“E’ un brano perfetto per ballare, che regala molta gioia e cambierà l’umore a chi lo ascolterà”. Cecilia Gayle, la Regina dei balli latino americani, è tornata con un nuovo singolo travolgente, “Pasito Patras” (New Music Group, distribuzione Ada-music), che unisce il calore latino a sonorità popolari come la fisarmonica, in un crossover tra culture, generazioni e stili. Un testo diretto che parla di rinascita, energia, movimento e invita tutti, nessuno escluso, a ballare.
“Pasito Patras” ha infatti una coreografia coinvolgente ma semplice, alla portata di tutti, e si candida a diventare l’anima delle feste.
Nata in Costa Rica ma italiana d’adozione, Cecilia Gayle, con la sua musica piena di ritmo e allegria, ha fatto ballare milioni di persone in tutto il mondo con pezzi come El Pam e El Tipitipitero che sono diventati degli evergreen.

Cecilia, ha pubblicato “Pasito Patras”, un brano allegro e trascinante, com’è nato questo nuovo singolo?
“E’ stato scritto da Antonio Suma, riarrangiato e rivisitato da Carlos Alberto Cartaya Paso, quindi il mio produttore Pippo Landro, che è bravissimo a ricercare quelle sonorità che rimangono impresse fin dal primo ascolto, ha messo la ciliegina sulla torta. Poi una mattina, al risveglio, ho pensato che con quel ritmo era un brano perfetto per ballare e nel testo cerco di convincere le persone a muoversi con me. E’ una canzone che vi regalerà molta gioia, vi cambierà l’umore e poi in pista si possono incontrare persone interessanti”.
Ha un sound che unisce sia le sonorità latine che quelle più popolari, come ad esempio la fisarmonica…
“E’ una delle caratteristiche che hanno le mie canzoni, cerco sempre di unire le mie due anime e culture, quella europea, dato che vivo in Europa da tanti anni, prevalentemente in Italia, e quella del mio paese d’origine, il Costa Rica. Ed è un connubio vincente”.
E’ un testo che parla anche di rinascita …
“Parla di rinascita, di lasciarsi andare, di tirare fuori il meglio di te stessa, il “pasito patras” però molto spesso viene confuso con un passo indietro, in realtà è semplicemente una figura di ballo”.
Quanto la musica in un momento difficile come quello che viviamo può portare un po’ di leggerezza nella vita delle persone?
“La musica è sempre stata terapeutica, in questo momento ancora di più. E’ provato scientificamente quanto faccia bene allo stato d’animo delle persone. La musica in generale, qualsiasi essa sia, può accarezzare l’anima e aiutare a stare meglio”.
Com’è cambiata secondo lei la musica latina nel corso degli anni, in Italia in particolare?
“E’ cambiata molto. Quando ho cominciato a cantare, ricordo che per riuscire ad attirare l’attenzione del pubblico, a farmi capire, prendevo le canzoni italiane molto famose, tipo Volare e le proponevo in merengue, così come ho pubblicato un album di cover di brani di Raffaella Carrà, arrangiandoli in salsa. Oggi la grande maggioranza del popolo europeo ed italiano sa distinguere una salsa, un cha cha, una bachata, quindi penso ci sia stata un’evoluzione. La musica latinoamericana è entrata in punta di piedi e adesso fa parte del tessuto sociale, della realtà italiana, perché è ballata in qualsiasi angolo d’Italia”.
La sua musica è un’unione tra le sue due anime, quella del Costa Rica e quella italiana. Quali sono i punti di contatto tra queste due culture?
“Penso che abbiamo molte cose che ci accomunano. In fondo entrambi i popoli hanno un’anima molto comunicativa, abbiamo voglia di lasciarci andare, di divertirci. Le differenze sono principalmente il clima, ad esempio ho visto la neve per la prima volta in Italia, e il cibo”.
Cosa ha rappresentato per lei Raffaella Carrà?
“E’ stata la mia musa ispiratrice quando ero piccola. Sono nata e cresciuta in Costa Rica in una famiglia numerosa e nella nostra casa, in campagna, la prima televisione è arrivata quando avevo 13 anni. Vedevo Raffaella Carrà che cantava e ballava e non sapevo che fosse italiana, pensavo fosse spagnola, e pregavo il Signore perchè mi facesse stare davanti al microfono ed essere come lei. Avere l’onore di conoscerla, di dedicarle un album, di fare anche dei programmi insieme perchè mi ha voluta fortemente, in quanto è stata sempre molto appassionata di tutto quello che riguarda il Sud America nonché una delle prime artiste a proporre un genere un po’ latineggiante, mi ha regalato un bellissimo batticuore”.
Ha preso parte anche al cast di Domenica In nel 2000, che esperienza è stata?
“In quel periodo ho preso parte a Domenica In ed è stata una bella esperienza. Magari non ero molto pronta, perché è una realtà completamente diversa, io sono molto spontanea, non amo i copioni, quindi è stato all’inizio un po’ faticoso, però se me lo riproponessero accetterei volentieri. Negli anni successivi come cantante ho partecipato a diversi programmi, però a Domenica In avevo uno spazio in cui cantavo i successi della musica latinoamericana che all’epoca era in uno stato ancora embrionale”.
Dopo questo singolo che cosa c’è all’orizzonte?
“Subito dopo Sanremo dovrei uscire con un altro singolo e a seguire con un album”.
Quest’autunno invece farà dei live?
“Di solito lavoro solo in alcuni periodi dell’anno, in estate, a Capodanno e a Carnevale, è una scelta che ho fatto per poter crescere mio figlio e l’ho mantenuta nel tempo. In Italia, in estate, ho la possibilità di fare molti concerti nelle piazze ed è una dimensione che amo tantissimo”.
di Francesca Monti
credit foto Mario Gramegna
Si ringrazia Mauro Caldera
