Intervista con Paolo Sassanelli, su Rai 1 con la serie “Balene”: “Ho cercato di dare al mio personaggio una verità rispetto a quello che accade”

“Walter si trova in una situazione complessa che rispecchia le difficoltà che in grande o in piccolo incontrano quotidianamente le persone nella loro vita di coppia, di relazione, lavorativa”. Paolo Sassanelli è tra i protagonisti di “Balene”, un dramedy brillante e originale con la regia di Alessandro Casale, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Barbara Cappi e Grazia Giardiello, in onda la domenica sera su Rai 1, coprodotto da Rai Fiction e Fast Film.

Nella serie veste i panni di Walter, marito di Milla (Carla Signoris) e padre di Flaminia (Laura Adriani), presidente del pastificio di famiglia, un uomo solido anche se ultimamente naviga nell’incertezza. Prima i conti in rosso dell’azienda, poi la crisi matrimoniale con Milla, infine il rischio, sempre più concreto, di perdere l’azienda e con essa il frutto di anni di sacrifici. Ma a volte quando si è ad un passo dal perdere tutto ci si rende conto di quello che conta davvero.

Attore poliedrico, regista e sceneggiatore, Paolo Sassanelli nel corso della sua carriera, ricca di successi a teatro, al cinema e nelle serie tv, ha interpretato tanti personaggi diversi, restituendone emozioni e sfumature in maniera vivida e profonda.

Nella foto Paolo Sassanelli con Carla Signoris in “Balene”

Paolo, nella serie “Balene” interpreta Walter. Come si è approcciato al personaggio?

“Mi sono chiesto innanzitutto cosa sarebbe successo se mi fossi comportato come Walter, se mi fossi trovato nella stessa situazione, e ho cercato di dargli una verità rispetto a quello che accade, senza andare a costruire grandi iperboli interpretative. Non so se ci sono riuscito, ma vedendo le puntate sono rimasto contento del lavoro che è stato fatto”.

Walter si trova in una situazione molto complicata, è stato lasciato dalla moglie dopo che ha scoperto il tradimento e ha anche perso il lavoro …

“Walter e Milla stavano vendendo il pastificio di famiglia ma la vendita è saltata e ora dovranno capire che cosa fare. Walter si trova in una situazione complessa che rispecchia le difficoltà che in grande o in piccolo incontrano quotidianamente le persone nella loro vita di coppia, di relazione, di amicizia, lavorativa. Ho scoperto che c’è un pubblico femminile, non di adolescenti, che adora questa serie, scritta da donne che raccontano un’amicizia tra donne di sessanta anni che affrontano la vita a piene mani, non facendosela scorrere addosso. Questo è raro per la narrazione e sono davvero contento di aver partecipato a “Balene”. Gli uomini, invece, servono in qualche modo al racconto dei due personaggi, in quanto sono a volte d’ostacolo e a volte d’aiuto per Evelina e Milla”.

Nella foto Paolo Sassanelli con Carla Signoris in “Balene”

Walter quando sta per perdere tutto si rende conto di quali sono i valori e le persone che contano davvero …

“Esattamente. Non è il mio caso, ma ci sono uomini di una certa età che hanno questo afflato di vita e spesso fanno soffrire le persone che stanno loro vicino. E quindi c’è questa contraddizione, ho sessanta anni, mi sento vivo, voglio vivere, essere passionale, essere amato e poi ci si va a schiantare su quel terreno che è la famiglia, costruita con la sofferenza, con l’amore, con la dedizione, e si butta via tutto in un attimo. E’ quello purtroppo che accade nella vita a chi non ha una visione del mondo, ed è stato riproposto nella fiction”.

Qual è il tratto di Walter che, attorialmente parlando, l’ha divertita interpretare?

“Walter ama Milla ma è arrabbiato con lei e non glielo fa capire, perché gli uomini spesso non sono in grado di comunicare direttamente le proprie sensazioni, le proprie emozioni, temendo di mostrare i punti deboli. Lo scontro avviene quando si cerca di occultare la propria fragilità, quando non si parla, quando i coniugi non dialogano, danno tutto per scontato. E’ il caso di Walter che accusa la moglie di non essere stata vicina a lui, di non dimostrargli l’affetto, l’amore e la passione che vorrebbe, ma lo dice dopo averla tradita, invece avrebbe dovuto dialogare con lei prima di arrivare a quel punto di non ritorno”.

Sul set di “Balene” ha ritrovato Veronica Pivetti con cui aveva lavorato anche in “Provaci ancora Prof!”. Come si è trovato con lei e con il resto del cast?

