“Dichiaro ufficialmente aperta la XXV edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina”. Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato il via alle Olimpiadi 2026, le prime nella storia diffuse in due città.
La cerimonia di apertura, ideata dal direttore artistico Marco Balich, con un cast di oltre 1.300 persone, tra professionisti e volontari, provenienti da 27 Paesi, ha trasformato lo Stadio San Siro di Milano in un caleidoscopio di colori, storia, cultura e magia, avente come tema l’Armonia.
Davanti a circa 62mila spettatori e ad una cinquantina di capi di Stato, lo show è iniziato con il primo segmento che ha visto i perfomer danzare tra arte e tecnologia, e Matilda De Angelis dirigere tre grandi compositori italiani, Verdi, Puccini e Rossini, con tre enormi tubetti di tempera con i colori primari, giallo, blu e rosso, sospesi in aria, che si sono riversati sui ballerini ad omaggiare l’arte italiana.
A seguire, c’è stato un tributo all’indimenticabile Raffaella Carrà con A far l’amore comincia tu, con il pubblico che ha iniziato a ballare sugli spalti.
E’ arrivato poi uno dei momenti più attesi: l’esibizione della popstar Mariah Carey, che, avvolta in un elegante vestito bianco e argento, con piume e paillettes, ha cantato in italiano “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno e a seguire “Nothing is impossible”, canzone che rispecchia al meglio l’impegno e la perseveranza degli sportivi.
Il secondo omaggio della serata è stato riservato al re della moda Giorgio Armani, che ha realizzato le divise ufficiali del team Italia. Vittoria Ceretti ha portato sul palco il tricolore che è stato issato sulle note dell’Inno d’italia, cantato da Laura Pausini, insieme al coro di montagna a Cortina.
Ad introdurre l’arrivo allo stadio delle istituzioni è stato uno dei momenti più iconici della cerimonia: un video con il Presidente Mattarella a bordo di un tram storico milanese, il numero 26, come l’anno di questa edizione dei Giochi, che è arrivato a San Siro condotto da Valentino Rossi. Il capo dello Stato era seduto come un comune cittadino, tra bambini, orchestrali della Scala e atleti.
A seguire Pierfrancesco Favino ha recitato “L’infinito” di Giacomo Leopardi e con un gioco di luci si sono alzati verso il cielo i cinque cerchi olimpici dorati tra decine di migliaia di luci blu.
E’ cominciata quindi la sfilata delle delegazioni dei Paesi partecipanti, in contemporanea a Milano e a Cortina d’Ampezzo. La prima Nazione ad entrare nello stadio è stata la Grecia. Il pubblico ha salutato con grandi applausi gli atleti ucraini. L’ultima a sfilare è stata l’Italia (146 atleti) con Arianna Fontana e Federico Pellegrino alfieri a Milano, Federica Brignone e Amos Mosaner portabandiera a Cortina, accolti da un tripudio di cori e luci.

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“Mamma mia, che figata! Ho perso il senso dell’orientamento appena siamo entrati dentro lo stadio, è stato proprio bello, non mi aspettavo una cosa così forte. Sono senza parole!”, ha detto Pellegrino.
“È stato emozionante. Prima dell’ingresso Chicco (Pellegrino, ndr) mi ha abbracciato e abbiamo cantato tutti insieme. I nostri compagni di squadra ci hanno dato la carica. Poi entrare a San Siro e sentire il boato della gente è stato qualcosa di unico e indimenticabile”, ha dichiarato Arianna Fontana.
“È stata una grande figata sventolare il tricolore in alto insieme a Federica, è stato magnifico e indimenticabile. L’ho caricata sulle spalle nei primi metri ed è stato stupendo. È stata una giornata fantastica che resterà per sempre nel mio cuore”, ha affermato Mosaner.
“È stata un’emozione fortissima. Ad Amos ho detto: ce la fai a portarmi, sono pesante? È stata una delle emozioni più forti che ho provato fuori dalle competizioni. Non mi ero immaginata il momento, volevo solo viverlo senza avere troppe aspettative”, ha concluso Federica Brignone.
Il segmento successivo, “Viaggio nel tempo”, con protagonista l’attrice Sabrina Impacciatore, ha ripercorso oltre un secolo di Giochi Olimpici Invernali, quindi Brenda Lodigiani ha presentato un tutorial con i gesti italiani più famosi.
Ha preso poi la parola il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò: “Siamo pronti nuovamente a fare la storia. Nelle prossime settimane assisteremo ad un’edizione pionieristica dei Giochi su un territorio molto vasto. La bellezza italiana non appartiene solamente a noi, ma ci è stata consegnata dalla storia ed è una responsabilità. La tradizione non è il culto delle ceneri ma la conservazione del fuoco”.
