“Questa ottava edizione è frutto di un percorso che ci ha portati a rimettere a fuoco la rotta, a ripensare alcune scelte e a tornare con ancora più convinzione all’essenza del progetto”. A luglio Porto Rubino, il viaggio musicale ideato e diretto dal cantautore Renzo Rubino, torna a solcare le coste della Puglia intrecciando musica, parole e visioni in un racconto itinerante che unisce terra e acqua, pubblico e artisti, riflessione, danza e canto. Ogni ospite porterà sul palco il proprio live, con un set completo pensato come un racconto autonomo e immersivo.
Si parte il 14 luglio da Taranto con Porto Rubino Pensa, una serata dedicata alle parole e al pensiero, con Angelica Bove, Carmen Consoli, Concita De Gregorio insieme a Erica Mou.
Il viaggio prosegue il 16 luglio a Savelletri con Porto Rubino Balla, la tappa più notturna e pulsante del festival, dove a far vibrare la costa saranno Acid Arab, Dardust, Frenetik e Jolly Mare, per una notte che unisce club culture e suggestioni mediterranee.
Gran finale il 18 luglio a Otranto con Porto Rubino Canta, la celebrazione della voce e della canzone: sul palco Ditonellapiaga, Nico Arezzo, Vale LP e Venerus. I biglietti saranno disponibili a partire da maggio su Vivaticket.
Abbiamo incontrato Renzo Rubino, che nel frattempo sta lavorando al nuovo disco che dovrebbe uscire nel 2027, all’Associazione Nazionale Marinai d’Italia a Milano, e abbiamo parlato delle novità dell’ottava edizione di Porto Rubino ma anche dei ricordi più belli legati al festival.
Renzo, nell’edizione 2026 di Porto Rubino, bellissimo festival da te ideato e organizzato, la musica sarà ancora più centrale perché ci saranno dei veri e propri concerti per ogni artista …
“In programma ci sono tre concerti diversi: il primo sarà intellettuale con Carmen Consoli, Angelica Bove, con l’intervento di Concita de Gregorio, ed Erica Mou, a Taranto il 14 luglio per Porto Rubino Pensa; il secondo sarà divertente e di sola musica elettronica, il 16 luglio a Savelletri, per Porto Rubino Balla, con Frenetik, Jolly Mare, Acid Arab e Dardust. La chiusurà sarà a Otranto il 18 luglio con Porto Rubino Canta, con al centro il cantautorato contemporaneo con Vale LP, Nico Arezzo, Venerus e Ditonellapiaga. Ci sarà più tempo per godersi i concerti, inizieremo al tramonto e andremo avanti fino a notte, vivendo poi quello che è il fulcro del festival, cioè l’esperienza di essere in un luogo magico come il porto, il mare, la Puglia”.

credit foto Ilenia Tesoro
Come si può riuscire ad essere sempre al passo con i tempi a livello artistico e musicale, seppur sperimentando e tenendo le radici ben salde al mare, alla Puglia, al tuo territorio?
“Restando fedeli alle proprie idee e a se stessi, ma continuando ad essere curiosi. La curiosità mi ha spinto a voler trovare nuove strade, nuovi luoghi in cui fare il festival, a sperimentare, anche con un po’ di tensione ma con coraggio. Per esempio la serata di Porto Rubino Balla è una novità assoluta”.
Hai raccontato di aver incontrato qualche difficoltà a livello organizzativo, perché l’arte spesso viene “contrastata” e non favorita?
“Quando l’arte viene contrastata e contestata è un fatto gravissimo, pericoloso, e bisogna parlarne. Con Porto Rubino ho avuto dei problemi organizzativi. Pur essendo il direttore artistico, mi sono state imposte anche delle scelte musicali e ovviamente questa è la cosa più lontana dall’arte che esista … Forse è figlia dei tempi che viviamo? Pertanto bisogna rimboccarsi le maniche, avere coraggio e continuare a portare avanti la propria idea senza paura”.

credit foto Ilenia Tesoro
Quanto è importante andare controcorrente oggi?
“Io so andare solo controcorrente, come le carpe. Mi piacerebbe seguire il flusso ma non lo so, fare anche se sarebbe più comodo”.
Quali sono le tre immagini che porti nel cuore delle precedenti sette edizioni di Porto Rubino?
“La prima immagine, per me molto emozionante, è quando ho cantato con Samuele Bersani e Brunori Sas a Tricase; la seconda quando per la prima volta è venuto al festival Vinicio Capossela, a Polignano a Mare, e ha cantato “Marinai, profeti e balene” in quel luogo perfetto per lui; la terza è quando con Diodato, Benjamin Clementine e Giuliano Sangiorgi abbiamo cantato “Caruso” a Campomarino”.

Come hai scelto l’immagine della locandina?
“In un momento in cui l’intelligenza artificiale è imperante, noi andiamo indietro nel tempo. L’immagine che vedete sulla locandina è un quadretto che ho acquistato anni fa in un mercatino. Non avevo ancora l’idea giusta per la grafica, ero a casa e ho visto questo dipinto. Mia moglie mi ha detto che era caduto per terra pochi giorni prima. Ho pensato che fosse un segno (sorride)”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Roberta Rifezzo
credit foto Ilenia Tesoro
