Dopo l’emozionante esordio con “I tre appuntamenti”, Antonio Borsa pubblica il secondo romanzo dal titolo “Profumo di viole sfiorite”. Questo libro è un grido contro il femminicidio, è un viaggio emotivo e simbolico, ma anche un omaggio al cantautore Max Pezzali, dato che l’autore inserisce nella trama delle citazioni tratte da sue canzoni come “Nessun Rimpianto”, “Come deve andare” e “Grazie mille”.
Borsa racconta una vicenda di amore malato, un tema purtroppo sempre attuale, che sfocia nella tragedia, non per spettacolarizzare la violenza, ma per stigmatizzarla, con una scrittura che porta a riflettere sulla logica del possesso che ancora uccide, ricordandoci che l’amore è rispetto e libertà, non prevaricazione.
La storia ruota attorno a Ryan, un giovane che, devastato dalla fine di un amore, si toglie la vita. Ma invece di trovare l’oblio, si risveglia nella Valle, un purgatorio desolato dove un Angelo lo guida in un percorso di rivelazioni. Qui, tra ombre e visioni, Ryan incontra anime che hanno affrontato il dolore senza cedere. La Valle non è solo un luogo di espiazione, ma una aula magna della vita, dove ogni storia insegna a Ryan che il suicidio non è una soluzione, ma una ferita che si propaga. Il protagonista si rivolge direttamente al lettore con un appello sincero: “Non mollare, potresti cedere sul più bello”.

Napoletano d’adozione, laureato in Scienze Biologiche e in Economia e Management, Antonio Borsa, informatore farmaceutico e atleta di Kick boxing, è alla sua seconda opera narrativa. Dopo il successo di “I tre appuntamenti”, La bussola, 2024, che narra di un amore non corrisposto e diventato un manifesto contro la violenza, Borsa dimostra con “Profumo di viole sfiorite” una maturità narrativa che va oltre l’esordio. Se il primo romanzo era un’esplorazione dell’amore e del rispetto, il secondo si allarga a una riflessione universale sulla resilienza.