“Quando abbiamo girato “Provaci ancora Prof!” non avevo molte scene insieme a Veronica Pivetti, sul set di “Balene” ho invece avuto modo di scoprire una persona deliziosa, esilarante per certi aspetti, molto divertente, professionale e professionista, con un’empatia immediata, tanto che appena la conosci diventi suo amico. Veronica ha queste caratteristiche che porta all’interno dei personaggi che crea. Carla Signoris invece è un’altra melodia, un altro suono e ritmo che ha messo all’interno di Milla ed è un valore aggiunto. Lavorare con queste due brave attrici è molto divertente”.

Recentemente è uscito al cinema “Incanto”, un fantasy in cui dà voce a Oscar. Che esperienza è stata?

“Ho letto quella sceneggiatura tre anni fa. Il regista Pier Paolo Paganelli ha messo il cuore e tanto tempo per realizzare “Incanto”, che racconta la storia di una piccola eroina, una bambina che riesce a raggiungere il suo sogno. Pier Paolo ha fatto un ottimo lavoro. E’ un film che avrebbe meritato più sostegno e risalto, ed è la dimostrazione che anche noi italiani possiamo creare un fantasy con effetti speciali”.

Ricollegandomi alla storia di questo film, quanto è importante oggi continuare a credere nei propri sogni?

“È fondamentale, guai a non credere ai propri sogni, a non avere un sogno. Bisogna stare lontano da chi cerca di distruggerli. Bisogna inseguire i propri desideri, fino all’ultimo momento della nostra vita, fino all’ultimo respiro, saper desiderare, cercare di raggiungere gli obiettivi, non arrendersi mai. I sogni sono la sostanza della nostra vita, se non li avessimo saremmo una società morta. Fortunatamente riusciamo ancora a sognare e questo è importante”.

C’è un sogno che ancora non ha avuto modo di realizzare?

“Ho diversi obiettivi che vorrei realizzare nella mia vita, che danno energia e forza quando magari sei stanco e non hai voglia di fare niente, e invece di stare per i fatti tuoi ti alzi e vai avanti. Non ho un sogno solo ma uno che ne contiene tantissimi”.

Nella foto Paolo Sassanelli con Lucia Zotti in “Quanto basta”

Recentemente ha portato in scena al Teatro Martinitt di Milano “Quanto Basta” con Lucia Zotti. Riprenderete questo spettacolo anche nella prossima stagione?

“E’ uno spettacolo che teniamo sempre in vita, perché non solo è apprezzato dal pubblico ma  unisce ironia, riflessione e ha una poesia di fondo. Faremo un piccolo tour l’anno prossimo, sicuramente saremo in scena in Puglia, al Teatro Giordano di Foggia, e poi in altre città”.

In quali altri progetti la vedremo?

“Il 19 ottobre debuttiamo a Urbino con “Rosencrantz e Guildenstern sono morti” di Tom Stoppard, con la regia di Alberto Rizzi, in cui sarò in scena con Francesco Pannofino, Francesco Acquaroli, Chiara Mascalzoni e Andrea Pannofino, prodotto da Ippogrifo Produzioni ed Estate Teatrale Veronese. Saremo poi in tournée per l’Italia”.

Nel corso della sua carriera ha interpretato personaggi diversi, sia drammatici che leggeri, quali sono i tre più rappresentativi per lei?

“Innanzitutto il primo spettacolo che ho fatto nella mia vita al Piccolo Teatro di Bari, avevo venti anni ed è stato l’inizio di un percorso, poi il prossimo che farò e in mezzo metto tutti i ruoli interpretati perché ciascuno ha avuto importanza nella mia vita. Certamente ci sono alcuni personaggi a cui sono affezionato, come Gabriele Serra di Classe di Ferro, Gamberini de L’Ispettore Coliandro, Oscar di Un Medico in Famiglia”.

A proposito di “Un Medico in famiglia”, Lino Banfi ha affermato diverse volte che gli piacerebbe girare una nuova stagione della serie …

“Io ho sempre mantenuto i contatti con tutti i miei colleghi e amici di “Un Medico in Famiglia” e parlando con loro vedo una disponibilità totale. Tutti tornerebbero a girare volentieri un’ultima stagione della serie, me compreso, quindi aspettiamo il sì della Rai e speriamo che prima o poi arrivi. Sarebbe un ritorno a casa, in famiglia”.

Per quanto riguarda invece la regia ha un nuovo progetto in programma?

“In questo momento no, ci sono piccoli progetti in fase embrionale che andrebbero sviluppati, però io mi do una specie di regola: non lo faccio finché il lavoro che voglio realizzare non diventa un’ossessione, nel senso di pensarci 24 ore al giorno, anche di notte, per capire come scriverlo, come realizzarlo. Quando questo accadrà inizierò a raccontare un’altra storia”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Pamela Menichelli – Ni.Co. Ufficio Stampa

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