Dal futuro arriva a Milano il MUPA, il museo che racconta la società patriarcale dei nostri giorni. Una cabina elettorale che in ricordo degli 80 anni del diritto di voto propone una scheda sull’abolizione del patriarcato, un armadietto sportivo ricoperto di insulti sessisti simbolo degli spogliatoi più tossici, diorami con scene di vita quotidiana domestica e sui mezzi pubblici che riproducono disuguaglianze di genere e asimmetrie di potere. Così raccontano la nostra società, la nostra vita relazionale fino ai media alcune delle opere del Museo del Patriarcato, aperto oggi da ActionAid insieme alle Bambole di Pezza – ambasciatrici di un percorso che rompe gli schemi – e al Comune di Milano negli spazi della Fabbrica del Vapore. A dare il via al programma di eventi è Rachele Bastreghi, cantante e voce femminile dei Baustelle, con un set musicale di sue canzoni in un’inedita veste acustica.
Le Bambole di Pezza, le cinque componenti del gruppo rock milanese al ritorno da Sanremo spiegano che “Il patriarcato non è un concetto astratto: è qualcosa che attraversa la vita quotidiana, nei commenti, negli spazi che ti fanno sentire fuori posto, nelle aspettative su come dovresti essere. L’idea di raccontarlo dentro un museo del futuro ci colpisce perché costringe a guardarlo per quello che è: un sistema di potere che ha prodotto disuguaglianze e violenza e che deve essere superato. Per noi la musica è sempre stata anche questo: uno spazio libero, dove nessuno deve chiedere il permesso di esistere, di esprimersi o di fare rumore. Se un giorno il patriarcato finirà davvero in un museo, vorrà dire che quel cambiamento culturale sarà finalmente diventato realtà”.

Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale di ActionAid Italia sottolinea che “La Giornata internazionale delle donne un giorno diventerà il lontano ricordo di un’Italia segnata dalle diseguaglianze di genere. Quella del 2026, che raccontiamo con ventisette opere in mostra tra cimeli, reperti, installazioni interattive che ci guidano alla scoperta delle “vecchie abitudini del passato”. Se ancora oggi un uomo su tre considera lo sport maschile più prestigioso e una donna su due dichiara di aver avuto paura di frequentare strutture sportive, allora solo la prevenzione primaria come politica trasversale e strutturale può finalmente trasformare le cause culturali e sociali alla base della società patriarcale”.
Sono la paura, l’auto-esclusione, l’estraneità, il sessismo a caratterizzare l’esperienza sportiva delle donne in Italia. Così fotografano le percezioni della popolazione italiana i nuovi dati della ricerca “Perché non accada”, realizzata da ActionAid con l’Osservatorio di Pavia e 2B Research, che indaga quanto discriminazioni e stereotipi di genere caratterizzino anche lo sport, un ambito capace di influenzare immaginari collettivi, rappresentazioni mediatiche e modelli di comportamento. Leggi la Ricerca SPORT
Entrare nel MUPA significa immergersi in un viaggio spazio-temporale che conduce nel 2148 (anno in cui, secondo l’ultimo Global Gender Gap Report, sarà raggiunta in Europa l’uguaglianza di genere), in un futuro desiderabile dove il patriarcato è stato abbandonato da tutte e tutti.
Il MUPA sarà aperto dal 7 al 21 marzo, con l’unica eccezione di lunedì 9 marzo, giornata di chiusura per sostenere la partecipazione collettiva allo sciopero nazionale di Non Una di Meno. Oltre all’esposizione, il programma propone talk, workshop, laboratori, lezioni e performance, un’area Kids con eventi dedicati, tutto in collaborazione con centri antiviolenza, reti e realtà femministe.
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