Un territorio ricco di cultura, arte e vino. Il ValdiNoto, infatti, annovera tradizione, storia e vocazione enoica che hanno trovato una loro importante espressione nella creazione, anticipata durante lo scorso Vinitaly e ufficializzata lo scorso 22 novembre proprio a Noto, del Consorzio tutela vini Valdinoto.
Il consorzio rappresenta un significativo ricambio generazionale, con 25 cantine che si sono associate per fare rete e cooperare contro le contraffazioni e fare affermare i prodotti del territorio, ponendosi come obiettivi anche la modifica dei disciplinari e la creazione di una DOC unica.
Il Consorzio tutela vini Valdinoto è il più recente sorto in Sicilia e l’ottavo tra quelli riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare. La presentazione ufficiale, in quel di Noto, ha voluto sottolineare l’importanza del supporto alle tre DOC territoriali (Noto, Siracusa ed Eloro) e la Igt di Avola (uno tra i vini più contraffatti anche oltreoceano), e della promozione dell’identità del Sud-Est enologico, anche per sostenere la funzione attrattiva dei vini locali di qualità.
Il passato parla di tentativi falliti, superati oggi dall’istituzione del Consorzio tutela vini Valdinoto che coinvolge 25 aziende che operano su 300 ettari vitati, piantati soprattutto a nero d’avola e moscato. L’areale produttivo ha per centri: Siracusa, Avola, Noto, Rosolini, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Ispica.

Il Consorzio Valdinoto ha due caratteristiche pregnanti: da un lato, la forte trazione femminile; dall’altro il ricambio generazionale che ha segnato tutto il contesto territoriale, grazie a donne e uomini che guidano le aziende con visione moderna, innovativa e differente, consapevoli che la collaborazione sia un modus operandi necessario affinché il Valdinoto possa consolidare la sua identità, non solo vitivinicola.
La giornalista Carmen Greco ha condotto la presentazione nell’ex Cantina Sperimentale di Noto edificio simbolo della storia della viticultura siciliana, in quanto ex convento che, a metà ‘800, fu sede della Reggia Cantina sperimentale di Sicilia. «Il nostro è un territorio d’eccellenza, uno dei più vasti d’Italia che crede molto nelle sinergie – ha affermato il sindaco di Noto, Corrado Figura – e nel partenariato pubblico-privato per la valorizzazione di luoghi storici come la Cantina sperimentale».
Alla presentazione sono intervenuti i vertici del Consorzio – la presidente Angela Sergio, la direttrice Teresa Gasbarro e il vicepresidente Carlo Scollo – oltre all’onorevole Luca Cannata, Vito Bentivegna, direttore dell’Istituto regionale del vino e dell’olio (Irvo), Vincenzo Scrofano e Saro Cavallo, rispettivamente vicesindaco di Pachino e consigliere comunale di Rosolini.
Il lungo percorso che ha portato alla creazione del Consorzio di tutela vini Valdinoto è stato illustrato dalla presidente Angela Sergio, che ha asserito: «Un ringraziamento particolare va a quanti ci hanno preceduto e spianato la strada. Oggi tutte le aziende sono impegnate quotidianamente a raccontare la storia e la tradizione del territorio, ma è nata l’esigenza di comunicare i nostri vini in un modo più contemporaneo, con grammatiche comunicative nuove».
Esordio ufficiale anche del logo del Consorzio tutela vini Valdinoto, frutto di un concorso di idee lanciato tra le scuole del territorio, che ha visto affermarsi una delle proposte del Liceo artistico Gagini di Siracusa, ossia quella della classe di grafica guidata dalle docenti Daniela Nieli e Giovanna Galizia.
