Cinquantatré Paesi in cui Papa Francesco ha tracciato «una sorta di mappa della condizione dell’umanità». Così Gianfranco Rosi descrive l’itinerario di “In viaggio” che, a un anno dalla scomparsa del pontefice, Rai Cultura propone martedì alle 21.20 su Rai 5. Il film racconta i 37 viaggi di Bergoglio nei primi 9 anni del suo pontificato ed è, con le parole dell’autore, «il ritratto di un uomo che ci fa guardare oltre».
Un documentario «aperto, potenzialmente in divenire», perché nasce da un imponente lavoro di selezione e ricomposizione di immagini d’archivio. Rosi ha scelto, fra le oltre ottocento ore di girato che documentano le trasferte di Bergoglio, le sequenze da intrecciare con quelle girate da lui stesso. La narrazione affida alle immagini il compito di restituire la portata del racconto, la struttura è lineare: il Papa viene seguito nei suoi spostamenti, si osservano i luoghi, si ascoltano le sue parole.
«Chi ha pianto per queste persone?» chiede Francesco nel 2013 a Lampedusa. È il suo primo viaggio da Pontefice e davanti alla tragedia dei migranti denuncia la «globalizzazione dell’indifferenza». A Cuba e negli Stati Uniti condanna il mercato delle armi: «Denaro intriso di sangue», in Repubblica Centrafricana lancia l’appello: «Cristiani e musulmani siamo fratelli». Il film tocca le ferite del mondo contemporaneo: le carceri del Messico, il Cile segnato dalla crisi degli abusi, il Kenya e le Filippine tra povertà, emergenza climatica e migrazioni. E ancora gli Emirati Arabi («O costruiremo insieme l’avvenire o non ci sarà futuro») fino al Canada, dove Bergoglio chiede perdono ai popoli indigeni per le responsabilità dei cristiani nelle politiche di assimilazione culturale. Centrale, poi, il viaggio del 2021 in Iraq e Kurdistan, in un Medio Oriente ferito da guerre e persecuzioni, territori che Gianfranco Rosi aveva già raccontato in “Fuocoammare” e “Notturno”.
“In viaggio” conferma l’attenzione dell’autore per i confini e le vite sospese del presente. Nel 2013 il suo “Sacro Gra” è stato il primo documentario a vincere il Leone d’Oro a Venezia. Tra gli altri riconoscimenti, nel 2016 è arrivato l’Orso d’oro al Festival di Berlino per “Fuocoammare” e la candidatura all’Oscar.
