Federica Brignone alla vigilia del ritorno in Coppa del Mondo nel gigante di Kronplatz dopo l’infortunio: “Voglio testare mente, corpo e gamba, per me è già una vittoria essere qui”

“Ho uno stile di vita e dei valori che non sono così conservativi, cioè preferisco vivere, provare e magari fallire piuttosto che non vivere e non agire per paura di non farcela”. Federica Brignone ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del suo ritorno in gara in Coppa del Mondo di sci alpino nel gigante di Kronplatz, 292 giorni dopo il terribile infortunio in Val di Fassa e le due operazioni in seguito alla frattura pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra.

“La pista di Kronplatz mi è sempre piaciuta, quindi non c’è posto migliore per tornare in gara. Sono qui per testare mente, corpo e gamba ed è già un successo. Mi sono allenata a Cortina e a Dobbiaco. Ho solo dieci giorni di allenamento tra i pali. In Val di Fassa ho lavorato sulla velocità”, ha esordito la campionessa azzzurra che è anche portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Brignone ha raccontato i vari step che l’hanno portata al ritorno in pista e le sensazioni che sta provando: “A dicembre ho rimesso gli sci da turismo però è un altro conto fare l’atleta. Quando ho messo ai piedi gli sci da gigante all’inizio è stato un disastro ma dopo un paio di settimane ho visto la luce. E’ stata veramente tosta. Da quando ho avuto l’infortunio non c’è stata una giornata in cui non ho provato dolore. Il gigante è una disciplina molto fisica ed è tra le più intense. Ogni stagione è diversa, c’è un bel livello quest’anno ma guardando le gare da casa non ho visto niente di così speciale. Farsi male non è bello ma fa parte di questo sport che è pericoloso e bisogna anche saperlo accettare quando succede. La cosa più difficile per me è stata non avere la certezza neanche di tornare a fare una vita normale, quindi la parte legata allo sci era ed è attualmente in secondo piano”.

Federica ha raccontato che molte volte ha pensato di non farcela: “Tutti i giorni c’è stato un istante in cui mi sono detta “non ce la faccio”, quando mi hanno operato la seconda volta e poi quando ho messo gli sci da gigante sono stati i momenti più difficili. Il pensiero positivo è che domani riaprirò il cancelletto di Coppa del Mondo. Certo, ho paura che qualcosa non possa funzionare all’interno della mia gamba o che non tenga nel modo giusto. Non scio con un tutore, ho solo dei tessuti che mi permettono di tenere in caldo il ginocchio. Se domani non dovessi sentirmi di sciare non ci sarà alcun problema perchè posso fermarmi. Ho lavorato tanto a livello mentale con la meditazione, perchè non si può dimenticare quello che è successo ma mi fido della mia tecnica, della mia presenza, del controllo che ho sugli sci perché so esattamente dove sono, cosa sto facendo e questo è oro, mi dà una grande fiducia. Se mi fossi fatta male dieci anni fa non sarei qui oggi, non avrei la stessa forza mentale. . Ne ho parlato con gli allenatori, con mio fratello ed è prevalsa questa mia volontà”.

Riguardo le aspettative per la gara di Kronplatz e per il resto della stagione Federica Brignone ha chiosato: “Torno in gara dopo tanto tempo e dopo l’incidente non avendo obiettivi di performance, ma voglio vedere come reagirà il mio fisico, la mia gamba. Dovrei quindi essere più tranquilla. Non sapevo nemmeno se sarei tornata a sciare e quindi penso di non dover dimostrare niente. Per me è già una vittoria. Sarò comunque emozionata ma è un’emozione diversa, nuova, rispetto ad esempio a Solden, quando la notte prima non dormo per l’agitazione dell’esordio. Nessun atleta può dire che parteciperà ai Giochi Olimpici finchè non mette i bastoncini fuori dal cancelletto di partenza, obiettivamente può succedere di tutto. Andremo avanti settimana dopo settimana, tornerò ad allenarmi a Cortina e poi se starò bene e me la sentirò vorrei fare altre gare prima eventualmente dei Giochi”.

di Francesca Monti

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