A seguire c’è stato l’intervento della Presidente del CIO, Kirsty Coventry che da nuotatrice ha vinto due ori olimpici nei 200 metri dorso: “So cosa si prova in questo momento, quel mix di eccitazione e nervosismo. Tutta la vostra vita di duro lavoro, sveglie mattutine, lunghe giornate, sacrifici e battute d’arresto porta ai Giochi. Conosco quella sensazione, quando ti rendi conto che ce l’hai fatta. Nelle prossime due settimane ci regalerete qualcosa di davvero speciale. Ci mostrerete cosa significa essere umani, sognare, superare gli ostacoli, rispettarsi a vicenda, prendersi cura gli uni degli altri. Ci dimostrerete che la forza non è solo vincere, ma anche coraggio, empatia e cuore. Questo è il motivo per cui tutti amiamo i Giochi. Perché attraverso di voi vediamo il meglio di noi stessi. Ci ricordate che possiamo essere coraggiosi, che possiamo essere gentili, che possiamo rialzarci non importa quanto duramente cadiamo. Voglio usare una parola della mia terra, l’Africa: ubuntu, che significa io sono perché noi siamo. Questo rafforza il messaggio che insieme siamo più forti e che ci eleviamo quando ci sosteniamo a vicenda. Che questi Giochi siano una celebrazione di ciò che ci unisce e di tutto ciò che ci rende umani, ispirandoci tutti a essere il meglio che possiamo essere, insieme”.
Dalla tribuna d’onore di San Siro, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha dichiarato ufficialmente aperti i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
A seguire Andrea Bocelli con Nessun dorma ha dato il via da San Siro all’ultimo viaggio della Fiamma Olimpica, mentre a Cortina Stefania Constantini e Dominik Fischnaller hanno preso parte al Giuramento Olimpico.
Il sacro fuoco è passato dalle mani delle pallavoliste campionesse olimpiche e mondiali in carica, la capitana Anna Danesi, Paola Egonu e Carlotta Cambi a quelle dei colleghi della Nazionale maschile, anche loro campioni iridati, il capitano Simone Giannelli, Simone Anzani e Luca Porro. Poi è stato il turno a Milano della fondista pluricampionessa olimpica Manuela Di Centa e della slittinista d’oro dell’edizione di Lillehammer 1994, Gerda Weissensteiner, quindi è stata òa volta di Enrico Fabris, vincitore di due ori nel pattinaggio di velocità a Torino 2006, con Gustav Thoeni, olimpionico nello sci alpino, protagonista a Cortina. Per la prima volta nella storia, due Bracieri sono stati accesi simultaneamente: uno all’Arco della Pace e l’altro in Piazza Angelo Dibona, a Cortina: i tre volte campioni olimpici di sci alpino Alberto Tomba e Deborah Compagnoni all’Arco della Pace a Milano e l’oro di PyeongChang 2018, alla sua terza Olimpiade con i colori azzurri, Sofia Goggia nella località ampezzana.
A San Siro, l’esecuzione è affidata a un pianoforte solista Lang Lang, alla voce di Cecilia Bartoli e al Coro di Voci Bianche dell’Accademia del Teatro alla Scala.

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A Milano, la Bandiera olimpica è stata accompagnata da Tadatoshi Akiba, Rebeca Andrade, Maryam Bukar Hassan, Nicolò Govoni, Filippo Grandi, Eliud Kipchoge, Cindy Ngamba, Pita Taufatofua. A Cortina è stata affidata a Franco Nones e Martina Valcepina.
L’inno Olimpico è stato eseguito dal pianista Lang Lang, accompagnato dalla cantante Cecilia Bartoli e dal Coro dei Bambini del Teatro alla Scala di Milano.
All’Arco della Pace Samantha Cristoforetti è stata protagonista, accompagnata dalla piccola Gaia Giraldi, di un omaggio allo Spazio e a Margherita Hack.
A San Siro è arrivato poi Ghali che ha intonato la poesia di Gianni Rodari Promemoria, con i ballerini che hanno formato sul palco una colomba, simbolo di pace, e l’attrice e ambasciatrice di pace delle Nazioni Unite Charlize Theron che ha letto le parole di Nelson Mandela.
I fuochi d’artificio hanno concluso questa emozionante e indimenticabile serata, sottolineando quanto talento e quanta bellezza sono presenti nel nostro Paese, anche se a volte ce ne dimentichiamo.
di Francesca Monti
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