“La funzione dell’arte è quella di solleticare lo spettatore, di metterlo nelle condizioni di porsi delle domande, di chiedersi se una cosa è giusta o sbagliata”. Daniela Ioia è un vulcano di energia, talento e simpatia, ma al contempo è anche molto empatica e capace di entrare in profondità nei ruoli che interpreta, a cominciare da Rosa Picariello, che impersona in Un posto al sole, in onda dal lunedì al venerdì alle 20,50 su Rai 3. Una donna resiliente, tosta, che affronta a testa alta le difficoltà della vita.
L’attrice è anche nel cast della serie “La Preside”, con la regia di Luca Miniero, dal 12 gennaio su Rai 1, liberamente ispirata alla storia vera della dirigente scolastica di Caivano Eugenia Carfora, nei panni di Giuliana ‘A Vesuviana, l’antagonista della Preside (Luisa Ranieri), madre di Nicola (Francesco Zenga) e moglie di un camorrista.
Tornerà inoltre in scena a teatro con “Mare di ruggine – La favola dell’Ilva” con testo e regia di Antimo Casertano, in cui un padre racconta al figlio una storia che attraversa cinque generazioni: quella della propria famiglia e dello stabilimento Ex Ilva di Bagnoli, simbolo della trasformazione industriale in Italia.

credit foto Giuseppe D’Anna /Fremantle
Daniela, in “Un Posto al Sole” interpreta Rosa Picariello, un personaggio che negli anni è cresciuto tantissimo e ha trovato un maggiore equilibrio anche a livello personale …
“Abbiamo conosciuto Rosa come una ragazza sola, un po’ arrabbiata, perché la sua vita non è mai stata semplice e continua a non esserlo, però al contempo ha sempre cercato di migliorarsi, si è iscritta alla scuola serale, ha cambiato la sua posizione sociale, infatti non è più circondata solo dalla sua famiglia, che proviene dal quartiere di Napoli centro, ma frequentando Palazzo Palladini ha anche una serie di nuovi amici, come la signora Giulia, Raffaele, che le hanno permesso di aprire un po’ la mente, di allargare i suoi orizzonti, così come l’incontro con Pino. E’ un personaggio che evolve alla velocità della luce. A volte faccio fatica a starle dietro, però è una donna fantastica”.
Nelle puntate che stanno andando in onda su Rai 3 vediamo Rosa disillusa, triste, perché pensava di aver ottenuto il lavoro come portiere di Palazzo Palladini e all’ultimo è sfumata questa opportunità dopo che Raffaele (Patrizio Rispo) ha deciso di non andare in pensione …
“Per un istante Rosa aveva raggiunto la felicità e ora sta vivendo una fase di delusione che non sarà facile affrontare, considerando le difficoltà economiche, ma anche lo sconforto dal punto di vista morale per questo ripensamento da parte di Raffaele che si era tanto speso per farle avere il posto di portiere. A Rosa è crollato il mondo addosso, però è una persona molto intelligente e quindi alla fine riuscirà a superare anche questa situazione”.
Anche perché adesso ha il supporto di Damiano (Luigi Miele), il grande amore della sua vita e padre di Manuel (Manuel D’Angelo), con cui è tornata a fare coppia …
“Esattamente, ha Damiano al suo fianco che cercherà di aiutarla e secondo me ne uscirà a testa alta”.

Daniele Ioia con Luigi Miele in “Un Posto al sole” – credit foto Giuseppe D’Anna /Fremantle
Qual è la caratteristica del suo personaggio che in questi anni ha più apprezzato?
“Apprezzo e un po’ invidio la libertà di Rosa. E’ una donna che pensa, dice e fa quello che vuole, senza peli sulla lingua. E’ libera di poter anche commettere degli errori perché essendo un personaggio inventato alla fine nessuno ne paga le conseguenze”.
Il concetto di libertà per lei che importanza ha?
“La libertà di poter essere, scrivere, fare, dire ciò che si desidera, di vivere la vita che si vuole, è importantissima, ancor di più in questi tempi. Non sempre purtroppo però è possibile”.
