Valeria: …Groar, sì… il più fashion di Santa Cristina, vero?
Louis: Certo! (ride)
Valeria: È così eh, se ti serve qualcosa dopo fai l’elenco che sabato mattina alle 9…perché non c’era il posto il venerdì, lo sai, no?
Loius: Si sì sì.
Valeria: Non c’è… che vengo alle 9 anche se mi dispiace che poi non vada a correre.
(Ndr.) Valeria ha trovato disponibilità per la visita settimanale con il marito solo il sabato mattina, proprio all’ora in cui ai detenuti è concesso il tempo per fare attività fisica.
Valeria: Vuoi lasciare un messaggio?
Louis: Comunque io ringrazio Le Iene…ringrazio tutta Italia e tutti gli italiani che mi hanno sostenuto, mi hanno scritto ehm, che hanno avuto preoccupazione verso di me senza conoscermi. Sapete che io, comunque, io c’ho ancora fiducia…Sto lottando…E spero che dopo ancora questa salita, non lo so quando finirà, che arrivo a scendere… A dimostrare, a tutta Italia e a tutto il mondo che io questa cosa non l’ho fatta. Sono innocente, non ho ucciso nessuno. Sono una brava persona, un uomo bravo.
Valeria: È vero, confermo. Noi partiamo il primo settembre se va tutto bene, Inshallah!
Louis: È ok…Va bene.
Valeria: Ah c’è una signora che ci ha mandato un contributo molto consistente ma, molto consistente, che è più di duemila euro per pagare un po’ delle tue spese legali.
Louis: Ringraziala con il cuore, ringraziala molto
Valeria: Ok…te lo volevo dire.
Louis: Va bene.
Valeria: C’è un sacco di gente Dassilva qui fuori che ti vuole bene in Italia, un sacco.
Louis: Ringraziali tutti, arriverà il giorno che li ringrazierò di persona.
Valeria: Abbiamo avuto un sacco di inviti a casa delle persone, in montagna…persino in Canada. Ci ospiterebbero volentieri. Quando finirà tutta questa storia e si dimostrerà che sei innocente…
Louis: Inshallah!
Valeria: Inshallah!
Louis: Se Dio vuole andrà tutto bene e li ringrazierò ognuno, di persona.
Valeria: Speriamo che succeda presto.
Louis: …che l’opportunità arriverà.
Valeria: Ok tesoro.
Louis: Stammi bene, state bene.
Valeria: Anche tu. Cerca di resistere. La tua umanità non te la fare strappare dal carcere, mantienila sempre anche se è dura. Anche se è faticosa.
Louis: Ok grazie. Ti amo a te.
Valeria: Grazie!
Louis: Voglio bene a tutti quelli che mi vogliono bene. Li affido tutti al Signore.
Valeria: Ok grazie, anch’io ti amo. Schiena dritta e testa alta sempre.
Louis: Va bene, grazie.
(Qui la telefonata si è interrotta)
Valeria (si rivolge a Gaston): Finito… vedi la bruttezza delle telefonate che finiscono così?
Gaston: Però sembra comunque che stia bene.
Valeria: Eh sì, è molto forte, lo dico senza tema di smentita. Louis Dassilva non ha ucciso nessuno, è innocente. Non dovrebbe stare in carcere.
Valeria ha raccontato all’autore anche della vita lavorativa di Dassilva in carcere: “Ha lavorato perché chi ha figli minori ha diritto di lavorare per dei periodi, magari tre mesi poi ti fermi, lavora qualcun altro…E lui era quello che viene definito lo spesino. Perché dal carcere, se tu vuoi comprarti qualche cosa, non so, cibo oppure sigarette…Qualunque cosa, si fa una richiesta in carta. Si chiama la domandina, e poi quando queste cose arrivano tutte assieme.” E, aggiunge: “Quelli che non hanno i familiari, Don Nevio gli fa avere degli abiti, gli fa avere il tabacco e il caffè… E allora lui era diventato una specie di segretario di Don Nevio, che riferiva a chi mancava cosa. Dassilva lo prendono tutti in simpatia le persone che lo conoscono. Louis è una persona che non fomenta le tensioni. È una persona che non reagisce alle provocazioni. Se due persone vedono che si scaldano gli animi si intromette per calmarli, poi gli agenti dicono che è sempre educato, sempre rispettoso. E infatti, facendo una battuta un ispettore ha detto “quando te ne andrai, non lo dico spesso, quando te ne andrai sentirò la tua mancanza”. Perché in quel garage quella notte non c’era Dassilva. E su questo ci metto la faccia da due anni, ci metterei la mano sul fuoco. Non so se qualcun altro può dire lo stesso.”.
Il servizio è visibile al link: https://www.iene.mediaset.it/video/gaston-zama-valeria-e-natalie-nostro-marito-e-innocente-_1405847.shtml
(cs)
