Intervista con Gianluigi Nuzzi, al Teatro Manzoni di Milano con “La fabbrica degli innocenti”: “Attraverso questo spettacolo si vuole denunciare come le fake news condizionino la nostra informazione”

Gianluigi Nuzzi sarà in scena al Teatro Manzoni di Milano il 23 febbraio 2026 con “La fabbrica degli innocenti”, conducendo gli spettatori attraverso le vicende di grandi fatti di cronaca che diventano ostaggio di operazioni mediatiche spericolate, dove la verità accertata viene prima atomizzata e poi delegittimata.

Una fabbrica che crea innocenti e che addita al ludibrio nuovi colpevoli, massacrati a sostegno della verità alternativa.

Con immagini e documenti, testimonianze e ricostruzioni, Nuzzi svelerà come lavora questa fabbrica tra manipolazioni e omissioni.

Gianluigi, al Teatro Manzoni di Milano porterà in scena “La fabbrica degli innocenti”. Cosa può anticiparci? 

“E’ una pièce che sembra un thriller, perché entriamo nei grandi gialli, tentando di denunciare come le fake news condizionino la nostra informazione. Si creano infatti casi di disinformazione spesso per contrabbandare un like, avere più flusso sui social e avere un po’ di visibilità. C’è gente che cammina sul ricordo e l’immagine delle vittime, dei loro parenti, e credo che denunciare tutto questo a teatro, con un racconto ricco di colpi di scena e l’utilizzo anche dell’intelligenza artificiale per far vedere come la manipolazione sia possibile, sia un dovere a cui volevo andare incontro”.

Come si fa a contrastare queste fake news e questa spettacolarizzazione del dolore relativamente ai fatti di cronaca?

“Io credo che la strada sia quella di cercare la verità, di diffidare da chi offre verità preconfezionate, pronte all’uso, semicotte, di grande digeribilità. La verità è difficile da trovare, comporta un percorso e soprattutto è delegata agli organi competenti, magistrature, forze di polizia. Vero è che a volte loro sbagliano e chi sbaglia deve pagare, lo dice il buon senso delle nostre nonne, però dall’altra parte bisogna anche denunciare chi fa speculazioni, perché ci sono dei dolori, ci sono delle persone che non sono più tra noi e rimangono queste vittime che vengono chiamate secondarie o laterali che sono i parenti e gli amici. E’ necessario avere rispetto quindi per le vittime, come ad esempio Chiara Poggi, e per i loro parenti e far vedere come le manipolazioni siano sempre dietro l’angolo”.

La vediamo anche in televisione con “Quarto grado” su Retequattro e da settembre alla conduzione del pomeridiano di Canale 5 “Dentro la notizia” …

“Io credo che bisognerebbe applicare un metodo, che è quello del rigore, anche del sorriso, perché bisogna sempre sorridere e prendere le cose con relatività, seppur drammatiche, seppur importanti. Penso a tutti quei grandi e piccoli eroi che contribuiscono a fare chiarezza nelle storie che magari non vanno in televisione”.

di Francesca Monti

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