“I sogni e le arti sono due strumenti straordinari per contrastare questo presente violento, caratterizzato dalle guerre, un tempo in cui non ci riconosciamo, in cui sentiamo l’esigenza di un’energia differente”. Giovanni Caccamo arriva a Badia Polesine (Ro), mercoledì 29 luglio alle ore 21,30 presso il Giardino dell’Abate, nell’ambito della rassegna Tra Ville e Giardini 2026, con “L’alba dentro l’imbrunire”, il tour con cui l’artista celebra i suoi primi dieci anni di carriera, organizzato da IMARTS – International Music and Arts.
Nel concerto trovano spazio le canzoni più significative dei suoi primi quattro album, i brani presentati al Festival di Sanremo e alcune composizioni nate per il cinema, come Ritornerò da te, Via da qui, Eterno, Luntanu, title track del film Stranizza d’amuri di Beppe Fiorello, e Puoi fidarti di me, tema principale di Puoi baciare lo sposo di Alessandro Genovesi.
In scaletta ci sono anche alcune canzoni scritte da Caccamo per altri interpreti, come Silent Song per Elisa, Adesso e qui (Nostalgico presente) per Malika Ayane e Rimani qui per Andrea Bocelli. Alcuni brani saranno arricchiti dai contributi registrati di Willem Dafoe, Patti Smith e Jesse Paris Smith e Carmen Consoli.
La seconda parte dello spettacolo è interamente dedicata a Franco Battiato, mentore e figura determinante nella sua formazione artistica. Il cantautore interpreta Prospettiva Nevski, La stagione dell’amore, Gli uccelli e La cura, restituendoli in una nuova dimensione orchestrale.
Ad accompagnare questa nuova fase artistica è anche Partenope, il singolo pubblicato da Ala Bianca, scritto da Giovanni Caccamo insieme ad Alessandra Flora e prodotto da Giordano Colombo, con Saturnino al basso. Ispirata all’incontro tra Ulisse e le Sirene narrato nell’Odissea, la canzone invita a recuperare la capacità di sognare, meravigliarsi e abbandonarsi all’immaginazione, senza perdere il senno.
In questa intervista, Giovanni Caccamo ci ha parlato del tour, ma anche del progetto The Ark for Change che diventerà un film, dei momenti più importanti dei suoi primi dieci anni di cariera, di Papa Francesco e dell’insegnamento prezioso che gli ha lasciato Franco Battiato.

Giovanni, il 29 luglio sarai live a Badia Polesine con il tuo tour “L’alba dentro l’imbrunire”, nell’ambito della Tra Ville e Giardini 2026 con un concerto strutturato in tre parti …
“L’alba dentro l’imbrunire celebra i miei dieci anni di carriera ed è diviso in tre capitoli: nella prima parte ci sono le canzoni più significative dei primi quattro dischi, comprese quelle con cui ho preso parte ai Festival di Sanremo, nella seconda alcuni tra i brani che ho scritto per altri artisti mentre nella terza c’è un omaggio a Franco Battiato. E’ un modo per ripercorrere le emozioni vissute, accompagnato dall’orchestra sinfonica o come a Badia Polesine dalla Orchids Band, con arrangiamenti ricreati appositamente per questo tour”.
Il Maestro Battiato è stato il tuo mentore, qual è l’insegnamento più prezioso che ti ha lasciato e qual è secondo te la sua eredità artistica per le nuove generazioni?
“Io dico sempre che siamo tutti eredi del suo lascito artistico. La sua straordinarietà è stata quella di riuscire a trasferire nella sua arte la sua vita e la ricerca umana e artistica. Porto nel cuore ciò che Franco Battiato mi disse un pomeriggio, mentre eravamo seduti sul divano a Milo: “avrai solo una strada per rimanere un uomo libero e un artista libero, cercare ogni giorno di scardinare la tua arte da ogni fine, non chiederti come fare ad avere più successo, a vendere più dischi perché quella sarà una gabbia d’oro, invece chiediti di cosa voglio innamorarmi nei prossimi mesi della mia vita. Quella sarà la radice del tuo prossimo progetto artistico. Poi ce ne saranno alcuni che avranno più successo, altri meno, ma questo a te non deve interessare, perché tu starai vivendo una vita meravigliosa e la tua arte sarà lo specchio di ciò che sei””.
E’ quello che cerchi di portare nella tua musica …
“Esattamente. In questa società, in questo mondo basato in generale sulla performance, sui risultati, sulle classifiche, che ci incita alla competizione, riuscire a mettere in pratica questo monito è molto complesso, ma ci provo quotidianamente e spero di riuscirci”.
Tra i brani che canterai nel live c’è anche “Partenope”, il tuo nuovo singolo ispirato all’incontro tra Ulisse e le Sirene …
“Questa canzone è sorella di un progetto più ampio che si chiama The Ark of Change, un viaggio, una performance che si è svolta nel mese di marzo ed è parte a sua volta di Parola ai Giovani, che è partito cinque anni fa in risposta ad un appello di Andrea Camilleri che chiese alle nuove generazioni di avviare un nuovo umanesimo della parola, e che ha coinvolto migliaia di ragazzi e ragazze in università, carceri e centri di accoglienza per capire come le nuove generazioni vedono il futuro. Da questo progetto è emerso che la maggior parte dei giovani oggi ha spento il motore dei sogni. Quindi io da sognatore, ancora prima che da artista, sto cercando di creare dei defibrillatori per le coscienze che possano riaccendere chi si è spento. Così sono nati un libro che si chiama “Manifesto del cambiamento”, edito da Treccani, e The Ark of Change che diventerà un film con il regista Premio Oscar Luc Jacquet, che ha diretto anche La Marcia dei Pinguini. Abbiamo attraversato l’oceano Atlantico dall’isola di Capo Verde a Paramaribo, in Suriname, ripercorrendo la tratta atlantica degli schiavi con dieci giovani provenienti da ogni parte del mondo, per redigere un manifesto con i valori in cui ci riconosciamo. Questa performance, come la canzone, ha tra le radici anche l’Odissea, perché in fondo siamo tutti alla ricerca di Itaca, cerchiamo tutti di resistere alla tentazione del canto delle sirene pur rimanendone inebriati. In questa lotta tra bene e male, in questa ricerca di senso e di presenza, la nostra vita si muove. Questo è un po’ il senso di Partenope, ed è sicuramente anche un omaggio a Napoli, che è una città a cui sono particolarmente legato, insieme alla mia terra, la Sicilia. E’ una canzone particolarmente significativa per me”.

