Intervista con Maria Grazia Cucinotta e Daiana Guspero, in scena con “Malena e il tango” al Teatro Manzoni di Milano: “La diversità è bellezza e nel tango ognuno deve essere se stesso”

“Malena è una donna immaginaria che viaggia, racconta, è libera, ironica, se ne frega di quello che la gente dice di lei”. Maria Grazia Cucinotta e Daiana Guspero sono le straordinarie protagoniste di “Malena e il tango”, in scena il 16 marzo al Teatro Manzoni di Milano con la regia di Marco Rampoldi.

In una milonga senza nome, di una città senza nome, in una terra agli antipodi della nostra, una donna, Malena, siede ai tavolini della pista da ballo. Aspetta. Un amore? Un compagno di ballo? Una scelta? Qualcuno che l’ascolti? Il prossimo tango? A farle compagnia una piccola orchestrina e le ombre della sua vita.
Malena è il piccolo personaggio tragico di una favola moderna: i suoi grandi occhi scuri si aprono spaesati su un mondo capovolto e un po’ stracciato e, piano piano, cominciano a dare ordine e colore. Racconta, canta e danza, di se stessa e del mondo da cui viene, non importa se ciò che sia una favola o sia la realtà, ricordi vissuti o solo fantasie; tassello dopo tassello, le sue parole danno vita a una storia ben più universale: quella del tango. Nel suo volteggiare tra le strade di Buenos Aires, Malena incontra musicisti e poeti, il ritmo delle chitarre e la melodia struggente del bandoneon, e balla, appoggiata alla spalla dei tanti compagni che popolano la pista della milonga o allo specchio con sé stessa, mentre, lenta, si prepara per uscire.

Maria Grazia Cucinotta dà voce e cuore a una storia che Daiana Guspero balla e respira. Un incontro fra due sensibilità, fra due modi di raccontare la passione, fra due ‘sud’ contrapposti eppure così simili. Le chitarre di GianVito Pulzone, e Oscar Bellomo e il bandoneon di Gino Zambelli riarrangiano e presentano le più famose melodie di una storia di vita e passione.

Maria Grazia e Daiana, il 16 marzo porterete in scena al Teatro Manzoni di Milano “Malena e il tango”, cosa potete raccontarci a riguardo?

Maria Grazia Cucinotta: “Nello spettacolo io parlo e Daiana balla, quindi non vi spaventate perché non sarò io a ballare (scherza), se non qualche piccolo passo. Daiana è il tango e danza in un modo talmente divino che certe volte la guardo e rimango incantata. Ha promesso che mi insegnerà a ballare. Io mi muovo come un tronco, però ci provo e voglio imparare”.

Daiana Guspero: “Malena siamo noi, questo personaggio rappresenta ogni donna. La protagonista si trova in una milonga ed è in attesa di un amore, di un ballerino, di raccontare qualcosa, di lasciare un messaggio”.

Maria Grazia Cucinotta: “E’ in attesa anche di essere scelta, ma soprattutto di scegliere, perché nel tango è sempre la donna che sceglie, e di essere libera, perché in questo ballo non ci sono pregiudizi, non c’è giudizio. Si ama, si ascolta, si raccontano i segreti che magari tu non racconteresti a nessuno. È qualcosa di unico, è un mondo speciale e una volta scoperto non ne puoi più fare a meno, perché permette di riscoprire te stessa e di scoprire che ognuno di noi può avere una passione, che non ha né età né tempo. Nel tango la passione dura per sempre”.

In “Malena e il tango” sono presenti tematiche sempre attuali, perché oltre all’amore c’è l’immigrazione ma anche la resilienza delle donne, la loro forza, la loro capacità di rialzarsi, reinventarsi, rinascere …

Daiana Guspero: “E’ proprio così. Malena è una donna immaginaria che viaggia, racconta, è libera”.

Maria Grazia Cucinotta: “Malena se ne frega di quello che la gente dice di lei, si fa scivolare addosso le parole. È molto ironica e autoironica, quando la criticano lei ci canta sopra, balla e non pensa a tutto il resto. Il tango è così, va al di là delle parole”.

Arrivate da due mondi artistici diversi, la recitazione e la danza, cosa vi ha regalato questo incontro?

Maria Grazia Cucinotta e Daiana Guspero:  “Non ci conoscevamo, ma appena ci siamo incontrate c’è stata subito una bella sinergia e siamo diventate amiche”.

Daiana, come definirebbe il tango?

“Io dico sempre che è il tango che sceglie te e non viceversa, è un ballo di socializzazione, che unisce, non ha frontiere, non ha un linguaggio o un idioma. Attraverso l’abbraccio o lo sguardo tu riesci a conoscere l’altro”.

Maria Grazia, qual è l’aspetto del tango che più la affascina?

“Lo sguardo, appoggiare la mano sulla spalla, toccarsi e non toccarsi, è la cosa più sensuale che tu possa provare. Il tango è fatto di attimi, di chimica, ti rivitalizza. Quando ho iniziato questo spettacolo ho chiamato le mie amiche e ho detto “ragazze, noi over 50 possiamo rinascere attraverso il tango”. Quando pensi che la passione sia morta, balla il tango e rinasce subito. Lo consiglierei come percorso per riscoprire la propria passione, la sensualità, per imparare che non bisogna vergognarsi di sedurre, di amare, di essere donna, perché è la cosa più bella del mondo. Ormai non siamo più abituati alla gentilezza, alla seduzione, si è un po’ confuso tutto. Bisogna invece riportare in auge questa seduzione perché comunque fa sempre piacere, se fatta in un modo educato. Nel tango è la donna che sceglie e l’uomo impara anche a sentirsi dire di no. Io per ora lo ballo con le parole, è la cosa che mi riesce meglio (sorride)”.

E’ importante far capire alle persone che il tango e il ballo non hanno età e che possono essere anche una sorta di “medicina” per alleviare le sofferenze della vita e sentirsi libere …

Maria Grazia Cucinotta: “Qualche giorno fa abbiamo finito di fare le prove e sono arrivate in milonga le persone che stanno imparando a ballare e avevano età molto diverse. Si sono preparate, hanno indossato le scarpe da ballo e si è subito creata un’atmosfera allegra, bellissima”.

Daiana Guspero: “Quando balli dimentichi tutto il resto, i problemi lavorativi e famigliari, vai in un’altra dimensione e diventi un’altra persona”.

Prima avete parlato del concetto di libertà, diritto che ancor oggi viene spesso negato. Cos’è per voi la libertà?

Maria Grazia Cucinotta: “La libertà è Malena ma anche l’intelligenza, è non invadere mai la vita degli altri. Siamo tutti pezzi unici e nessuno deve somigliarsi a tutti i costi. Questa è la grande libertà. E’ bello trovare delle similitudini ma solo attraverso l’amore, la passione che ti unisce. Se tutti fossimo uguali non ci sarebbe questo fermento. La diversità è bellezza e stimola anche la creatività, ti fa crescere. Ogni vita è importantissima ed è bello poter imparare ogni giorno dagli altri qualcosa di nuovo”.

Daiana Guspero: “Nel tango diciamo sempre che l’importante è che ognuno deve rispecchiare la sua personalità. Io devo essere me stessa. Non devo assomigliare nel ballo a un’altra coppia, devo raccontare chi sono io alla persona che mi sta abbracciando. Questo per me significa essere libera, ballare, lasciarsi andare e volare”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Manola Sansalone

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