La fragilità come valore dell’esistenza, per riscoprirci “forti” solo della nostra umanità, in un presente che tende a farci dimenticare la profondità del nostro mondo interiore, la bellezza dell’aprirsi all’altro, la potenza della gentilezza. Prosegue nel segno della suggestione poetica e dello sguardo sull’uomo il lavoro artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con il nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo “Solo le cose fragili resistono in eterno”. L’installazione, visitabile fino ad ottobre negli spazi di rhinoceros, lo splendido palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico, si configura come il “secondo tempo” della “Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli” – Omaggio a Francis Jammes, progetto ideato e curato da Curi che ha debuttato nel novembre dello scorso anno. In quell’occasione l’artista esplicitava attraverso una fusione di linguaggi la necessità di tornare alla bontà genuina rappresentata dalla figura antica dell’asinello, celebrata magnificamente dalle parole del poeta Francis Jammes. Ora, ripercorrendo quello stesso cammino, Curi fa un ulteriore passo in avanti, sottolineando l’urgenza di valorizzare la fragilità e la leggerezza, nomi – e doti – dal sapore tutto femminile, che arricchiscono l’esistenza di ognuno di noi. Con il sostegno di Alda Fendi, Curi ha dunque concepito per i 4 piani di rhinoceros un percorso che conduce verso la verità più profonda della vita umana, rendendo omaggio alla vulnerabilità e alla delicatezza, nel rispetto di se stessi e degli altri, e ricordando la forza del sogno, dell’immaginazione, del desiderio e della poesia. I riferimenti, come in una sequenza ininterrotta, ritornano: c’è Francis Jammes, con la profondità delle sue liriche, ma c’è anche il pensiero di Nietzsche e di Shakespeare, così come l’esperienza artistica di grandi nomi quali Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya.
“Solo le cose fragili resistono in eterno. La fragilità è un’esclusiva delle persone più argute e degli artisti. Fragile, apparentemente fragile, forte, apparentemente forte, sono moti dell’anima. Tutti siamo forti, tutti siamo fragili, dalla forza viene la fragilità, dalla fragilità la forza. E sono tutti nomi al femminile, fragilità, forza, intuizione. La leggerezza è femmina“, spiega Raffaele Curi, “Fragili come Jammes, le Amalassunte di Osvaldo Licini, la nebbia di Fujiko Nakaya, e le uova dei Pirenei. I Pirenei dove Jammes era considerato un poeta per semplici, per contadini, per ingenui. Ma la leggerezza e la semplicità non costituiscono la base dei poeti o dei contadini, ma la base per una visione assolutamente divina. Siate semplici e raggiungerete la gloria, è il grido in fondo della parabola ancestrale ed eterna, e della leggerezza dettata dalla sacra Bibbia“.
L’action set si apre subito con una citazione dal Riccardo III di Shakespeare: “Domani nella battaglia pensa a me”, poi lo sguardo viene intercettato da una gigantografia dei Pirenei: con questa immagine di freschezza e libertà, il richiamo a Francis Jammes, noto anche come “il poeta dei Pirenei”, dà inizio al nuovo tema conduttore del progetto sugli asinelli, la leggerezza. Il percorso prosegue con un’ulteriore celebrazione di ciò che non è materia, ma solo spiritualità e fantasia, attraverso l’arte di un grande artista del Novecento: sospese dal soffitto, appaiono al pubblico come leggere epifanie molteplici sagome delle Amalassunte di Osvaldo Licini che fluttuano delicatamente nello spazio come mosse dal vento mentre in sottofondo risuona il brano “Come nave in mezzo all’onde”, tratto dal Siface di Nicola Porpora, interpretato dal celebre mezzosoprano Cecilia Bartoli. Per richiamare il ruolo centrale che il cromatismo riveste nelle poetiche opere di Licini, a illuminare l’installazione sono i sette colori dell’arcobaleno, dal rosso al violetto, passando per l’arancio, il giallo il verde, l’azzurro e l’indaco, che si rincorrono come in un ciclo eterno, intervallati da un’intensa luce bianca abbagliante. Qui, nel contrasto tra luce e colore, le parole di Friedrich Nietzsche diventano protagoniste: “Gli uomini dai pensieri profondi provano nei rapporti con gli altri, l’impressione di essere dei commedianti, perché quando vogliono essere compresi, devono fingere di essere superficiali“. Il cavedio accoglie proiezioni delle affascinanti “sculture di nebbia” dell’artista giapponese Fujiko Nakaya, e a chiudere idealmente il percorso, arricchito da una avvolgente colonna sonora, i ripiani delle teche occupati da un cartone con tre uova timbrate, ognuna con la scritta “Pirenei”.
L’installazione di Curi, ancora una volta, offre un punto di vista “altro” sulla nostra esistenza, rendendo omaggio a ciò che forse nella frenesia del mondo contemporaneo sfugge all’occhio più distratto, ma che non per questo ha meno valore: la leggerezza come fragilità e insieme forza, la bellezza del mondo interiore di ciascuno di noi: un progetto che rispecchia pienamente l’impegno della Fondazione Alda Fendi nel valorizzare presso il pubblico l’arte contemporanea come strumento di pensiero e bellezza.
Fondazione Alda Fendi – Esperimenti
“SOLO LE COSE FRAGILI RESISTONO IN ETERNO”
di Raffaele Curi
fino ad ottobre 2026
rhinoceros
Via del Velabro 9A, Roma
Ingresso libero
Orario apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 19
