La prima mistery box di MasterChef Italia 15 è sulla tecnica di cottura in argilla, che richiede una grande abilità di trattamento degli ingredienti.
Un’idea potrebbe essere quella di trattare e cuocere la quaglia, sulla falsariga di quanto fatto da Cannavacciulo.
Gaetano è uno dei pochi che conosce questa tecnica di cottura, dato che il padre la utilizzava, ma ha difficoltà a chiudere il piatto.
Barbieri fa da mentore a Franco, consigliandolo su come aromatizzare il chutney.
All’assaggio va per prima Vittoria che presenta “Crosta al contrario”, quaglia farcita al salmone, abbinando carne e pesce. Secondo Barbieri è un ottimo piatto molto delicato, per Locatelli l’unico difetto è un po’ sulla lavorazione della salsa.
Il secondo piatto migliore è di Nicolò, che propone “piccolo lord”. Si tratta di una quaglia ripiena con salsa di ciliegie e creme con sedano rapa e funghi: viene lodato da Barbieri e da Cannavacciulo, anche il toscanaccio sta “perdendo la crosta”.
Il trittico è completato dal piatto di Teo, che presenta “studio di casa”: involtino con petti di quaglia, salsa di ciliegie: la cottura della quaglia è perfetta.
Cannavacciuolo conferma che la cottura è eccellente, ma la salsa sarebbe stata da lavorare meglio tuttavia è proprio questa la preparazione che si aggiudica la vittoria e la golden pin.
Mistery Box
È dedicata alle marinature secche, acide, dolci. Si dovrà marinare il pollo oppure il controfiletto di capriolo. Una volta marinato in 30 minuti, le pietanze saranno fatte riposare per tutta la notte.
Teo, vincitore della golden pin, decide chi dovrà marinare il pollo e il controfiletto di capriolo: Alessandro, Iolanda, Matteo lì, Carlotta, Franco, Nicolò e Jonny.

Invention test
Teo decide di svantaggiare Iolanda e Alessandro, che si ritrovano senza postazione. I due dovranno chiedere ospitalità agli altri concorrenti, che potranno concederla o meno. Saranno 10 minuti a postazione. Potranno utilizzare un carrello a testa.
Alessandro va per prima cosa da Dunia, Iolanda da Nicolò, dopo essere stata respinta da Georgina. Il gigante sta preparando riso e cavolo nero da accompagnare al capriolo.
Dopo i primi 10 minuti, il dentista si affianca a Dorella, mentre la carioca fa da spalla a Vittoria prima di accollarsi a Dottor Lì. Stessa scelta anche per Alessandro, mentre Iolanda si sposta come un uragano alla postazione di Gaetano. Anche Franco viene travolto dalla cuoca verdeoro, che decide infine di terminare sui fuochi di Georgina.
L’hikkikomori felsineo decide di non giocare la green pin per il tempo aggiuntiva.
All’assaggio prima si presenta Teo, che come prevedibile per le logiche del programma non presenta un piatto eccellente.
Tocca quindi all’architetto Gaetano, che subisce lo svantaggio grosso della presenza di Iolanda. Parte della preparazione è bruciata, l’altra immangiabile da quanto era piccante. Barbieri è impietoso nell’esprimere tutta la sua delusione.
Iolanda presenta “astro” in capriolo, che però risulta crudo all’assaggio di Giorgio Locatelli.
Con “Per Turo” Vittoria assesta un altro gran colpo, portando una purea che secondo lo chef varesino Locatelli è straordinaria.
Il sorridente dentista presenta “Ramingo”, senza giocarsi la golden pin. Bruno Barbieri profonde lodi per l’impiattamento, con perfetta cottura della carne. Antonino risulta più profetico prospettando per Alessandro una scelta bivio tra la professione di dentista e la cucina.
Jonny presenta un capriolo che è sicuramente promosso da Barbieri, Dorella ha un pollo molto ben impiattato e dal gusto dolceamaro.
Dounia presenta un pollo perfettamente marinato ma abbastanza classico, che riprende però i sapori della sua terra.
Matteo R con “I believe I can fly” non fa breccia nel cuore di Locatelli, Franco è all’assaggio con Cannavacciuolo allibito da “Rosso di sera capriolo si spera”. La salsa è molto scarsa ma la cottura corretta.
Matteo Lì deve lavorare un ingrediente per lui inusuale: la marinatura è molto aggressiva ma la cottura del capriolo lascia a desiderare.
Mezè Gourmet di Georgina riscopre delle origini cipriote e Antonino Cannavacciulo si avventa all’assaggio ed è entusiasta.
