Intervista con Godwin: “Con il disco Atonement volevo esplorare l’amore nelle sue varie sfaccettature”

“E’ stata una serata meravigliosa, con persone fantastiche che magari hanno ascoltato per la prima volta la mia musica ma mi hanno supportato come se fossero miei fan da tempo”. Godwin, l’acclamato cantautore nigeriano che ha di recente pubblicato il suo album di debutto “Atonement” (Sony Music), si è esibito per la prima volta in Italia il 30 ottobre all’Alcatraz di Milano come opening dell’Orchestra Baobab, nell’ambito della rassegna JAZZMI.

Il disco ruota intorno ai temi dell’amore in tutte le sue sfaccettature: l’amore che nasce, l’amore non corrisposto, quello passionale, l’amore che svanisce e quello che ferisce involontariamente. Ogni brano ripercorre una fase di questo ciclo emotivo: due estranei che si incontrano, si avvicinano, si scontrano e imparano a lasciarsi andare.

Attraverso una scrittura vivida e una produzione dal sapore cinematografico, “Atonement” cattura sia l’euforia che il dolore delle relazioni umane. L’album è ricco di emozioni e unisce una voce struggente, melodie soul, armonie particolarmente ricche e un sound che mischia texture acustiche ed elettroniche che risultano allo stesso tempo intime ed esplosive.

Godwin ha iniziato come regista insieme ai suoi cugini, con cui nel 2015 ha fondato il collettivo cinematografico The Critics Company, ha diretto un film in collaborazione con la compagnia di produzione di Morgan Freeman, Revelation Entertainment, e ha avuto il privilegio di avere come mentori registi illustri come JJ Abrams, Taika Waititi e Kemi Adetiba.

Proveniente dalla città di Kaduna, in Nigeria, l’artista porta un’energia autentica sulla scena, fondendo le sue ricche influenze culturali con le sue profonde esperienze emotive, creando un mix unico di sonorità. La sua musica, profondamente legata alle arti visive, trae ispirazione da generi diversi come Soul, R&B e Afrobeat.

Godwin, ti sei esibito dal vivo per la prima volta in Italia all’Alcatraz di Milano nell’ambito del festival JAZZMI. Che emozione è stata?

“E’ stata una bellissima introduzione all’Italia e a Milano, perché non c’ero mai stato. E’ stata una serata meravigliosa, con persone fantastiche che magari hanno ascoltato per la prima volta la mia musica ma mi hanno supportato come se fossero miei fan da tempo. Non vedo l’ora di tornare a Milano ed esibirmi nuovamente live”.

Hai pubblicato il tuo nuovo album “Atonement”, che esplora le varie sfaccettature dell’amore ed è scritto come una storia con due personaggi: te stesso e una ragazza immaginaria, Abeke. Qual è stata l’ispirazione dietro l’album?

“Volevo esplorare l’amore nelle sue varie sfaccettature e ho preso ispirazione dalla mia vita e dall’idea di innamorarsi per la prima volta. Come persone incontriamo diverse fasi dell’amore, non siamo sempre felici nelle relazioni, a volte c’è un motivo per combattere, a volte c’è un motivo per non parlare con l’altro, quindi c’è una canzone per ogni momento, e sono state ispirate da scenari reali”.

Come descriveresti la tua musica?

“La descriverei come buona musica”.

Cosa vorresti che il pubblico capisse di te ascoltando le tue canzoni?

“Mi piacerebbe che il pubblico capisse qualcosa in più di me, non solo come artista”.

Puoi dirci qualcosa di più sul collettivo cinematografico The Critics Company, che hai fondato, e sul film che hai diretto in collaborazione con la società di produzione di Morgan Freeman, Revelation Entertainment?

“The Critics Company è un collettivo cinematografico composto da me e dai miei quattro cugini, abbiamo iniziato a Kaduna, in Nigeria, che è il nostro paese di origine. Siamo stati ispirati dai film sci-fi e blockbuster di Hollywood per poi creare le nostre versioni. Dal 2012 stiamo lavorando insieme alla realizzazione dei film e ora devo il mio approccio alla musica proprio al background cinematografico. Il progetto con Morgan Freeman è un corto che si chiama War is Coming, ed è nato quando ero molto giovane. Ricordo di aver scritto la sceneggiatura ed ero molto entusiasta di andare in produzione. Per questo motivo la mia musica è così visiva e incentrata sulla narrazione, il cinema mi ha fatto innamorare dell’arte”.

Quali sono i prossimi progetti?

“Ho registrato un sacco di cose e sono molto entusiasta di vedere cosa succederà. Con l’album già pubblicato mi sento più libero di sperimentare”.

C’è un artista italiano con cui ti piacerebbe collaborare?

“Abbiamo avuto una session con Mr. Monkey, ho ascoltato la musica che ha creato e non vedo l’ora di collaborare con lui. L’esibizione al JazzMi, come dicevo poco fa, è stata un’ottima introduzione all’Italia e a Milano, non solo musicale ma anche culturale, e la prossima volta che tornerò cercherò di scoprire tante altre cose”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Mariarosaria Panico

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