Intervista con Francesco Branchetti: “La parola di San Francesco è essenziale e necessaria, soprattutto in questo periodo storico”

“Si darà grande spazio alla rievocazione della storia di Francesco ma soprattutto allo spirito e al valore profondo della sua parola, del suo messaggio”. Francesco Branchetti è regista e anche interprete principale, insieme a Lorenzo Flaherty e Barbara De Rossi, di “Francesco”, in scena il 12 luglio nel borgo lucano di San Fele (Pz).

Lo spettacolo si inserisce nell’ambito del progetto culturale “Francesco – Sulle vie del cuore”, che intreccia teatro, musica, cammini, formazione e inclusione.

La rassegna, patrocinata dal Ministero della Cultura e dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi, è prodotta dal Simposio delle Muse ETS in sinergia con il Comune di San Fele, e propone una rilettura contemporanea della figura del Santo come paradigma di fraternità, dialogo con gli ultimi e sostenibilità in senso ambientale, culturale, sociale e comunitario.

Francesco, il 12 luglio porterà in scena a San Fele lo spettacolo “Francesco” da lei diretto e di cui è protagonista nei panni di San Francesco, nell’ambito di “Francesco – Sulle vie del cuore”, che intreccia teatro, musica, cammini, formazione e inclusione sociale. Com’è stato coinvolto in questo progetto culturale?

“L’idea è nata dalla collaborazione, ormai quasi decennale, con Mario Esposito, straordinario operatore culturale, giornalista e direttore del Premio Penisola Sorrentina, che voleva celebrare e al tempo stesso indagare la figura straordinaria di Francesco in questo anno speciale di celebrazioni del Santo. Da lì è partito uno studio soprattutto sugli scritti di San Francesco, un lavoro sul testo ma anche musicale e per quanto mi riguarda attoriale e di ricerca degli altri elementi del cast artistico e tecnico. Mi sento particolarmente fortunato nell’essere stato sempre sostenuto da una figura straordinaria e preparatissima come Mario Esposito che mi segue in uno spettacolo così difficile e delicato come “Francesco”, che mi vede nella doppia veste di regista ed interprete principale”.

Cosa può raccontarci riguardo il suo spettacolo?

“È uno spettacolo in cui si darà grande spazio alla rievocazione della storia di Francesco ma soprattutto allo spirito e al valore profondo della sua parola, del suo messaggio, in cui avranno una grande importanza la parola ma anche le luci e la musica che farà quasi da contrappunto emotivo alla storia e alle emozioni di Francesco. Non posso non citare la preziosa collaborazione di Samantha Chieffallo che ha seguito musicalmente tutta la preparazione dello spettacolo”.

Sul palco con lei ci saranno altri due grandi artisti con cui ha già avuto modo di lavorare in diversi progetti teatrali: Lorenzo Flaherty nei panni di Frate Leone e Barbara De Rossi in quelli di Santa Chiara…

“Ho pensato subito a Lorenzo Flaherty e a Barbara De Rossi per questi ruoli per la forte spiritualità che li caratterizza come attori ma anche come persone fuori dalla scena. Sono davvero orgoglioso di averli al mio fianco”.

Lei aveva già fatto uno spettacolo su San Francesco nel 2010, cosa la affascina di più della storia del Santo?

“La storia di Francesco è quella di un uomo e di come si può arrivare alla fede e poi esserne invasi senza dimenticare mai la propria natura profondamente umana. Di Francesco mi colpisce, soprattutto negli scritti, la sua costante preoccupazione di fissare ogni cosa in una regola e poi scriverla, divulgarla e ricordarla; la sua visione della Fede come una battaglia, come un percorso difficile, la sento molto vicina a me, che sono credente e da sempre molto attento ai temi religiosi nei miei spettacoli”.

Pensando alla società odierna, quanto è importante “riscoprire” la forza delle parole di San Francesco?

“È importante scoprire le parole di Francesco perché è un percorso che fa riscoprire la vita, il rapporto con l’altro, il riconoscimento dell’altro, la compassione, la pietà. La profonda umanità che si evince dalle parole del Santo ci parla con forza e ci ammonisce profondamente in un periodo storico terribile e devastato come il nostro… La parola di Francesco è essenziale e necessaria, soprattutto adesso, per la sua profonda chiarezza, semplicità e al tempo stesso potenza e incisività”.

Dopo San Fele, “Francesco” verrà portato in tournée per l’Italia?

“Lo spettacolo è nato per questa importante rappresentazione che si terrà il 12 luglio a San Fele ma mi auguro che possa avere una prosecuzione perché credo profondamente che meriti di essere portato in giro per l’Italia”.

di Francesca Monti

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