«Il logo riproduce la forma stilizzata della Sicilia, che costituisce la base visiva del marchio – ha spiegato la studentessa Giulia Norma, autrice del logo – all’interno dell’area geografica del Val di Noto è stato posizionato un grappolo d’uva arricchito da una foglia la cui forma richiama elementi del Barocco siciliano. Questo dettaglio celebra l’unicità architettonica e culturale che accomuna i territori della zona, alcuni dei quali riconosciuti patrimonio Unesco, e comunque profondamente legati alla tradizione del vino».

Il Consorzio tutela vini Valdinoto si pone molteplici finalità, tra cui quella di dare vita all’aggiornamento dei disciplinari, allargando le maglie ad alcuni bianchi: «Oltre ai più diffusi Grillo e Cataratto – ha dichiarato la direttrice Teresa Gasbarro – abbiamo già istituito un gruppo di lavoro che sta analizzando nello specifico i vitigni più utilizzati in zona, in modo da aggiornare il disciplinare e renderlo quanto più aderente alle produzioni del territorio».
La stessa Gasbarro ha esibito alcuni dati prodotti dall’Irvo (Istituto Regionale del Vino e dell’Olio) che hanno cristallizzato la condizione produttiva del territorio: dei 1404 ettari vitati nella sola provincia di Siracusa, solo153 sono rivendicati; nello stesso territorio nel 2022 sono stati prodotti 105.978 ettolitri di vino, di cui solo il 4,3% certificati, un dato che nel 2024 è diminuito del 43%.
Anche per questo il Consorzio Valdinoto promuove con vigore la costituzione di una DOC Val di Noto che possa accorpare le tre DOC già esistenti: «Che diventerebbero – ha specificato Gasbarro – le sottozone. Così facendo manterremo la storicità delle tre denominazioni e semplificheremo, potenziandola, la nostra efficacia comunicativa e commerciale. In un momento in cui il mondo del vino soffre per tanti motivi, dai dazi doganali sulle esportazioni alla lotta alle bevande alcoliche, è necessario essere uniti e coesi, fare squadra».
Si tratta di un obiettivo sauspicato anche dal direttore dell’IRVO Vito Bentivegna, che ha dichiarato: «Quella di creare un’unica Doc è una richiesta molto importante che va avanzata all’Assessorato regionale. Dal canto nostro, siamo sempre disponibili a supportare le aziende e il Consorzio, consapevoli che la giusta scelta operata oggi può fare la differenza domani. In questa prospettiva ritengo sia importante che le aziende del territorio si facciano sentire, dando forza numerica e supporto, non solo morale, al Consorzio Valdinoto».
Sostegno è stato espresso anche dal deputato Luca Cannata: «Ho seguito il riconoscimento da parte del Ministero del Consorzio Valdinoto sin dalle prime battute. Il vino è un attrattore di sviluppo del nostro territorio ed è all’attenzione del Ministro Francesco Lollobrigida. Con la vostra capacità di fare rete, andando oltre i personalismi, state dando un grande esempio, ed oggi sono qui per dirvi che il Governo vi sostiene».
Il Consorzio Valdinoto sponsorizza la cultura del “bere bene” e del “bere locale”, a partire dagli esercenti – che mettendo in primo piano vini locali sarebbero di ausilio all’intera filiera – e dai più giovani, che non sempre sembrano amare i prodotti enoici, a vantaggio di altri prodotti alcolici. «Il nostro compito è quello di semplificare il linguaggio del vino – ha chiosato Gasbarro – promuovendo le nuove interpretazioni di vitigni come il Nero d’Avola, che oggi giocano su piacevolezza e bevibilità».
«L’attività del Consorzio, che anzitutto produce e tutela i nostri vini – ha concluso il vicepresidente Carlo Scollo -, deve lavorare parallelamente e di concerto con La Strada del Vino del Val di Noto che promuove il territorio attraverso le sue eccellenze, su tutti l’enoturismo. Adesso tutti insieme dobbiamo impegnarci per cooperare su un percorso enogastronomico, che può rappresentare la svolta del futuro».
di Gianmaria Tesei