La carne di capriolo di Nicolò è troppo marinata, l’impiattamento un po’ scarno e cruento.
L’invention test è vinta da Alessandro che sarà anche capitano delle squadra in esterna, mentre i peggiori sono Gaetano e Antonio.
Il piatto peggiore però è quello di Gaetano, così l’archistar ci rimette la ghirba, mentre Antonio finisce direttamente al pressure test.
Prova in Esterna
L’ingrediente protagonista è la salsiccia di Bra: nella città piemontese vicino alle Langhe, che diede i natali al beato Cottolengo, nasce il presidio slow food.
La salsiccia di Bra per usanza si mangia cruda: viene realizzata con carni magre di bovino (per la comunità ebraica) e solo dal ‘900 anche con pancetta magra di maiale. Un ingrediente versatile adatta pure per ragù e spezzatini.
La squadra rossa dovrà preparare un antipasto a base di salsiccia cruda e un primo a base di tajarin, mentre i blu un antipasto creativo e un secondo a base di carrè di coniglio con salsiccia di Bra, peperoni e bagna cauda.
Alessandro come vincitore dell’esterna sceglie il menù blu e come capitano dei rossi Matteo Lì, che completa la sua squadra con Vittoria e Carlotta, Georgina, Iolanda, Irene, Jonny.
Nella squadra di Alessandro ci sono Dorella, Nicolò, Matteo Rinaldi, Teo, Franco, Dunia. Franco e Nicolò sono sul carrè di coniglio, mentre Dorella e Teo all’antipasto, Dounia si occupa della bagna cauda e Matteo Rinaldi della salsa.
Alessandro è estremamente organizzato e ha leadership, la sua brigata lavora in armonia e con calma anche se, fomentata da Cannavacciuolo, Dorella è molto critica sull’impiattamento sia dell’antipasto che del coniglio.
Matteo Lì è assolutamente spaesato come capitano e sceglie Carlotta per cercare di motivare e disciplinare i membri della sua squadra.
L’opinione della giuria di macellai piemontesi apprezza molto l’antipasto della squadra rossa, che nella sua delicatezza valorizza la salsiccia di Bra.
Il team dei blu esce con un impiattamento a detta di Cannavacciuolo brutto, si cerca di impreziosire con una purea di nespole, idea di Dunia: il gusto è equilibrato e valorizza comunque l’ingrediente principale.
Il primo della squadra rossa è ricco di chiaroscuri: il ragù, nonostante sia bianco, viene molto lodato, mentre lo spessore della pasta è eccessivo e la cottura errata.
Il coniglio con bagna cauda è apprezzato specialmente non solo per la guarnizione, ma anche per il turbante di peperone mentre la salsiccia era poco valorizzata.
Nonostante lo svantaggio del pronostico, il ragù bianco e il tajarin portano al successo di Matteo Lì, che si dimostra un leader tranquillo e tenace, per 23 a 7.
Alessandro viene criticato per non aver permesso a Dorella di esprimersi, opinione condivisa da Teo.
Dorella, con l’idea di aver guarnito il coniglio con i peperoni a turbante, viene promossa dagli chef e sale in balconata.
Pressure test
Sarà una sfida a base di tacos messicani, rivisti in modo creativo e innovativo. Si dovranno realizzare tre tacos con la stessa ricetta.
La versione di Cannavacciuolo è ripiena di pasta fritta e ragù napoletano, mentre Barbieri sceglie gusti più mediorientali e Locatelli fa un taco fish and chips.
All’assaggio i tacos di Alessandro si sfaldano per un errato impasto, ma il gusto è buono. Il dentista comunque rischia tutto e si tiene la golden pin.
I Tacos sotto pressione di Matteo Rinaldi, con una versione bergamasca della farcia, valgono la balconata.
Nicolò si presenta con “Viva l’amore”: appena Barbieri prende il tacos si divide in due, il che fa sobbalzare lo chef di medicina all’esclamazione “è un toast”. Un errore che potrebbe essere fatale.
Teo è molto sicuro di sé, non gioca la golden pin. Ma l’impasto è crudo.
Dunia invece azzecca in pieno la cottura del tacos, con grande soddisfazione dello chef Barbieri.
Antonio presenta solo 2 tacos “corto muso”, ispirati alla filosofia dell’allenatore Allegri.
Franco e i suoi Frank’s tacos si squagliano in mano, con impasto errato e farcia azzardata ma la salsa è particolare e apprezzata.
Alla fine a lasciare il programma è il sommelier Antonio.
di Nicolò Canziani
credit foto Ufficio Stampa Sky
