Jesto: il ricordo a un anno dalla sua scomparsa

Ad un anno esatto dalla scomparsa di Jesto (Justin Steven Rossi Yamanouchi), il mondo della musica e la community dell’hip hop italiano si stringono nel ricordo di una delle menti più libere, geniali e anticonformiste della scena urban nazionale.

A dodici mesi da quel vuoto incolmabile, la figura di Jesto resta più che mai viva nel cuore di colleghi e fan. Precursore di stili, linguaggi e sonorità che hanno anticipato i tempi del rap italiano, l’artista romano ha saputo raccontare la realtà senza filtri, evolvendo negli anni da un’ironia tagliente a una scrittura sempre più intima, profonda e spirituale.

Ad arricchire questa ricorrenza è stata la recente pubblicazione del disco postumo “Stato di Coscienza”, curato sul piano musicale da Pankees e dal Maestro Fernando Alba. L’opera rappresenta la fotografia perfetta della sua maturità umana e artistica: un viaggio tra ricerca interiore e consapevolezza, capace di trasformare le fragilità in poesia.

Jesto ha attraversato un percorso che pochi comprendono finche’ non lo fanno in prima persona. La filosofia, la spiritualità, l’esoterismo non erano per lui ornamenti estetici: erano strumenti di lavoro. La sua vocazione era quella dello sciamano, dell’architetto di riti emotivi e spirituali, del guaritore di anime“, il ricordo del fratello Hyst.

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