Hai citato il libro Manifesto for Change, nel quale c’è la prefazione di Papa Francesco, in cui parla dell’importanza per i giovani e non solo di sognare nonostante i tempi bui che viviamo ...
“Il sogno è un’àncora di salvezza per tutti. In qualsiasi condizione ci si trovi, economica, sociale, emotiva, può avere la capacità di astrarci, di portarci altrove, di donarci una boccata d’ossigeno. I sogni e le arti sono due strumenti straordinari per contrastare questo presente violento, caratterizzato dalle guerre, un tempo in cui non ci riconosciamo, in cui sentiamo l’esigenza di un’energia differente. Oggi i sogni sono un po’ passati di moda, è come se l’impossibilità e il pessimismo dominassero i nostri pensieri onirici, invece possono essere la chiave per un ritorno ad un’umanità più lenta e più consapevole”.
Qual è il ricordo che porti nel cuore degli incontri che hai avuto con Papa Francesco?
“Papa Francesco ha sposato l’iniziativa Parola ai giovani e ha scritto una lettera meravigliosa come prefazione del libro “Manifesto for change”. La frase che porto nel cuore è “siate giovani in grado di cambiare il modo di cambiare”. Questa è secondo me la sintesi di quello che il Santo Padre ci ha affidato e che muove anche la traiettoria di questo progetto”.

credit foto Lorenza Daverio
Quali sono i tre momenti di questi tuoi primi dieci anni di carriera che fermeresti in una fotografia?
“L’incontro con Battiato, quello con Caterina Caselli e nella stessa foto metterei anche le partecipazioni al Festival di Sanremo, e il progetto Parola ai giovani, quindi l’apertura della mia arte ad arti diverse, a un dialogo sinestetico”.
Un ritorno in gara al Festival di Sanremo è tra i tuoi progetti per il futuro?
“Custodisco i ricordi dei miei tre festival di Sanremo con grande amore e penso che grazie a queste esperienze oggi posso avere la libertà di esprimermi incondizionatamente a livello artistico. Quando arriverà una canzone che suggerirà quel palco mi piacerebbe tornarci in gara come artista o autore, come è successo con Malika Ayane o con Patti Pravo”.
Tra l’altro Patti Pravo sarà ospite, insieme ad Elisa, della data del tuo tour in programma a Verona, al Teatro Romano ...
“Sarà una data speciale al Teatro Romano, con Patti Pravo interpreteremo “Opera” mentre con Elisa “Silent song”, due canzoni a cui sono molto legato”.
Hai firmato la colonna sonora di “Stranizza d’amuri”, opera prima di Giuseppe Fiorello, il cui titolo è anche un omaggio a Battiato. Che esperienza è stata?
“È stato sicuramente bellissimo cercare di cucire la colonna sonora per un’opera cinematografica, è un lavoro ancora diverso rispetto a quello dell’autore, perchè la musica è al servizio delle immagini e devi riuscire ad amplificare l’emotività di ciò che vedi. Sono rimasto immediatamente rapito dalla poesia, dalla delicatezza del film di Beppe Fiorello, quindi con Leonardo Milani abbiamo cercato di scolpire la musica nel miglior modo possibile”.

credit foto Lorenza Daverio
Dopo questo tour, quali sono i prossimi progetti?
“Uscirà nel 2027 il film sul viaggio di The Ark of Change, che probabilmente sarà la mia opera più complessa fino ad oggi, nonché uno dei capitoli più importanti della mia carriera”.
Cosa ti ha lasciato la traversata dell’Atlantico con “The Ark of Change”?
“Ho passato tre anni in giro per università, carceri, centri di accoglienza, ho incontrato un migliaio di giovani che hanno scritto questi testi in risposta alla domanda “cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo?” e per circa un anno ho cercato di capire, di immaginare quali potessero essere i dieci protagonisti di questo viaggio, perché la mia ambizione era quella di riuscire ad avere ragazzi e ragazze da ogni parte del mondo, che potessero rappresentare tutti i territori, tutte le culture, ma soprattutto i temi principali che stanno più a cuore alle nuove generazioni, dal disarmo alla pace e al dialogo tra umanità, dalla natura alla crisi climatica, dall’identità di genere all’intelligenza artificiale, alle nuove tecnologie, alla spiritualità. È stata un’esperienza indescrivibile, veramente straordinaria”.
di Francesca Monti
Si ringraziano Beatrice Tessarin e IMARTS – International Music and Arts
credit foto Lorenza Daverio
