SANREMO GIOVANI 2025 – Intervista con Senza Cri, in gara con “Spiagge”: “L’amore è necessario, come il mare”

“Ho associato l’amore al mare perché sono due cose che amo terribilmente, che sono molto simili e mi fanno la stessa paura”. Senza Cri è in gara a Sanremo Giovani 2025 con “Spiagge”, una synth ballad che racconta l’amore con una scrittura delicata e un’armonia che cresce in modo naturale. L’apertura al pianoforte introduce un’atmosfera intima e sospesa, lasciando che la voce trovi il suo spazio e accompagni chi ascolta dentro la storia. La penna di Senza Cri conserva la sensibilità del cantautorato italiano, intrecciando emozione e racconto con semplicità. Con l’arrivo dei synth e della ritmica il brano si allarga, acquistando profondità e respiro.

Senza Cri si distingue per la capacità di fondere nella propria musica mondi e linguaggi diversi, raccontando emozioni, fragilità e cambiamento con estrema verità. Le sue canzoni sono un continuo dialogo tra forza e vulnerabilità, racconti personali capaci di parlare a un’intera generazione.

Dopo un’estate segnata dall’affetto del pubblico, l’artista ha pubblicato il brano “Anno del drago”, un augurio di buona fortuna a sé e a chi continuerà a sognare. Il percorso è proseguito con il live del 28 settembre alla Santeria Toscana di Milano, che ha confermato la forza del legame con chi ascolta le sue canzoni.

Cristiana, è la tua seconda esperienza a Sanremo Giovani dopo quella del 2021. Quali sono le tue sensazioni e le tue aspettative?

“Sono molto felice perché è una grandissima opportunità e voglio giocarmela nell’unica maniera che ho scoperto essere quella giusta, cioè nella mia verità. Voglio viverla con la gioia di fare una nuova esperienza, nonostante magari io possa conoscere questa kermesse più di qualcun altro. So cosa sto andando a fare, non voglio però competere ma portare me nella modalità più semplice, più sincera. E quindi vorrei soltanto arrivare a più persone possibili e cantare tutto l’amore”.

In gara porti “Spiagge” che racconta un amore puro, che viene associato al mare. Com’è nato questo brano? Ci racconti qualcosa in più anche sul video, molto elegante, in bianco e nero?

“Il bianco e nero non è un caso perché ovviamente rende il video elegante e anche dolce ed è proprio emblematico di ciò che è per me la canzone, cioè una poesia. “Spiagge” è nata mentre ero in treno, avevo questa linea di piano creata in studio e quando l’ho sentita ho voluto tenerla perchè sapevo che sarebbe diventata una canzone e ho scritto queste parole che sono venute assolutamente una dopo l’altra, di getto, come le onde a cui non importa di nulla, che vogliono arrivare fino a riva e ritornare. Ho capito fin da subito che questa canzone rappresentava qualcosa di estremamente importante. Così ho scelto di portarla sul palco di Sanremo Giovani perché la persona ma anche la ragione per cui l’ho scritta e tutte le parole che sono in quel brano, il modo in cui si evolvono con la melodia, per me hanno un grande valore. Ho associato l’amore al mare perché sono due cose che amo terribilmente, che sono molto simili e mi fanno la stessa paura”.

Che cosa rappresenta per te il mare?

“Il mare è casa mia. La vita mi ha sempre fatto andare via dal mare ma ogni volta ha trovato il modo di ritornare da me o io di ritornare da lui. L’amore è la stessa cosa, l’ho allontanato spesso perché mi fa stare male, non è qualcosa a cui amo dedicarmi in verità, cerco sempre di concentrarmi su altro e invece è necessario. L’amore serve come il mare, come quella giornata di cui non ti devi assolutamente privare, anche in una vita frenetica, perché il mare ti fa ritornare con i piedi per terra, ti riporta quasi a un ricordo primordiale, e l’amore arriva dal primo secondo in cui respiri. L’associazione nasce perché il mare è qualcosa che per forza traina la mia vita, così come l’amore”.

Nel testo, nella parte finale del brano, canti «di fare pace con me non sono in grado». Come mai?

“Amare se stessi è una delle cose più difficili da fare e per questo l’amore diventa anche tanto tortuoso. Avere qualcuno da amare ti pone in una condizione di serenità. Mi è capitato di dover fare spesso i conti con me, però avere accanto una persona che mi dice «io ci sono, vai bene così» ti fa sentire leggero in qualche maniera. È una cosa bellissima che auguro a tutti. E non è solo una persona, magari può essere un posto, può essere un animale domestico, un ricordo, anche chi non c’è più. Il senso più profondo dell’amore risiede nel concederti di non essere solo. Probabilmente non sono in grado di fare pace con me, ma c’è qualcuno che mi aiuta”.

Dopo l’uscita del disco “Tokyo Nite”, a settembre c’è stato il primo tuo live show alla Santeria Toscana di Milano. Che ricordo conservi di quella serata?

“E’ stata una serata incredibile, vorrei riviverla ogni giorno. Fare i live è veramente adrenalinico e al di là di quello che ne traggo a livello individuale, è strepitoso perché non sei più una persona, sei un mucchio e questo mi fa sentire invincibile. Soprattutto sapere che in quel momento ci stiamo dando reciprocamente è un privilegio che mi riempie d’orgoglio. Sapere che quelle persone hanno fatto tanta strada, hanno dedicato il loro tempo per me e a me, è qualcosa che non so proprio descrivere a parole, provo un’immensa gratitudine ed è il motivo per cui poi quella serata è stata magica. È stato come fare l’amore. Nella vita facciamo troppe cose in modo frenetico e a volte non sentiamo niente, il live invece mi ha dato la sensazione di sentire tutto e so che con i miei fan ci siamo scambiati tanto, quindi è stato bellissimo. Io amo terribilmente il mio pubblico, quindi non poteva andare diversamente”.

E’ stato il primo di tanti altri live che arriveranno…

“Per forza, altrimenti non vivo (sorride). Mi piace troppo cantare live”.

C’è una canzone tra tutte quelle che sono passate dal palco dell’Ariston per le varie edizioni del Festival di Sanremo a cui sei più legata?

“Soldi di Mahmood perché secondo me ha cambiato le regole. Io sono per gli outsider, lui è un’artista che stimo particolarmente e amo il suo percorso, mi ci rivedo. In pochi conoscevano Mahmood, ma aveva una potenzialità incredibile e ha avuto la capacità di portare se stesso al massimo su quel palco, passando tra l’altro da Sanremo Giovani. Quindi credo che la chiave sia essere se stessi al 100%, nonostante i giudizi, nonostante le perplessità. Infatti la sua carriera è straordinaria e io lo ammiro tantissimo”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Alessia D’Orsi

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