La quarta serata del Festival di Sanremo 2026, condotta da Carlo Conti e Laura Pausini, affiancati da Bianca Balti e a sorpresa da Alessandro Siani, si è aperta all’esterno, con la popstar di Solarolo che, con maschera brillantata e guanti fucsia ha intonato Immensamente di Umberto Tozzi, Io canto di Riccardo Cocciante e Ritorno ad amare di Biagio Antonacci, che fanno parte del suo nuovo album Io canto 2, facendo poi il suo ingresso nel Teatro Ariston. “Ognuno di noi ha il diritto di essere ascoltato, di essere libero, di essere rispettato”, ha detto la Pausini.

E’ quindi partita la gara che ha visto i 30 Big in gara duettare con ospiti in cover di grandi successi della musica italiana e internazionale.
Elettra Lamborghini con Las Ketchup in “Aserejé”: divertenti, fanno ballare tutto l’Ariston.
Eddie Brock con Fabrizio Moro in “Portami via”: un’interpretazione sentita e intensa.
Mara Sattei con Mecna in “L’ultimo bacio”: una versione contemporanea e raffinata della canzone di Carmen Consoli arricchita con il rap di Mecna.
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko in “Ti lascio una canzone”: un omaggio raffinato ed elegante alla grande Ornella Vanoni.
Levante con Gaia in “I maschi”: grinta e sensualità. Con bacio finale (censurato dalla tv).
Malika Ayane con Claudio Santamaria in “Mi sei scoppiato dentro il cuore”: una versione elegante, in chiave jazz, di una delle canzoni più belle di Mina.
Bambole di Pezza con Cristina D’Avena in “Occhi di gatto”: incendiano l’Ariston con la sigla del celebre cartone animato in versione rock-punk. L’incastro con Whola Lotta Love dei Led Zeppelin è sbalorditivo.
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso in “Su di noi”: un messaggio contro la guerra unendo le barre di Dargen a Su di noi e al Disertore, con le parole di Papa Francesco nel finale. Innovativo.
Tommaso Paradiso con Stadio in “L’ultima luna”: un gradevolissimo omaggio a Lucio Dalla.
Michele Bravi con Fiorella Mannoia in “Domani è un altro giorno”: un’intesa artistica perfetta per un elegante ricordo di Ornella Vanoni.
Tredici Pietro con Gianni Morandi, Galeffi, Fudasca & Band in “Vita”: un emozionante duetto padre e figlio in omaggio a Lucio Dalla.
Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas in “Il mondo”: una perfetta unione tra le vocalità con un’interpretazione molto fine.
Fulminacci con Francesca Fagnani in “Parole Parole”: ironia e talento, i due artisti invertono i ruoli, così Fulminacci veste i panni di Mina, la Fagnani quelli di Alberto Lupo. E risultano simpatici e credibili.
LDA & AKA 7Even con Tullio De Piscopo in “Andamento lento”: energia pura e storia della musica sul palco dell’Ariston.
Raf con The Kolors in “The riddle”: una versione originale del brano di Nik Kershaw.
J-Ax con Ligera County Fam in “E la vita, la vita”: allegria e una vena di nostalgia in questo omaggio a Cochi e Renato e a Milano con J-Ax, Ale, Franz, Paolo Rossi, Paolo Jannacci, Cochi. Al termine il ricordo delle vittime del tragico incidente del tram avvenuto nel pomeriggio.
Ditonellapiaga con TonyPitony in “The lady is a tramp”: spumeggianti. Uno show ironico, teatrale, travolgente con inserti di Baciami piccina.
Enrico Nigiotti con Alfa in “En e Xanax”: una versione intensa e sincera del capolavoro di Samuele Bersani.
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia in “Besame Mucho”: una performance strepitosa.
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi in “Hit the Road Jack”: un trio jazz inedito e frizzante.
Francesco Renga con Giusy Ferreri in “Ragazzo solo, ragazza sola”: una versione particolare e interessante del brano di David Bowie eseguito in italiano su testo di Mogol.
Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma in “Quello che le donne non dicono”: semplicemente una magia. Standing ovation del pubblico.
Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci in “Baila Morena”: scatenati sulle note della hit di Zucchero rivisitata con un sound latineggiante.
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo in “Cinque giorni”: una canzone sempre emozionante.
Fedez & Masini con Stjepan Hauser in “Meravigliosa Creatura”: un inno alla bellezza della vita.
Ermal Meta con Dardust in “Golden Hour”: Grazia nel canto e un arrangiamento perfetto tra orchestra ed elettronica.
Nayt con Joan Thiele in “La canzone dell’amore perduto”: eleganti e delicati.
Luchè con Gianluca Grignani “Falco a metà”: energia allo stato puro.
Chiello con il maestro Saverio Cigarini in “Mi sono innamorato di te”: un omaggio rispettoso a Luigi Tenco.
Leo Gassmann con Aiello in “Era già tutto previsto”: interpretazione sentita e appassionata.

Ospiti della serata il Professor Vincenzo Schettini e Caterina Caselli che ha ricevuto il Premio alla Carriera: “Sono stata fortunata nella mia vita, ho avuto incontri importanti che mi hanno aiutato in questo percorso. Nessuno Mi Può Giudicare ancora oggi contiene un messaggio importante, rivendica la libertà di giudizio. A tutti i ragazzi e le ragazze: sentitevi liberi dal giudizio”. Sul palco di Piazza Colombo si è esibito Francesco Gabbani mentre sulla nave Max Pezzali.
Carlo Conti, Laura Pausini, Bianca Balti hanno annunciato che la serata cover viene vinta da Ditonellapiaga con TonyPitony.
Questa la classifica dalla posizione 2 alla numero 10:
2. Sayf con Alex Britti e Mario Biondi
3. Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma
4. Bambole di pezza con Cristina D’Avena
5.Tredici Pietro con Gianni Morandi, Galeffi, Fudasca & Band
6. Sal da Vinci e Michele Zarrillo
7. LDA e Aka 7Even con Tullio De Piscopo
8. Nayt con Joan Thiele
9. Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso
10. Luchè e Grignani
di Francesca Monti
