Sanremo 2026 – Intervista con Mazzariello, in gara tra le Nuove Proposte con il brano “Manifestazione d’amore”: “Le radici sono fondamentali per me”

“Venivo da un periodo in cui il lavoro mi stava completamente assorbendo e piano piano era come se mi fossi dimenticato delle persone e delle cose veramente importanti”. Mazzariello ha conquistato la giuria ad Area Sanremo e si è aggiudicato un posto tra le “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 2026 con “Manifestazione d’amore”, in cui il protagonista vive in una bolla tutta sua, costretto a correre e a performare seguendo i ritmi frenetici della città.

Tutto accade in fretta, e in una metropoli così grande sono solo i legami veri a dare colore al quotidiano. Ma c’è un momento preciso in cui tutto cambia: sfiorando la morte a un incrocio, realizza di non aver salutato la persona a lui più cara.

Antonio, quali sono le sensazioni e le emozioni che stai vivendo in vista del Festival di Sanremo?

“Sono tutte positivissime, c’è anche una buona dose di ansia, di tensione, che fa parte del gioco. Sono molto contento e mi sento fortunato per questa opportunità. Non vedo l’ora di salire sul palco”.

Riguardo il percorso di Area Sanremo che ti ha portato ad essere scelto tra le Nuove Proposte di Sanremo 2026, cosa ti ha lasciato?

“Area Sanremo è stata sicuramente una grande palestra per l’emotività e le emozioni in generale, perché ogni giorno veniva testata la nostra forza interiore dovendo attendere di sapere se avessimo passato il turno e questo è un acceleratore di consapevolezza. Sono molto felice del risultato finale e di aver incontrato amici, cantanti, cantautori. Il clima era sereno, a livello di regolamento c’è ovviamente la competizione ma tra di noi c’è stato supporto reciproco perchè ognuno portava la propria canzone e tutti eravamo sulla stessa barca”.

A Sanremo 2026 porterai in gara “Manifestazione d’Amore”, un brano in cui rifletti sul fatto che nella quotidianità tendiamo a correre e rischiamo di perdere quello che conta davvero. Com’è nata questa canzone?

“E’ nata causalmente. Quando vado in studio penso sempre di sapere l’argomento di cui vorrei parlare, poi però le canzoni sfociano in qualcos’altro e non me ne rendo nemmeno conto, così è successo per Manifestazione d’Amore. Venivo da un periodo in cui il lavoro mi stava completamente assorbendo e piano piano era come se mi fossi dimenticato delle persone e delle cose veramente importanti, come la mia famiglia, i miei amici, mi rendevo proprio conto di non sentirli da un po’ di tempo, nonostante comunque abbiamo un rapporto bellissimo. Quindi sono rimasto un po’ “deluso” da me stesso, così ho scritto Manifestazione d’Amore con Francesco Pex e Gianmarco Manilardi e il testo parla proprio di ritornare alle proprie radici, alle proprie origini, ai luoghi in cui si sta bene, ma anche di passare il tempo con le persone care, perchè spesso ci identifichiamo troppo con il nostro lavoro”.

Quanto sono importanti per te le radici?

“Sono tutto, sono veramente l’unica cosa che conta, anche al di là della musica, perché credo che, mai come in questo periodo, siamo proprio i legami che creiamo e quindi è nostro dovere e diritto portarli avanti. Ovviamente ci sono anche rapporti che si spezzano a un certo punto e nessuno può fare niente”.

Cosa ci racconti riguardo il video che accompagna “Manifestazione d’amore”?

“Il video è stato diretto da Massimo Scarabaggio che è un amico e un regista molto forte e abbiamo deciso di lavorare lasciando parlare il pezzo e mettendo in risalto il fatto che mi piace suonare, che adoro il mondo live. Abbiamo così voluto ricreare l’ambiente dove nascono le mie canzoni, quindi c’è questo sfondo bianco molto minimal e si dà importanza agli strumenti. Abbiamo lavorato più sull’estetica in tal senso per fare in modo che l’attenzione rimanga sul pezzo”.

Sulla cover del singolo sei raffigurato sdraiato su una bandierina con le palline e le mazze da golf, come mai questa scelta?

“Anche in questo caso abbiamo lavorato in primis sull’estetica e sui colori. Inoltre ci piaceva l’idea del campetto da minigolf dove le palline rappresentano i vari tentativi che fa ognuno di noi, specialmente nel mondo del lavoro. Il fatto che poi io sia steso su una bandierina sta ad indicare di aver raggiunto una situazione di maggiore tranquillità dopo tanti sforzi”.

La canzone “Pubblicità Progresso” è stata inserita nella colonna sonora della serie Netflix “Summertime 3”, ti piacerebbe in futuro poter scrivere qualcosa per il cinema?

“Mi piacerebbe tantissimo. Il mio sogno sarebbe scrivere un brano per un film di Paolo Sorrentino o per qualche fiction italiana. Quando mi è arrivato il messaggio con cui mi comunicavano che Pubblicità Progresso era stata scelta per “Summertime 3″ ero al settimo cielo. Mi sembrava incredibile che una canzone nata in cameretta fosse stata inserita nella colonna sonora di una serie così importante”.

Quali saranno gli step post Sanremo?

“Ho pronte altre canzoni che non vedo l’ora di far ascoltare e stiamo dando forma al tutto. Dopo Sanremo mi auguro soprattutto di fare tanti live perchè è la dimensione che preferisco e mi piace stare a contatto con le persone, col pubblico, parlare, cantare”.

C’è una canzone tra tutte quelle che hanno preso parte alle passate edizioni del Festival di Sanremo a cui sei più legato?

“Ce ne sono varie, però la prima che mi viene in mente è L’albero delle noci di Brunori Sas, sia per una questione di percorso sia perchè stimo tanto questo artista e vederlo cantare sul palco dell’Ariston è stato bellissimo”.

di Francesca Monti

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