Con “Nuntannamurà”, pubblicato da Troppo Records e distribuito da Altafonte Italia, brano che fonde sonorità pop contemporanee e influenze urban con un tocco soul, Cainero sta partecipando a Sanremo Giovani 2025. Una canzone che mette in luce sua voce calda e graffiata dell’artista di Terracina, capace di passare con naturalezza dalla delicatezza emotiva alla potenza espressiva consolidando il suo percorso di crescita.
Cainero, il tuo progetto musicale passa da Sanremo Giovani dove sei in gara con “Nuntannamurà”. Come nasce questa canzone dal titolo napoletano?
“Nasce con Joe Romano, che è napoletano, mentre io sono terracinese, però devo dire che grazie a mia nonna che mi ha sempre fatto ascoltare i classici fin da piccola, sono ormai abituata ai brani in questa lingua. Anche nei miei live canto spesso le canzoni napoletane, quindi mi sento napoletana in qualche modo”.
“Nuntannamurà” è più un titolo o un consiglio?
“È un consiglio, perché io dico, nelle frasi in napoletano “fidati, non è quel che vedi”, cioè te lo sto facendo sembrare, ti sto facendo capire che è meglio, che non è il caso, perché quello che vedi non è la realtà, perché io “sono peggio di una vipera”. Quindi, diciamo, è più un consiglio”.
Il ritornello di “Nuntannamurà” sta spopolando su TikTok e su Instagram. Te lo aspettavi tutto questo successo?
“Non avendo un passato social molto vivo, non mi aspettavo che ci fosse questo feedback positivo per il mio brano. Se la canzone piace, io sono contentissima”.
Nel 2018 partecipasti ad Amici e dopo sette anni approdi a Sanremo Giovani. Quanto è importante la gavetta?
“Sono del parere che la gavetta sia fondamentale, però non deve essere per forza la partecipazione ad un talent. La gavetta può essere anche nei live, nei concerti, nel suonare con una band. Io, per esempio, faccio i miei concerti, porto la mia musica in tutta Italia, principalmente mi sposto nel Lazio e in Campania. E’ importante anche stare sul palco e fare la gavetta in quel senso. Poi, ovviamente, se viene un talent, è ancora meglio però secondo me, la vera palestra è tastare il palco e confrontarsi con il pubblico, animare, fare delle feste, degli eventi. Io canto sempre tranne in macchina perché quando faccio dei viaggi lunghi preferisco il silenzio. Mi piace pensare, guardare il panorama, il paesaggio. Lì voglio stare da sola, con me stessa e basta”.

Qual è secondo te ad oggi lo stato del cantautorato in Italia, e in particolare il cantautorato femminile?
“Credo che abbiamo delle grandi cantautrici, tra cui Elisa e Federica Abbate che hanno scritto dei brani che rimarranno per sempre nella storia della musica italiana. Quel che conta è la qualità del cantautorato, di un lavoro. A mio avviso le donne stanno riprendendo il loro posto nel mondo della musica e stanno facendo un ottimo lavoro, perché si stanno differenziando da quel panorama musicale maschile, il rap, la trap, che fino ad ora ha conquistato tutte le classifiche italiane. Il ritorno delle donne mi rende molto contenta”.
A prescindere da Sanremo Giovani, verso dove sta andando questo tuo percorso artistico?
“Ci saranno altri brani, sicuramente un EP. Ora mi sto concentrando su Sanremo Giovani, però appena si concluderà questo percorso risalirò a Milano e continuerò a scrivere. Ho tante idee nella testa. Poi, con la nuova etichetta, ho ricostruito il mio gruppo artistico. Mi stanno dando molta forza ed è anche importante avere una squadra forte alle spalle. Quindi sono gasata, sono felice”.
a cura di Domenico Carriero