Rosa è un esempio di resilienza ma anche di rinascita, è un modello per tante donne …
“Rosa è una donna tosta, resiliente, è l’esempio che è possibile ottenere ciò che si desidera, dalla scalata sociale a trovare il tuo posto nel mondo, o riconquistare l’amore della tua vita. In una puntata ha detto a Damiano “se mi metto in testa di volere una cosa, lo sai, non mi arrendo fino a che non la ottengo”. E’ quindi una grande fonte di ispirazione”.
Nel 2026 Un posto al sole festeggia i suoi primi trenta anni, un traguardo speciale …
“E’ un anno molto importante. Abbiamo avuto anche l’onore e il privilegio per questa trentesima stagione di avere con noi sul set la grandissima Whoopi Goldberg. Posso anticiparvi che ci saranno delle sorprese bellissime”.
Una serie che continua ad essere amatissima da generazioni diverse di pubblico. E’ più un onore o una responsabilità sapere di essere seguiti da tantissime persone, non solo in Italia ma anche nel mondo?
“Entrambe le cose. Uno dei punti di forza di Un Posto al sole è di essere al passo coi tempi, infatti racconta la società che viviamo e quindi ne segue i cambiamenti e l’evoluzione. I personaggi crescono, alcuni ritornano, altri se ne vanno, altri ancora restano. Inoltre è una serie che tratta argomenti di carattere sociale ed è una grande responsabilità in quanto bisogna far passare i messaggi giusti, raccontare le emozioni e le storie in cui tanta gente si rispecchia. Al contempo è un onore perchè Un Posto al sole è partito come un esperimento e si è poi rivelato una grande vittoria essendo la serie italiana più longeva di sempre”.

Daniela Ioia nella serie “La Preside”
A proposito di storie e messaggi importanti, nella serie “La Preside” interpreta il ruolo di Giuliana ‘A Vesuviana …
“E’ l’antagonista della Preside e rappresenta gli ostacoli che lei incontra per poter realizzare la sua missione. Giuliana ed Eugenia sono due facce della stessa medaglia, sono due donne forti che si fanno rispettare a modo loro nella società e nell’ambiente in cui vivono. La Preside è riconosciuta come parte giusta proprio perchè esiste il suo contraltare, Giuliana, che la ostacola e quindi la sprona ancora di più a lottare”.
Come è stato entrare nei panni di questo personaggio e recitare con Luisa Ranieri?
“Interpretare una cattiva è sempre divertente, anche perché ti dà la possibilità di giocare su corde che magari con altri personaggi devi tenere a bada. Recitare con Luisa Ranieri è stato bellissimo, è un portento e non è facile tenerle testa (sorride). Penso che un attore non debba mai giudicare il proprio personaggio, lo deve vivere e accompagnare nel suo percorso. Nessuno nasce cattivo, nemmeno Giuliana, semplicemente a volte non hai la possibilità di scegliere e ti sembra che quella strada sia l’unica percorribile per il posto in cui sei nata, per l’educazione che hai ricevuto, per il mondo che ti circonda. Pertanto ti ritrovi in situazioni che magari non avresti voluto. Anche in quel caso è possibile trarre un insegnamento”.
Quanto la scuola può essere fondamentale per cambiare la mentalità delle persone, soprattutto dei giovani, ma anche delle loro famiglie?
“E’ un’istituzione fondamentale. La famiglia è la prima comunità con la quale abbiamo a che fare, però è la scuola che ti insegna a stare al mondo, perché è lì che ti interfacci con persone che non appartengono al tuo nucleo famigliare, che sono totalmente diverse da te, che hanno ambizioni, condizioni sociali differenti dalle tue, quindi impari a confrontarti con l’altro, a rispettarlo, ad avere empatia, a sviluppare anche la compassione, a condividere il tuo spazio. La scuola per me è alla base della vita. Una società senza scuola è destinata a fallire”.
All’inizio della prima puntata de La Preside c’è una frase di Eugenia Carfora “non c’è tempo da perdere, se io perdo un minuto ho perso un ragazzo”. Che cosa l’ha più colpita di questa storia e di questa donna coraggiosa?
