Nell’81° Anniversario della Liberazione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto: “Educare alla memoria significa formare cittadini consapevoli”

In occasione dell’81° anniversario della Liberazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

Accompagnato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo dello Stato ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato con Bandiera e banda, e ha deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto. Erano presenti le più alte cariche dello Stato, i Vertici militari e le autorità locali.

Al termine, il Presidente Mattarella ha lasciato Roma per proseguire le celebrazioni del 25 aprile a San Severino Marche, città che nel 2022 ha ricevutola medaglia d’oro al merito civile per il contributo alla lotta partigiana e per l’accoglienza agli sfollati durante la guerra.

In occasione dell’incontro al Quirinale con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, il Presidente della Repubblica ha ricordato che educare alla memoria significa formare cittadini consapevoli: “La lotta di Liberazione è stata una delle pagine fondanti della storia repubblicana. Essa segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia.

Quei valori, scolpiti nella nostra Costituzione, non sono soltanto il frutto di una stagione storica: costituiscono il fondamento dei valori della nostra convivenza civile e della presenza dell’Italia nel contesto internazionale. Una condizione ottenuta a caro prezzo, che ci richiama rigorosamente, ogni giorno, alla responsabilità di difenderla e rinnovarla. Il fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria – quale che ne sia la matrice ideologica o il preteso riferimento religioso che la ispiri – insieme al coraggio dimostrato da donne e uomini nel difendere la dignità della persona, costituisce un patrimonio morale di straordinario valore.

È da questo slancio delle coscienze, spesso maturato attraverso scelte personali difficili e dolorose, che nacque quella straordinaria stagione di impegno civile che rese la guerra di Liberazione decisiva per il destino dell’Italia. Nel contesto internazionale attuale, segnato – come è stato poc’anzi ricordato – da conflitti, tensioni e profonda instabilità, questo richiamo assume un significato ancora più intenso.

In molte, troppe parti del mondo, uomini, donne, bambini vivono contesti di guerra, spesso sotto il giogo di regimi autoritari, privati dei diritti fondamentali, della libertà di espressione, della possibilità di scegliere il proprio destino.

Sono scenari scandalosi, in cui la dignità umana viene calpestata, in cui la violenza di guerre ingiustificabili colpisce indiscriminatamente le popolazioni civili, in cui il diritto internazionale viene apertamente violato e il diritto umanitario disatteso. Le sofferenze di questi popoli colpiscono profondamente e ci ricordano quanto sia prezioso quel che abbiamo conquistato. Libertà e pace, infatti – è stato poc’anzi rammentato -, non sono elementi e dati acquisiti una volta per tutte. Sono beni resi fragili dalla dissennatezza e che richiedono consapevolezza e impegno. Si tratta di un patrimonio che deve essere custodito, fatto vivere, trasmesso alle giovani generazioni. Il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte è destinato, infatti, a seminare lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale. Il ruolo delle Associazioni che voi rappresentate assume, in questo contesto, un grande valore.

Custodi della memoria, siete testimoni di una storia che non è materia per archivi ma perennemente vivente. Il vostro impegno mantiene fecondo il legame tra passato e presente e offre ai giovani la possibilità di comprendere il significato autentico di espressioni come libertà e pace. E l’impegno e le sofferenze che sono state necessarie per ottenerle. Educare alla memoria significa formare cittadini consapevoli, capaci di rinnovare i valori che ispirano la nostra convivenza civile. Vuol dire promuovere una riflessione autentica sul significato dei diritti di cui godiamo, riconoscendo nella Costituzione non soltanto un insieme di norme fondamentali, ma la concreta espressione dei principi chiamati a orientare la nostra vita comune. Nel ricordare il sacrificio di quanti hanno combattuto per restituirci la libertà, ribadiamo l’impegno della Repubblica Italiana in favore della pace, del rispetto dei diritti umani, della costruzione di società nazionali e internazionali più giuste e solidali”.

credit foto Quirinale

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