Venerdì 10 aprile a mezzanotte su Rai 1 l’apertura di “Tv7”, il magazine del Tg1, è dedicata al fragile accordo annunciato da Trump: una tregua di 15 giorni, un accordo in 10 punti, un sospiro di sollievo per il mondo. Dopo parole apocalittiche, Donald Trump, che si era detto pronto a “cancellare la civiltà iraniana”, ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane con l’Iran, ottenuto attraverso la mediazione del Pakistan. Ma Israele ha riportato tutti alla drammatica realtà con un bombardamento sul Libano voluto da Netanyahu. In attesa dei negoziati di sabato a Islamabad, sono molte le domande. Tra queste: cosa ne sarà dei giovani iraniani, che certo non amano Trump e le bombe, ma speravano che la guerra portasse alla fine il regime islamico.
Si passa poi a Gaza, dove, a sei mesi dall’accordo di pace, manca tutto, dal cibo al gasolio. “Tv7” entra nel reparto pediatrico dell’Ospedale Nasser e con la ONG Soleterre documenta la condizione drammatica di neonati e minori. Intanto la rete della Global Sumud Flotilla si prepara a salpare per realizzare la seconda missione per portare aiuti a Gaza. A “Tv7” parla l’organizzatore Luca Poggi: “saremo oltre 2000 volontari provenienti da 80 nazioni, con più di 100 barche”.
Si torna in Italia per parlare di adolescenti armati che agiscono in maniera brutale. Uno degli ultimi casi a Perugia dove un diciassettenne aveva elaborato un piano per compiere una strage a scuola e uccidere i genitori. Inchiesta sul mondo violento e fragile degli adolescenti. Secondo l’ultimo rapporto Save The Children i casi di minorenni denunciati, o arrestati, per porto abusivo d’armi sono quasi triplicati nell’ultimo decennio. Alla base un odio sociale maturato nelle comunità on line dove le indagini della Polizia Postale riscontrano sempre più minori coinvolti in gruppi violenti.
Sempre restando ai più giovani, cresce anche in Italia il numero di ragazzi e ragazze che scelgono l’isolamento e il ritiro sociale volontario estremo. A “Tv7” viaggio nelle solitudini degli hikikomori, come vengono chiamati dal giapponese “stare in disparte”. Un fenomeno, drammatico, che porta i giovani, dai 14 ai 30 anni, soprattutto maschi, a chiudersi nella propria stanza per mesi o anni.
Intanto a Mosca non si possono usare motori di ricerca, impossibile fare videochiamate, pagamenti on line o usare il navigatore: i russi raccontano l’impatto dei blackout di internet mobile che diventano sempre più frequenti. Il segnale sparisce a singhiozzo, gli smartphone diventano improvvisamente inservibili e si torna indietro di trent’anni, s’impennano le vendite di walkie talkie, cercapersone e cartine stradali. Ma cosa ‘nascondono’ questi blackout? Il Cremlino si sta difendendo dai droni o sta pianificando di prendere il totale controllo di internet nel Paese? Intanto si allunga la lista delle app bandite e, mossa molto impopolare, le autorità stanno rallentando anche Telegram, l’app di messaggistica adorata dai russi e dai soldati al fronte.
Le guerre non colpiscono solo vite umane, ma anche pezzi di Storia, patrimoni dell’intera umanità. A 72 anni dalla firma della Convenzione dell’Aia sulla protezione dei Beni Culturali in caso di conflitto armato, il sogno di pace dell’Onu sembra essere al tramonto. Dall’inizio del nuovo millennio, ordigni di ogni genere hanno mandato in fumo testimonianze delle più antiche civiltà del pianeta in Afghanistan, Iraq e Siria. Le ferite più dure sono state inflitte dalla furia iconoclasta di al-Qaeda, prima, e dell’Isis poi: distrutti siti come Palmira, Aleppo o Nimrud e Hatra. Ora è il patrimonio culturale di Iran, Libano, Palestina, Israele, Gaza e Ucraina ad essere colpito. L’Unesco erige “Scudi blu” (il sistema di protezione dei siti dai rischi di guerra) in alcuni di questi Paesi, che sono sottoposti a continui monitoraggi satellitari. A “Tv7” l’appello del più grande egittologo vivente Zahi Hawass, la testimonianza dell’archeologa del Cnr Ida Oggiano e del Colonnello dei Carabinieri del TPC Giuseppe Marseglia, oggi tra i caschi blu della cultura Unesco.
Sicurezza nelle transazioni, convertendo i dati sensibili in un sostituto digitale, chiamato “token”. Le informazioni, aperte dalla digitalizzazione di dati, consentiranno di integrare finanza alternativa e blockchain per rendere ancora più trasparenti le operazioni finanziarie online. Per esempio, è possibile tokenizzare un atto di proprietà, uno strumento di pagamento, un’opera d’arte, una quota di partecipazione di un’azienda o un’obbligazione. E nonostante il Bitcoin sia crollato, il mondo del cripto continua ad andare avanti spedito, nella costruzione del suo ecosistema. A “Tv7” viaggio a El Salvador, dove la criptovaluta era diventata moneta ufficiale, e a Lugano, capitale europea delle monete digitali, dove anche gli hotel vengono venduti o affittati su blockchain.
Rinascere con il teatro. Il primo fu Eduardo De Filippo che finanziò, nei primi anni ’80, un laboratorio teatrale nel carcere minorile di Nisida. Un modello dove l’arte e la cultura vincono sulla disumanità e sulla recidiva rispetto ai reati. “Tv7” è entrato nel carcere di Volterra dove, 37 anni fa, Armando Punzo – regista teatrale – ha fondato la Compagnia della Fortezza. Un racconto sul percorso di ‘rinascita’ dei detenuti protagonisti degli spettacoli e di attori che ‘ce l’hanno fatta’, come Aniello Arena e Paul Cocian. Un progetto che ha permesso a tanti di riconfigurare il proprio futuro, grazie all’incontro con il teatro e la cultura.
In conclusione, dal “Tv7” del 1967 “Quattro bravi borghesi” sul ‘fenomeno Beatles’. Tre anni dopo, il 10 aprile del 1970, i Beatles si sarebbero sciolti. Fu la fine di un sogno e di un’epoca. Un’epopea pop che ha superato i confini del tempo e la cui magia continua ad esercitare un fascino irresistibile.