“Mi ha colpito la sua missione. Io penso che ognuno di noi inconsciamente nasca con una vocazione. Eugenia Carfora ha capito quale fosse il suo scopo nella vita e quando questo avviene non c’è nulla che ti fermi. E’ una grande donna, è pazzesca, è rivoluzionaria. E’ stato bello prendere parte a questo progetto. Eugenia, un po’ come Rosa, è la dimostrazione che se vuoi puoi cambiare le cose. A Caivano sicuramente è più difficile, ma non è impossibile, non bisogna porsi dei limiti. Anche quello della Preside è un forte messaggio di speranza e di libertà”.
Come diceva prima, è importante che attraverso l’arte nelle sue varie forme possano pervenire dei messaggi che facciano riflettere gli spettatori …
“La funzione dell’arte è quella di solleticare lo spettatore, di metterlo nelle condizioni di porsi delle domande, di chiedersi se una cosa è giusta o sbagliata. Quando ho recitato in Gomorra, ad esempio, tante persone mi dicevano che non era un esempio positivo per i ragazzi. Certo, i personaggi di Gomorra sono dei malviventi, si racconta la vita di questa gente, però se non ti fermi all’aspetto superficiale delle cose ti accorgi che anche quella serie sta mandando un messaggio, ossia che chi decide di seguire la strada della criminalità alla fine muore o va in carcere, non ci sono alternative. Le serie tv non devono insegnare qualcosa ma se riescono a invogliare lo spettatore a pensare, a farsi domande, ad approfondire un determinato argomento, è già una vittoria”.
A proposito di far riflettere e porsi domande, a teatro è tra i protagonisti di “Mare di Ruggine”, uno spettacolo molto bello ed emozionante, con la regia di Antimo Casertano, incentrato sul valore del lavoro e anche sulla memoria …
“Mare di Ruggine è proprio l’esempio di tutto quello che abbiamo detto fino ad ora, è uno spettacolo che attraverso la memoria, gli sbagli passati, la storia di una fetta del nostro paese fa riflettere sul mondo che abbiamo creato. Ci ricorda l’importanza di guardare indietro per vedere che cosa siamo oggi e soprattutto gettare le basi per un futuro migliore. Lo spettatore esce da teatro con una marea di emozioni perché Mare di ruggine ti scuote, sotto tutti i punti di vista, ti fa arrabbiare, ti fa sorridere amaramente, ti fa commuovere. E’ uno spettacolo che ti cambia e lo dico da spettatrice, non perchè ne faccio parte o perchè l’autore e regista è Antimo Casertano, che è anche il mio compagno”.
Proseguirete la tournée in questo nuovo anno?
“Faremo delle repliche di Mare di Ruggine al di fuori della Campania e poi dovremmo ritornare a Napoli a settembre, però non sono ancora state ufficializzate le date. Sicuramente la tournée proseguirà anche nella prossima stagione in altre città italiane”.
Com’è stato lavorare con il suo compagno Antimo non solo a teatro, ma anche in Un posto al sole dove interpreta Pino?
“A teatro siamo abituati a lavorare insieme, però recitare davanti alla macchina da presa è stato un po’ strano. Alla fine ci siamo divertiti ed è stato bello condividere il set di Un Posto al sole”.

credit foto Giuseppe D’Anna /Fremantle
Cosa si augura per il 2026?
“Mi auguro di continuare a fare il lavoro che amo, che ho scelto tanti anni fa, che ho voluto con tutta me stessa, e di raccontare storie interessanti. Mi piacerebbe fare un bel film, magari anche un’esperienza all’estero. A livello personale penso che la cosa più importante sia la salute, per me e per la mia famiglia. E ovviamente vorrei interpretare ancora per tanto tempo Rosa, che è ormai una sorta di sorellina”.
Qual è stato il momento in cui è scoccata quella scintilla che le ha fatto scegliere il mestiere di attrice?
“Non saprei dire il momento preciso, ho sentito crescere piano piano dentro di me il desiderio di raccontare delle storie in cui potessi ritrovarmi per poi donarle al pubblico, di mettermi a disposizione del personaggio. E’ una sorta di missione, è il mio modo di dare un contributo al mondo”.
di Francesca Monti
credit foto copertina Giuseppe D’Anna /Fremantle
Si ringrazia Stefania Lupi
