Intervista con la cantante Rebecca Mo: “La musica per me è libertà”

Dallo scorso 24 aprile è possibile ascoltare, sulle più importanti piattaforme di musica digitale il singolo “Blackout”, un brano moderno dalla melodia accattivante, interpretato da una cantante emergente, Rebecca Mo. Studentessa astigiana, iscritta alla classe seconda del liceo musicale, Rebecca è all’apparenza timida e riservata, ma chiacchierando con lei ci si rende conto di trovarsi di fronte ad una persona tenace, grintosa e determinata, che ha ben chiari gli obiettivi da inseguire nel prossimo futuro.

Arriva puntuale al luogo scelto per l’intervista, si siede e sorride. Dagli occhi traspare molta serenità. E stupore.

Come e quando ti sei avvicinata al canto?

“Ascolto canzoni sin da quando ero piccola – confida -, all’età di dodici anni ho iniziato a studiare musica in una scuola, ma la svolta è arrivata quando ho visto i Maneskin vincere l’Eurovision nel 2021: allora la mia passione è cresciuta enormemente ed il canto è entrato a far parte del mio quotidiano”.

Cosa rappresenta per te la musica?

“Libertà, una valvola di sfogo che mi allontana dal timore del giudizio degli altri e mi fa stare davvero bene”.

Quali sono i cantanti che preferisci e ai quali ti ispiri?

“Due i miei modelli: Fiorella Mannoia in Italia e Michael Jackson per quanto concerne la sfera internazionale. Di Jackson adoro le sue qualità interpretative, di Fiorella amo tanti brani, in particolare “In viaggio”.

Iniziamo a parlare di “Blackout”. Cosa racconta il testo?

“Blackout nasce nel 2024 e parla di un ragazzo indeciso, che si comporta mostrando atteggiamenti contrastanti. Cambia quotidianamente modo di porsi nei riguardi di chi è innamorata di lui, alternando manifestazioni di affetto a momenti di freddezza e distanza. Tutto questo genera confusione, un blackout, appunto. Ho scritto le parole in collaborazione con Stefano Corona, insegnante di canto allo IEM (scuola astigiana, ndr), mentre la musica è opera di Lorenzo Morra, altro insegnante dello IEM. Morra si è interessato anche dell’arrangiamento e della produzione del brano”.

Hai scritto altre canzoni in passato?

“No. Ogni tanto appuntavo qualche frase, ma non mi ero mai spinta cosi avanti. Non pensavo neppure che “Blackout” potesse essere pubblicato. Quando ho proposto il brano agli insegnanti, il mio intento era solo di fare qualcosa di diverso, ma il lavoro d’insieme ha portato alla realizzazione di un pezzo gradevole sul quale abbiamo deciso di puntare”.

Si prevede l’uscita di altri singoli o di un album?

“Per il momento no, ma mi sto sentendo con diverse persone inserite negli ambienti musicali. Una delle mie insegnanti mi ha proposto un bel testo, manca ancora la musica, vedremo!”.

C’è qualcuno che senti di voler ringraziare?

“Sicuramente la mia famiglia e la mia nonna Claudina. Poi tutti miei amici”.

L’intervista non può che terminare con la classica domanda: il sogno nel cassetto?

Rebecca sembra presa alla sprovvista, ma la sua esitazione dura poco più di un attimo.

“Voglio cantare in giro, farmi conoscere, tenere concerti e partecipare a programmi televisivi musicali”.

di Pasquale Ruotolo

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