Oltre 1200 teste rivolte al palco montato davanti al Tempio La Rotonda, un mare di gente, ha salutato il concerto inaugurale della 27ma edizione di Tra ville e Giardini, la rassegna più identitaria del Polesine, che si è svolto ieri sera, 2 luglio, con un live di “Strega comanda summer tour” di Francesca Michielin. Un sold out già in prevendita, che ha costretto gli organizzatori ad aggiungere posti a sedere last minute e ugualmente, a lasciare persone sedute sulle panchine, sui muretti e ovunque. Una fiumana però ordinata e rispettosa che ha applaudito e cantato con l’artista facendole dire: “A Rovigo si sta benissimo.” E dopo il concerto si è intrattenuta coi suoi fans, alla faccia dei bodyguard, per selfie, foto e autografi.
La serata è stata introdotta come nella migliore tradizione, dal sindaco di Rovigo Valeria Cittadin, dal presidente della Provincia di Rovigo, Enrico Ferrarese, dalla consigliera provinciale alla Cultura Lucia Ghiotti e dal direttore artistico della manifestazione Claudio Ronda. I saluti sono stati brevi, tutti focalizzati sulla continuità da 27 anni dello spettacolo dal vivo abbinato all’arte e ai paesaggi del Polesine e sull’itinerario di sorprese che anche quest’anno riserva il cartellone: tutti con l’entusiasmo dell’inizio avventura nella voce.
Il live di Francesca Michielin ha dimostrato una grande personalità artistica e padronanza del palco. La cantautrice di Bassano del Grappa dal vivo rende magnificamente tutte le sfumature emozionali del suo timbro di voce riconoscibilissimo. Un modo di cantare che respira la profondità del testo e lo restituisce in una sottile vibrazione dell’anima. D’altra parte ha sancito: “Mi dicono di pensare a cantare. Ma io se non penso non riesco neanche a cantare”. E di pensieri ne ha espressi tanti, introducendo i suoi brani, ma con semplicità disarmante, come quando ha lodato il primo Pride di Rovigo come atto di autoderminazione, tema del suo nuovo brano “Strega comanda”, da Magia Bianca (2026, Columbia Records / Sony Music Italy).
Sul palco, in abiti lunghi, molto “da Anguane” (figure acquatiche del folklore triveneto), così amate da Francesca, che le ha dedicato “Il canto delle Anguane”, è apparsa l’artista, con chitarra e percussioni, in formazione trio con Giorgia Cantoni (tastiere, chitarra e voce solista in “Samson”) e Sofia Volpiana (violoncello). Un terzetto che ha espresso un pop contemporaneo, ricco di richiami fantasy e sonorità lunari e “acquose”, caratteristiche di questo “Magia bianca”. In scaletta, oltre ai brani già menzionati “Una donna non può”, “Solstizio d’estate”, ma anche “Veridis Vulcano”, “Fango in Paradiso”, Nessun grado di separazione” e “Distratto” il suo primo brano, scritto per lei da Elisa. “Più che madre delle mie canzoni, mi sento una balia – ha chiosato l’artista dal palco – Io le curo, ma poi crescono e appartengono a tutti”. Nel finale ha ringraziato tutta l’organizzazione di Tra ville e giardini: “Quello che fate è grande – ha detto – portare la musica e la cultura dappertutto non è scontato”.
