Si intitola “Come acqua di mare” il nuovo disco della Compagnia Daltrocanto, disco che ha il sapore di un nuovo inizio, un parziale cambio di formazione che ha riscritto la forma e l’energia di brani già editi ma che ha dato anche la giusta spinta per nuove scritture. Nel disco anche i featuring di Danilo Sacco e Clara Moroni.
A distanza di quasi 8 anni da “Di terra, di mare e di stelle”, la Compagnia Daltrocanto torna a pubblicare un nuovo lavoro. E lo fa dopo un rilevante cambio di formazione, che se già aveva accompagnato il gruppo nell’attività live di questi ultimi anni, diventa punto di svolta per la creazione di questo nuovo album. Ai membri storici quali Antonio Giordano (voce, zampogna, chitarra, chitarra battente), Bruno Mauro (chitarra), Flavio Giordano (basso), Luca Lanzara (tamburi a cornice, mandola, mandolino) si sono aggiunti Imma Barbarulo alla voce, Mario Villani alla batteria ed Osvaldo Costabile violinista e polistrumentista. Un organico rinnovato che approda ad un disco che raccoglie brani già editi che ora trovano una nuova energia di suoni e di forme e canzoni completamente nuove.

Fra i brani rielaborati, alcuni dei quali provenienti dall’ultimo disco o editi precedentemente solo in digitale, grande attenzione viene sempre prestata all’impegno sociale e politico, come nel caso di “Ninna Nanna ai 700”, “Canzone per Tonino” (con il feat. di Clara Moroni) e “Ventitré Maggio” (con il feat. di Danilo Sacco), primo singolo estratto da questo lavoro arricchito anche dal video ufficiale che troviamo in rete.
E poi le scritture inedite, quelle “rilasciate alle acque”, dentro cui si fa evidente più che altrove la nuova direzione di questo nuovo futuro della Compagnia Daltrocanto. In bilico tra i suoni che hanno segnato da sempre la via maestra e il presente immediato, fatto di cose completamente nuove per chi segue da tempo il cammino della compagnia.
“Coma acqua di mare”: e cos’è che del resto fa l’onda quando si infrange sulla riva? La incontra. Talvolta in maniera serena e lieve, talvolta in maniera burrascosa. E come tutti gli incontri, genera esperienza e fa nascere nuove storie da raccontare.
Il 23 maggio 1992 non è solo il giorno dell’assassinio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è il giorno in cui definitivamente esplode un coperchio pesantissimo, fatto di ipocrisia, menzogna e di una quantità nauseante di malaffare.
Immaginare un videoclip che accompagnasse questo brano, che raccoglie anche la preziosa collaborazione di Danilo Sacco, concentrandosi sul narrare non tanto la storia professionale, quanto la vicenda umana di Giovanni Falcone, non è stato semplice. Rosario Giacomazza, illustratore e visual designer, Rosita Gigantino e Paolo Battista, sceneggiatura e regia, hanno dunque ripreso dal testo del brano un’immagine estremamente simbolica della terra di Sicilia, l’albero di arancio, resistente, tenace, prezioso. Capace di recare i fiori e i frutti più profumati del Mediterraneo, ma non senza aver prima generato una gran quantità di pungenti spine. Le spine da cui è stato trafitto Giovanni Falcone, in questa “Passione” tutta civile che l’ha portato a diventare il simbolo più riconoscibile della lotta alla mafia, fanno parte della storia del nostro Paese, così come fanno parte della storia dell’Italia i volti di tutti coloro che hanno contribuito, pagando un prezzo altissimo, a squarciare il velo dell’indifferenza di fronte al fenomeno mafioso.
La Compagnia Daltrocanto racconta storie da quasi vent’anni.
La Terra delle sue radici, il meridione con i suoi suoni, le sue suggestioni, le sfumature della sua umanità. Ma anche l’attenzione al racconto del reale e delle sue criticità, delle sue vicende di lotta, impegno, resistenza, speranza.
Una formazione che pur su un impianto marcatamente popolare, in un continuo gioco di sponda fra tradizioni folk e forma pop, cerca di comunicare con un vocabolario ibrido di suoni antichi e moderni che una società che faccia davvero bene a tutti è possibile.
Ha all’attivo già quattro lavori: “Macedonia Mediterranea” (2009), “Ce sta sempre nu sud” (2011), “Tra le pieghe di un cielo stellato” (2015) e l’ultimo “Di terra di mare e di stelle” (2017).
Conta numerose collaborazioni con alcuni dei nomi più significativi della scena folk e della canzone di impegno fra cui spiccano i nomi di Cisco Bellotti, Alberto Bertoli, Marino Severini, Roberto Billi, Giuliano Gabriele, Roberto Colella, Alexian Santino Spinelli.
Il video “Lu trenu di lu suli” ha vinto nel 2012 il 1° Premio al XVI Valsusa FilmFest per la sezione videoclip musicali ed il Premio Pino Veneziano. Ha raggiunto le finali del Premio Musica Controcorrente (2014) e del Premio Pierangelo Bertoli (2013).
Line-up:
Antonio Giordano: zampogne, chitarra, chitarra battente, voce
Bruno Mauro: chitarra
Flavio Giordano: basso
Mario Villani: batteria
Luca Lanzara: tamburi a cornice, mandola
Osvaldo Costabile: violino
Imma Barbarulo: voce
Morena Saracco, Valerio Truono: danze
Intervista a cura di Domenico Carriero
